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‘Freedom – Oltre il confine’: intervista a Roberto Giacobbo

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Roberto Giacobbo - 'Freedom - Oltre il confine'


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Il popolare conduttore ci svela i segreti dell’ultima puntata del 14 febbraio

Stasera, 14 febbraio, ore 21:25, su Rete 4, andrà in onda l’ultima puntata della prima serie di ‘Freedom – Oltre il confine, trasmissione di successo condotta dal versatile Roberto Giacobbo, “scommessa vinta” del nuovo canale televisivo, che si conferma la terza rete più vista del giovedì sera.

Ne approfittiamo per fare un breve bilancio con il presentatore che, ogni settimana, ci fa accedere con lui, seppur virtualmente, in posti meravigliosi di tutto il mondo regalandoci la magia di un viaggio nell’ignoto per svelarne segreti e curiosità.

Qual è la difficoltà di fare divulgazione scientifica oggi?

Fare divulgazione scientifica è sempre stato molto complesso, bisogna prepararsi, usare un linguaggio semplice, sentirsi al servizio di chi ascolta.
È un percorso lungo e molto impegnativo, infatti, proprio perché richiede molti sacrifici, ci sono così pochi divulgatori in televisione.

I segreti e i misteri partenopei sembrano affascinarla particolarmente, tanto che il capoluogo campano è protagonista di molte sue trasmissioni. Qual è il suo rapporto con Napoli? Come mai stavolta con ‘Freedom – Oltre il confine’ ha scelto la Crypta Neapolitana e la Piscina Mirabilis?

È splendido poter parlare di Napoli e del territorio campano, è un luogo che, se si studia e se si affronta con passione, concede grandi sorprese, tanti contenuti.
È un piacere parlar bene di una zona del nostro Paese che merita questo tipo di trattamento, per le persone, per la storia e per tutto quello che ha saputo trasmettere non solo all’Italia, ma a tutto il mondo.

Nella Crypta Neapolitana si trovano le tombe Virgilio e Leopardi, due personaggi legati all’esoterismo anche se in modo diverso. Qual è il rapporto di un divulgatore scientifico con il magico, con le ritualità iniziatiche? 

Divulgare vuol dire affrontare di tutto, anche argomenti meno conosciuti. Soffermarsi su Virgilio e Leopardi è sempre bello, anche perché così ci si avvicina alle nuove generazioni che, talvolta, considerano studiare questi grandi nomi come un impegno e una sofferenza, mentre, parlandone in televisione, con un linguaggio semplice, tutto questo può diventare molto più fruibile e creare delle passioni anche tra i giovani.

La divulgazione è, appunto, una divulgazione totale: toccare tematiche che conoscono in pochi rivolgendosi a tanti. Le materie sono molteplici, comprese quelle più enigmatiche.

L’Antico Egitto è un’altra costante per lei. Nella puntata del 14 febbraio le telecamere di ‘Freedom’, grazie ad un permesso speciale si accenderanno per una grande esclusiva: catturare ogni dettaglio di sepoltura della tomba della Regina Nefertari. Ci può anticipare qualche dettaglio della prossima puntata? Cosa ci rivelerà di questo luogo inaccessibile ai più?

Addentrarsi nella Tomba di Nefertari, dopo che dal 2003 è stata chiusa al pubblico, salvo rari casi, è straordinario. Ancor più eccezionale è il fatto di esserci entrati con delle tecnologie che fino a pochissimo tempo fa non potevano essere utilizzate.
Basti pensare che l’ultra HD, la super alta definizione in 4K trasportata in Egitto all’interno di una tomba, è cosa rarissima anche al giorno d’oggi.

Devo ringraziare non solo le autorità egiziane che ci hanno permesso questa operazione, ma anche il professor Zahi Hawass e tutta la produzione di Freedom, proprio perché è stato un lavoro complesso, ma dai risultati straordinari.

Nel corso della puntata si potranno ammirare queste immagini uniche, che rimarranno nel nostro archivio e che potremmo vedere in 4K non appena la tecnologia ci permetterà di trasmetterle anche sui canali generalisti.

