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Fondazione San Giuseppe dei Nudi: intervista a Ugo de Flaviis

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Ugo de Flaviis


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Riparte la Cultura al prestigioso Complesso Museale napoletano

Dopo le restrizioni imposte dai decreti ministeriali durante l’emergenza Covid-19, dal 29 giugno riprenderanno le visite guidate al Complesso Museale Fondazione Real Monte ed Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi sito in via Mancinelli 14 a Napoli.

Un piccolo scrigno di tesori di inestimabile valore religioso e culturale nel cuore del centro storico cittadino, a pochi passi dal Museo Archeologico Nazionale, grande Opera di Misericordia fondata il 6 gennaio 1740 e avallata con la firma di Carlo di Borbone il 30 giugno 1740, sostenuta poi da Casa Savoia, oltre ad avere l’appoggio perpetuo della Chiesa a partire dal primo beneplacito di papa Benedetto XIV accordato il 15 ottobre 1745, raccontato nello splendido volume Il Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi – La carità tra fede, arte e storia (1740 -1890), Nicola Longobardi Editore, a cura della Prof.ssa Almerinda Di Benedetto, con il patrocinio del Comitato per il tricentenario della nascita di Carlo di Borbone.

Riparte la Cultura, dicevamo, e il Complesso Museale, finalmente, può riaprire le sue porte al pubblico.

Ci siamo rivolti all’Avv. Ugo de Flaviis, Presidente della Fondazione, la cui famiglia è orgogliosamente legata all’istituzione da circa 200 anni, affinché ci spieghi come si stanno preparando per quest’imminente ripresa.

Come vi siete organizzati per accogliere in sicurezza gli ospiti alla luce delle norme anti-Covid?

Abbiamo dovuto studiare un percorso di garanzia per i nostri visitatori e riorganizzato anche tutti gli uffici, sanificando più volte i locali aperti al pubblico.

Le visite guidate, previo appuntamento telefonico o via mail, riprenderanno, dal 29 giugno, per un massimo di 20 – 30 persone per volta.

Il 26 giugno, invece, ricominceranno le attività con il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, per noi importantissimo, perché rappresenta la parte cultuale e cavalleresca della nostra attività. Una funzione religiosa benedirà la nostra ripartenza.  

Un patrimonio museale ricchissimo il vostro, riportato nel testo a cura della Prof.ssa Almerinda Di Benedetto, tra cui spicca la famosa “mazzarella” di San Giuseppe, il bastone fiorito in legno di cedro che, tra religione e folklore, affascina credenti e non. Ma quali altri beni donati dalla generosità dell’aristocrazia partenopea si possono ammirare da voi?

Vantiamo una pinacoteca importantissima, con firme prestigiose come Andrea Vaccaro, Giuseppe Bonito, Jusepe de Ribera e tanti altri, e, grazie alla Prof.ssa Almerinda Di Benedetto e al Prof. Pierluigi Leone de Castris, lo scorso anno abbiamo stipulato una convenzione con l’Università Suor Orsola Benincasa, per restaurare tutte le tele possibili, le sculture, gli oggetti di arte sacra e le antiche reliquie in nostro possesso.

Abbiamo una raccolta di 52 dipinti di fondatori e benefattori, una sorta di piccolo quadro antropologico di quella che era la Napoli del ‘700, con la migliore società dell’epoca.

Un fondo musicale, poi, costituito da manoscritti di opere la maggior parte delle quali inedite, composte dai più celebri esponenti della Scuola Musicale Napoletana. Basti pensare che lo stesso Giovanni Paisiello fu nominato nel 1801 Maestro straordinario di cappella.

Infine, c’è un segmento che finora abbiamo poco sottolineato, su cui, invece, intendiamo ora puntare l’attenzione, che è la parte cultuale delle reliquie.
Il bastone di San Giuseppe è sicuramente la più degna di nota, ma ce ne sono altre, almeno all’epoca considerate notevoli, tra cui
la Stauroteca ed il “Sacro Legno”, un prezioso reliquiario in rame dorato con finiture d’argento contenente alcuni frammenti della Vera Croce lignea di Gesù.

Con l’aiuto di alcuni studiosi stiamo individuando la migliore strategia per poterle valorizzare come meritano, sia dal punto di vista cultuale che museale.

In questo senso avete dato spazio alla pubblicazione di altri volumi tra cui I Confratelli, una ricerca di Luigi Spina, con scritti tuoi e di Almerinda Di Benedetto, 5 Continents Editions, Milano, la cui presentazione è saltata proprio a causa della pandemia.

