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Francesco Cito e Guido Pappadà a ‘Il sabato della fotografia’

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Cito Bosnia


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Il 2 febbraio a Sala Assoli, Napoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Secondo Ferdinando Scianna, Francesco Cito

è forse uno dei migliori fotogiornalisti italiani, ha l’istinto del fatto, la passione del racconto, la capacità di far passare attraverso le immagini con forza di sintesi e rigore visivo l’essenziale delle cose.

Settant’anni, una vita avventurosa tra Napoli, il mondo e Milano, dove vive attualmente, Cito è il protagonista del secondo appuntamento della rassegna ‘Il sabato della fotografia’ che si terrà sabato 2 febbraio alle ore 11:30 in Sala Assoli.

Dopo il dialogo via Skype con Matteo Basilé, il ciclo di incontri sul linguaggio fotografico prosegue con la proiezione di ‘A wide gaze’ e con l’incontro con il regista Guido Pappadà e Francesco Cito, fotoreporter internazionale, uno dei più intensi narratori dei conflitti mediorientali e vincitore di due ‘World Press Photo’.

In ‘A wide gaze’ il regista Guido Pappadà, racconta il percorso professionale di Francesco Cito.

Attraverso una lunga intervista e una serie di colloqui con giornalisti che lo hanno affiancato nei luoghi caldi, Pappadà delinea il ritratto di un artista che ha raccontato in modo chiaro e forte alcuni dei grandi eventi del XX secolo che hanno influito sulla storia contemporanea e allo stesso modo ha saputo narrare con la stessa perspicacia aspetti sociali e culturali della Napoli degli anni ottanta e novanta.

La carriera di Cito ha inizio nel 1972 a Londra, dove inizia a dedicarsi alla fotografia.

Dal 1975 diventa foto-giornalista freelance, collabora per il Sunday Time Magazine, ottenendo la sua prima copertina col servizio ‘La mattanza, sull’antico modo di pescare i tonni in Sicilia’.

Nel 1980, dopo l’invasione sovietica, è uno dei primi fotoreporter che raggiunge clandestinamente l’Afghanistan, viaggiando a piedi per 1200 chilometri con vari gruppi di guerriglieri.

Qui ritornerà nel febbraio 1989 come corrispondente de Il Venerdì di Repubblica per documentare il ritiro dell’esercito sovietico.

Oltre che su Il Venerdì di Repubblica, le sue immagini sono apparse in Sette, Corriere della Sera, Epoca, Specchio supplemento della Stampa, Sunday Time Magazine, Observer Magazine, Stern, Bunte, Zeit Magazine, F**aro Magazine, Paris Match, Life.

Cito sarà il protagonista dal 15 al 17 febbraio anche del workshop ‘Il lavoro di fotoreporter’, una tre giorni organizzata da Movimenti per la Fotografia, per conoscere il fotogiornalismo e il suo background con questo genere fotografico.

Sarà un’occasione per conoscere il suo percorso personale, confrontarsi, fotografare con lui e farsi un’idea di cosa significa fare il fotoreporter oggi.

Gli appuntamenti della rassegna proseguiranno sabato 9 febbraio con ‘La foto di Teatro come narrazione oltre lo spettacolo’, incontro con Fabio Donato, Cesare Accetta e Pino Miraglia coordinato e moderato da Giulio Baffi; sabato 16 febbraio con ‘LAB’, il Laboratorio irregolare di Antonio Biasiucci; sabato 9 marzo con Tano D’Amico, narratore visivo del dissenso sociale degli anni settanta; sabato 16 marzo con ‘Esodo’, incontro sull’immigrazione attraverso le immagini di Massimo Cacciapuoti, Aniello Barone e Giulio Piscitelli .

Gli incontri si terranno presso la Sala Assoli in Vico Lungo Teatro Nuovo, 110, Napoli, tutti i sabato in programmazione alle ore 11:30 e sono tutti ad ingresso gratuito.

Workshop e laboratori si terranno presso Palazzo Fondi in Via Medina, 24, Napoli.

 

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