Il Presidente: Pronti a collaborare per rilanciare l’industria
Riceviamo e pubblichiamo da Agenzia Toscana Notizie.
Primo incontro, dopo le elezioni di ottobre, del Presidente della Toscana Eugenio Giani con i rappresentanti del Consiglio di Presidenza di Confindustria Toscana.
Al tavolo che si riunito nel tardo pomeriggio hanno partecipato anche il Sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika e gli Assessori ai trasporti e alle infrastrutture Boni, al lavoro e semplificazione Barontini, all’ambiente Lenzi e alla sanità e politiche sociali Monni. Un’occasione per presentare anche la nuova squadra di governo.
La riunione ha avuto lo scopo di confrontarsi sulle criticità in corso e che riguardano l’economia toscana, per meglio programmare gli interventi futuri e i bandi e gli interventi da finanziare con i fondi europei: reindustrializzazione, energia, rifiuti, competitività dei distretti, strade e collegamenti da sviluppare alcuni dei temi toccati.
Giani si sofferma:
Siamo pronti a fare la nostra parte per salvare e rilanciare l’industria di questa regione, come volano di sviluppo ed opportunità di lavoro, lavoro tutelato e sicuro.
In questi anni il rapporto con Confindustria è stato chiaro e trasparente, anche nei momenti di confronto aperto su posizioni diversi.
Ne ho apprezzato la volontà costante di dialogo e sono convinto che potremo continuare a collaborare in modo concreto e fattivo.
Viviamo sicuramente situazioni di crisi ma anche elementi di grandi vitalità che intendiamo sostenere: dalla nautica sulla costa alla farmaceutica o il settore cartario.
Maurizio Bigazzi, Presidente di Confindustria Toscana, ha proposto un patto di sviluppo per rilanciare l’industria toscana, da sottoscrivere assieme alle altre parti sociali.
Ha spiegato:
Avviamo oggi un confronto sul tema della reindustrializzazione della nostra regione.
È indispensabile alzare il nostro tasso industriale, perché è l’elemento centrale per accelerare il nostro PIL. Abbiamo bisogno di un Patto per lo sviluppo focalizzato sull’industria.
Noi siamo disponibili a scriverlo insieme da oggi, da subito, perché i prossimi cinque anni saranno cruciali per l’economia della regione e, più in generale, per il suo modello di sviluppo e per la tenuta dei suoi standard sociali.













