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Giochi del Mediterraneo, Confeuro: Faro su tutela mare e agricoltura

Andrea Tiso, Presidente nazionale di Confeuro

Tiso: ‘Il Mediterraneo è un patrimonio comune e come tale deve essere difeso e rilanciato’

Riceviamo e pubblichiamo.

In questi giorni sono in scena a Taranto i Giochi del Mediterraneo, manifestazione sportiva multidisciplinare riservata alle nazioni del bacino Mediterraneo e ispirata ai valori olimpici, con l’obiettivo di promuovere lo sport, il dialogo e la cooperazione tra i popoli.

Per Confeuro – Confederazione Agricoltori Europei si tratta di una competizione bellissima, fondata su principi sani e nobili, e proprio per questo riteniamo importante cogliere l’occasione per accendere un faro sul Mare Nostrum e sulla necessità di tutelarlo.

Il Presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso, sottolinea:

Il Mediterraneo sta affrontando trasformazioni profonde legate al cambiamento climatico.

Il progressivo surriscaldamento delle acque favorisce fenomeni come la proliferazione di specie aliene, la perdita di biodiversità e l’alterazione degli ecosistemi marini.

Parallelamente, anche i territori agricoli dei Paesi mediterranei sono sempre più esposti a siccità, ondate di calore e cambiamenti nella disponibilità delle risorse idriche, con conseguenze sulle produzioni e sulle comunità rurali.

Tutela del mare e agricoltura sono questioni strettamente connesse. La salute degli ecosistemi marini, la qualità delle acque, la gestione delle risorse idriche e la salvaguardia della biodiversità devono essere affrontate attraverso una visione comune e di lungo periodo.

È quindi auspicabile che le istituzioni nazionali ed europee rafforzino le politiche dedicate al Mediterraneo, sostenendo interventi concreti per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, proteggere fauna e flora marina e accompagnare l’agricoltura verso modelli sempre più sostenibili e resilienti.

Lo spirito di cooperazione dei Giochi del Mediterraneo può rappresentare anche un messaggio importante per la politica: di fronte alle grandi sfide ambientali nessun Paese può agire da solo.

Il Mediterraneo è un patrimonio comune e come tale deve essere difeso e rilanciato.