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‘Gli innamorati 2.0’ a Classico Contemporaneo

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Andrea Cioffi


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In scena l’11 agosto al Chiostro del Convento di San Domenico Maggiore di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Sabato 11 agosto, ore 21:30, presso il Chiostro del Convento di San Domenico Maggiore, Napoli, nell’ambito della rassegna ‘Classico Contemporaneo’ – V edizione, direttori artistici Gianmarco Cesario e Mirko Di Martino, andrà in scena lo spettacolo‘Gli innamorati 2.0’ da Carlo Goldoni, adattamento Andrea Cioffi e Francescoantonio Nappi
regia di Andrea Cioffi. 
Con Alessandro Balletta, Andrea Cioffi, Viola Forestiero, Sara Guardascione, Franco Nappi, produzione Demiurgo.

‘Gli innamorati 2.0’ è ambientato in una dimensione atemporale che vive sospesa tra presente e passato: le convenzioni sociali che attanagliano i protagonisti goldoniani sono le stesse tensioni social che ci legano a una prigione psicologica, morale e intellettuale fatta di sovrastimolazioni informatiche, per cui non stupiamoci di vedere insieme in scena smartphone e merletti, musica pop e sinfonie classiche in un gioco di continuo stupore attoriale che verge nello scardinamento di una maniera goldoniana percepita dai più come oramai stucchevole, favorendo un approccio recitativo moderno e tridimensionale fatto di urgenza, di “sentire”, “rispondere” e “coinvolgere”.

Le maschere che Goldoni scardina dalla tradizione teatrale saranno di nuovo presentate e riscardinate in scena in un continuo gioco di finzione e realtà, un dialogo tra attori e pubblico, complici nel ricercare assieme la verità emotiva d’ogni singolo personaggio; ricerca non ostacolata ma favorita dall’utilizzo di maschere usate, scambiate, scagliate e infine gettate.

Il lavoro fatto su ‘Gli innamorati 2.0’ è l’ultimo atto di un percorso che ci ha portati prima a lavorare in diversi luoghi non teatrali, successivamente a tradurre quanto appreso in quelle occasioni in teatro, sia nelle singole esperienze attoriali sia nelle esperienze di compagnia. Quel che abbiamo capito è che forse la sfida del teatro non sia più quella di mettere a nudo gli attori perché emozionino il pubblico.

La sfida, invece, è quella di spogliare il pubblico dei propri pregiudizi, delle proprie strutture. Mettere a nudo il pubblico perché si emozioni con noi, in un processo duale e osmotico. Farlo con un testo nuovo e originale è complesso, farlo con un classico goldoniano quasi impossibile. Ma la vita è fatta di sfide. E una sfida o è impossibile, o non è una sfida.

Si cercano i punti di contatto tra le nevrosi quotidiane che ciascuno di noi è chiamato a vivere nelle proprie relazioni contemporanee e quelle raccontate dal testo goldoniano. Nevrosi che ci impediscono una comunicazione sincera, reale e diretta che è alla base dei sentimenti forti: dall’empatia e all’amore. Di fatto, in un continuo giocare e ammiccare tra testo e improvvisazione, tradizione e tradimento, ‘Gl’innamorati’ di Goldoni diviene paradigma dell’incomunicabilità di coppia e delle difficoltà d’amare proprie di ogni epoca.

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