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‘Era giovane e aveva gli occhi chiari’ di Giovanni Mazzitelli

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L’esordio alla regia di un lungometraggio per lo sceneggiatore Giovanni Mazzitelli

‘Era Giovane e aveva gli occhi chiari’, lungometraggio d’esordio di Giovanni Mazzitelli, è un film in cui si rischia tutto per andare in cerca del proprio amore. Il regista porticese, già autore della sceneggiatura di Vitriol e del docufilm Solving‘, usciti rispettivamente nel 2012 e nel 2014, per la sua opera prima ha scelto di trattare il tema dell’identità in una commedia romantica che si domanda quale sia il modo più giusto per vivere la propria vita.

Dubbio che attanaglia fin da subito il protagonista della storia, interpretato dall’attore casertano Mario Di Fonzo, che si ritrova in un vortice di situazioni al limite dell’incredibile, circondato da giovani donne ebree, filosofi alieni forse immaginari, produttori cinematografici “a ribasso”, sogni lucidi, ninfomani, morti apparenti, partite di tennis con ultrasettantenni, odori che rievocano vecchi ricordi, anziane con il grilletto facile ed il souvenir di un amore non sepolto del tutto.

Prodotto da CinemaFiction, scuola di formazione attoriale per cinema e tv con sedi in tutta Italia e dallo stesso Mazzitelli, distribuito nei cinema dal 29 marzo dalla S.M.C. – Salvatore Mignano Communication, il film si avvale di un gran numero di partecipazioni d’eccezione, da quella del Malammore di ‘Gomorra-la serie’, Fabio De Caro, a quella del grande Giacomo Rizzo, passando per Tina Femiano, Silvia Luzzi, Alice Pagotto, Federica de Benedittis, Carola Santopaolo, Iole Casalini, Tonia De Micco, Orazio Cerino e Flavia Gatti.

È un progetto che si basa su dei profondi valori della nostra cultura post-moderna, Napoli e la Campania come non sono mai state mostrate al cinema ed ora condensate in una storia d’amore romantico senza precedenti

hanno detto Armando Ciotola e Antonio Acampora della CinemaFiction spiegando cosa li ha spinti a produrre l’innovativa idea di Mazzitelli

ci interessava cogliere quegli aspetti della nostra regione che non mirassero solo a mostrare qualcosa di unicamente bello, ma che facessero da sfondo ad una storia in cui tutti, giovani e adulti, possono rivedersi. Una sorta di romanzo di formazione sull’ironia della nostra vita.

A proposito dell’idea del film il regista ha dichiarato:

Uno degli obiettivi principali di ‘Era giovane e aveva gli occhi chiari’ è quello di mostrarci la vita da un altro punto di vista, più affascinante, forse più pericoloso, ma di certo per cui vale la pena di rischiare tutto quello che si ha.

Non è del resto questo il concetto su cui si basa l’amore? Non è lasciare la propria tranquillità per rischiare tutto in nome dell’innamoramento? Quando si rincorre una passione troppo importante per noi stessi si rischia di perdere di vista tutto l’amore che già ci circonda. Starà al pubblico allora rispondere alla domanda se sia giusto vivere nel mezzo o agli estremi della vita.

Sostenuto da molte realtà che operano in vari settori, il film ha puntato sulla rivalutazione del territorio adoperando un processo di cineturismo come non se ne vedevano da tempo. Girata tra il 2015 ed il 2016 tra Roma, Vietri, Miseno, Cava de’ Tirreni, Eboli, Portici, Ercolano e Napoli, la “pellicola” si è avvalsa della collaborazione dei partecipanti al Master in Cinema e Televisione dell’Università Suor Orsola Benincasa, dell’Andris Hotel, della pizzeria Gino Sorbillo, della Four Mile, della Gmquadro e di molte altre realtà campane.

La trama

‘Era giovane e aveva gli occhi chiari’ racconta le vicende di X, oltre trent’anni ed un lavoro rocambolesco come pochi nell’Italia di oggi, in pratica l’icona che potrebbe rappresentare parte dei suoi coetanei della società moderna. Tutto quello che X pensa è radicalizzabile in un’unica domanda: “La verità è davvero nel mezzo?”

I dubbi di X non sono tanto differenti da quelli di tutti, circondati da persone che vivono agli estremi dell’esistenza e che sembrano più felici, a differenza della “massa” rinchiusa in regole sociali che reprimono gli istinti primordiali.

Una notte di metà inverno, una delle tante in cui X è succube dell’insonnia, l’urlo prolungato di una donna per strada lo desta; si tratta di Alessandra, tratti mediterranei ed una spiccata tendenza alla fatalità che rendono la sua giovinezza ancora più affascinante. Un incontro fugace, al quale sembrerebbe non possano seguire altri, ed invece il giorno seguente X raggiunge la bella Alessandra ad un loro nuovo appuntamento, durante il quale la giovane donna smaschera la sua vera natura.

Lei è, infatti, un’abile scassinatrice che entra abusivamente nelle case delle persone, senza però rubare nulla, ma ricercando ossessivamente un tesoro ingiustamente privatole nel tempo. Per X, ormai coinvolto dalla missione di Alessandra, sarà solo l’inizio di una serie di straordinari e bizzarri eventi, il tutto trovandosi nel giro di otto mesi a scegliere la strada giusta da intraprendere per una vita che valga la pena di essere vissuta, sempre alle prese con il famigerato dubbio “meglio rincorrere un’esistenza agli estremi inseguendo la passione oppure adagiarsi senza prendere rischi?”

‘Era giovane e aveva gli occhi chiari’ è una commedia originale, piacevole e per nulla banale per un Cinema giovane e innovativo che va stimolato e supportato per una crescita e diffusione che può essere utile a tutta l’industria dell’audiovisivo in Campania come in Italia.

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Paco De Renzis

Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.