La Città Eterna torna protagonista, con il quartiere Aventino, da cui è possibile vedere, in un unico colpo d’occhio, la cupola di San Pietro, quella della porta d’ingresso della sede dei Cavalieri di Malta, l’ordine cavalleresco più antico e longevo del mondo. Una città molto raccontata, sia dal punto di vista narrativo che scientifico e divulgativo, cosa c’è ancora da scoprire di Roma che non sia stato già detto?

C’è ancora tantissimo da scoprire e anche da dire su Roma. In pochi hanno considerato che nel guardare attraverso la serratura dell’Aventino ponendo l’occhio su quel varco, al centro del portone, si attraversano tre Stati: difatti, con i piedi siamo in Italia, guardiamo attraverso lo Stato dei Cavalieri di Malta e scorgiamo la cupola di San Pietro, che si trova, appunto, in Vaticano.

Un’osservazione, una curiosità che fa parte delle tante che racconteremo. Inoltre, apriremo quella porta: la serratura, che oggi non è più tale, al di sotto ne ha una vera e, con la sua chiave, attraverseremo finalmente quel passaggio.

Un successo oltre le aspettative quello di ‘Freedom – Oltre il confine, tanto che per la prossima settimana sono previste due puntate dal titolo ‘Freedom Top 10′, le 10 avventure più viste della prima stagione. Quale è il segreto della trasmissione che, per qualità dei contenuti e della produzione, ha ampiamente superato i risultati ottenuti in passato da ‘Voyager’? Quale la differenza di approccio?

Fare nuove scommesse è sempre bellissimo. Ho lavorato tanto bene per 15 anni in Rai, prima ancora l’avevo fatto a Telemontecarlo, che poi è diventata LA7 intanto che io ero lì, e quest’esperienza è servita per fare, insieme a Mediaset e a Rete 4, e anche tra un po’, sul canale Focus, qualcosa di ancora più innovativo.

Devo ringraziare tantissimo non solo i vecchi colleghi che ho lasciato in Rai, ma anche i dirigenti di Mediaset che sono al mio fianco per questa nuova avventura, per la disponibilità, la partecipazione e il coinvolgimento che mi hanno offerto. Tutto è diventato ancora più stimolante.

È un lavoro di squadra e per conseguire degli ottimi risultati ci vogliono una grande azienda, un grande gruppo di lavoro, delle buone idee e, alla fine, qualcuno che si carichi sulle spalle l’onore di rappresentare tutto questo e, dunque, c’è anche una grande emozione in me.

Giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo, documentarista, scrittore, docente universitario: poliedrico qual è, riesce a raggiungere i target più diversi utilizzando tutti i possibili registri linguistici, risultando sempre stimolante. Qual è la “sua formula”?

Fare tante cose fa parte proprio della mia essenza, sin da ragazzo sono stato un ragazzo multitasking. C’è stato un periodo della mia vita in cui ho svolto tre lavori contemporaneamente, in tre momenti diversi di ogni giornata, quindi era importante per me fare esperienza, crescere e scommettere su me stesso.

Riguardo alla possibilità e alla capacità di arrivare a più persone, cerco di fare in modo di non annoiarmi quando guardo quello che faccio: sono il primo telespettatore di me stesso, il mio primo giudice

Amo coniare aforismi e tra quelli che forse riassumono meglio la mia attività, c’è, prima di tutto, il lavorare con rispetto e passione: lo trovo fondamentale ed è quello che chiedo anche a tutti i miei collaboratori.

Per quanto riguarda l’esposizione, parlo così come vorrei ascoltare e, quindi, facendo un’operazione di semplificazione e di umiltà nella comunicazione, perché la divulgazione deve essere, appunto, per tutti.

Nel ringraziare Roberto Giacobbo per la sua disponibilità ricordiamo ai nostri lettori l’imperdibile appuntamento di stasera, 14 febbraio, con ‘Freedom – Oltre il confine’.

Roberto Giacobbo - 'Freedom - Oltre il confine'

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