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Freia, la Dea ninfomane

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Freia


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Freia, originariamente Freyja, è una divinità della mitologia norrena, chiamata anche Gefn, Hǫrn, Mardǫll, Sýr, Valfreyia e Vanadís.
Il suo incessante vagabondare produsse un moltiplicarsi dei suoi appellativi, assumendo, di volta in volta, nomi e connotazioni di divinità locali.

È considerata la dea dell’amore sessuale, della bellezza, dell’Oro, della seduzione, della fertilità, del Seiὄr, della guerra, della morte e delle virtù profetiche.

Nata dall’incestuosa unione di Njdrdhr con la sorella, Freya era innanzitutto la Vanadis, la “dea dei Vani” per eccellenza.
Mette al mondo due splendide fanciulle Gǫrsimi e Hnoss, sinonimi di “tesoro”.

Si narrava come avesse ottenuto Hildsvini, “cinghiale da battaglia”, magnifico esemplare dalle setole auree, rilucenti come quelle del cinghiale di Freyr.

Si diceva che la dea avesse donato le sue grazie femminili ai due nani Dain e Nabbi, trascorrendo con loro un’infuocata notte di passione e come segno d’affettuosa dedizione ebbe il prezioso animale.

Il suo collo era ornato da Brisingamen, la “collana dei Brisinghi”, un gioiello noto per la sua incomparabile bellezza in tutta Asgardh.

Loki, che nella mitologia norrena, o meglio, nella religione norrena, era il dio della grande astuzia e degli inganni, la definisce una ninfomane, sempre pronta a saziare le sue voglie con qualunque tipo di partner, dagli Jǫtunn agli Elfi.

Freya è esperta nelle arti magiche seiðr, con cui poteva realizzare divinazioni ed incantesimi a distanza.

Il suo giorno sacro è il venerdì e ne rimane traccia nel termine inglese Friday e in quello tedesco Freitag.

È una delle più alte divinità di Asgard, una figura di potere e rispetto anche tra le Walkirie e gli Aesir.

Come Dea dell’amore e della fertilità, ella assume una forma che verrebbe considerata bella nella maggior parte del mondo: occhi blu chiaro, capelli dorati lunghi che cadono oltre la vita e una carnagione perfetta che metterebbe Venere stessa in ombra.

Secondo la leggenda viaggiava travestita da gatto, in generale, anche se si considerano come suoi animali prolifici anche i cinghiali e le cagne; la tradizione riferisce di una connessione speciale con i gatti, appunto.

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Autore Antonio Conte

Antonio Conte, nato a Napoli il 28 maggio 1976, vive e lavora a Londra dal 2018. Appassionato di paganesimo, magia, esoterismo, culti, miti e divinità Sposato con due figlie.