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Guareschi, la politica, il cinema e la gente di Lombardia

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Giovannino Guareschi


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A Palazzo Pirelli un convegno sulla produzione dell’artista innamorato di Milano

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale della Lombardia.

Guareschi e la politica, Guareschi e il mondo contadino della Bassa padana, lo scrittore e la fiction cinematografica che immortalò nelle facce di don Camillo, Fernandel, e Peppone, Gino Cervi. le avventure scritte dal romanziere emiliano: tutte sfaccettature di una produzione artistica che si radica a Milano, amata da Guareschi come la città della modernità, del popolo, delle periferie operaie.

Su queste note si è concluso ufficialmente oggi, 22 luglio, 51° anniversario della morte, l’anno guareschiano: nell’occasione Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, ha ospitato un convegno per ripercorrere e valorizzare la grande produzione non solo letteraria, ma anche grafica, e ovviamente cinematografica dell’autore.

Ha sottolineato Carlo Borghetti, Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, intervenuto ai lavori:

Abbiamo ancora molto da imparare dai racconti di Guareschi, che illustrano gli sforzi e le contrapposizioni dell’Italia del dopo guerra.

Un clima in cui le divergenze riuscivano, grazie all’ascolto reciproco, a trovare una sintesi per il bene della propria comunità e che la penna di Guareschi riusciva a trattare con leggerezza.

Tutti valori che ancora oggi è importante portare nella nostra società, nel dibattito politico e nei mass media.

Uno spaccato del rapporto di Guareschi con Milano, che sopravvive anche a oltre 50 anni dalla morte dell’autore, è stato illustrato da Giorgio Vittadini, Presidente Comitato celebrazioni guareschiane.

Ha detto Vittadini:

La cifra di Guareschi sta nel descrivere e calarsi nel mondo dei piccoli nel portare in primo piano il dettaglio, in cui il diverso sta insieme, con la voglia di costruire e di aiutarsi.
E questa è ancora oggi la Milano attuale, non è la Milano di Tangentopoli.

Come per Jannacci, così per Guareschi, Milano è bella perché in grado di attrarre, di accogliere e di progettare. La visione di Guareschi rappresenta a tutt’oggi il futuro della politica e della società.

Numerose le iniziative che continueranno a celebrare la memoria di Guareschi: oltre alla mostra in corso allo Spazio eventi del grattacielo Pirelli, dedicata al rapporto tra lo scrittore e la Lombardia, visitabile fino a venerdì, in programma il Busseto Festival, dal 9 novembre all’8 dicembre, il programma completo e l’edizione completa a fumetti delle storie scritte da Guareschi a contorno delle avventure di don Camillo e Peppone, edizioni ReNoir. Un patrimonio di cultura e di aneddoti che arricchisce la società lombarda.

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