Ad aprile avremmo dovuto presentare il libro fotografico di Luigi Spina, artista campano noto a livello internazionale, la cui cifra stilistica è la ricerca della Bellezza attraverso i legami tra arte e fede e le antiche identità culturali.

Un lavoro fotografico su ritratti di benefattori, fondatori, nobili, uomini di legge, intellettuali, religiosi, amministratori e regnanti, espressione più autentica e vera di un modo di essere, di pensare e di agire, riflesso di una società e di una tradizione culturale che si sono profondamente evolute nel corso del tempo.

Contiamo di presentarlo in autunno, possibilmente con la partnership del MANN, nella cui rete siamo entrati come piccola realtà vicina al Museo Archeologico.

Intanto, per il 3 ottobre, sempre presso la vostra sede, avete programmato la presentazione del libroElogio funebre alla pia memoria di Ferdinando II re del Regno delle Due Sicilie – Recitato nel dì 12 novembre nella Cattedrale di Castellamaredi Francesco Saverio Petagna, Club di Autori Indipendenti, a cura di Gianandrea de Antonellis.

Esatto. Interverranno con me il Dott. Manuel Goyzueta de M.si di Toverena, Delegato di Napoli e Campania SMOCSG, l’Ing. Gionata Barbieri, Segretario generale di Delegazione SMOCSG, il Dott. Gaetano Damiano, Archivio di Stato di Napoli e il Prof. Gianandrea de Antonellis, curatore del volume.

Il testo è incentrato sul rapporto pubblico e privato tra l’ecclesiastico autore dell’opera originaria e Re Ferdinando II e sull’intensa Fede che entrambi avevano. Due figure affascinanti al centro dello spirito che animava ed anima il Real Monte ed Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi, come anche i legami che saldamente si instaurano con le vicende di storie di uomini pii del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

La chiusura dei siti museali in piena epidemia non ha però fermato la voglia di dare impulso rinnovato alla Cultura, difatti a marzo, è partito il meraviglioso progetto di aperture “virtuali” dei siti di ExtraMann, 24 suggestive realtà partenopee di cui fa parte, appunto, la Fondazione che presiedi. Che aspettative hai?

Sono lieto che la Fondazione di San Giuseppe dei Nudi faccia parte di questa rete, perché credo che fra i segreti che rilanciano il MANN in questi anni ci sia la straordinaria capacità del suo Direttore, il Professor Paolo Giulierini, e di tutti i suoi collaboratori, di valorizzare non solo il museo in sé, ma tutto il territorio al centro del quale è collocato.

ExtraMann presenta benefici evidenti per visitatori, che dispongono di un’offerta culturale integrata garantita ed usufruiscono di sconti per recarsi in altri siti culturali della città, e per i siti stessi che, in questo modo, aumentano la propria visibilità con il flusso di ospiti.

Il MANN, proprio perché è fortemente legato alla città, con Giulierini e il suo staff, è riuscito a creare una rete di solidarietà che agisce quotidianamente, anche nel piccolo, per il sostegno morale, così che ci si dia una mano gli uni con gli altri. Si tratta di uno straordinario esperimento, almeno per la città di Napoli, che sta producendo e produrrà grandi risultati.

La Fondazione non opera solo sul territorio cittadino, ma anche oltre i confini Per la Guinea in prima linea. Ce ne vuoi parlare?

Non ci siamo limitati ad essere solidali, piuttosto abbiamo tentato di essere utili. Abbiamo fatto molto poco, aiutando un gruppo di ragazzi di un villaggio ad Orus per un ‘Progetto Giovani’ a mettere su una cooperativa agricola per la coltivazione delle arachidi, per garantire loro un futuro migliore. Mi auguro, dopo l’inizio del prossimo anno, di andare personalmente e poter fare di più.

D’altro canto, la parte sociale è costitutiva della stessa Fondazione, vuoi sul territorio, dato che lo abbiamo fatto anche per le parrocchie dislocate vicino la nostra sede, vuoi fuori dai nostri confini nazionali. Tentare di dare una mano a chi ne ha bisogno, a chi deve crescere, è un nostro dovere e siamo felicissimi di farlo, anzi, ribadisco, dovremmo farlo di più.

E appunto in periodo Covid-19, da Soprintendente hai sollecitato la generosità di Consorelle e Confratelli affinché effettuassero delle donazioni da tradursi in generi alimentari per chi non riusciva nemmeno più a fare la spesa e per sostenere i parroci particolarmente attivi…

Come era prevedibile conoscendoli, tante Consorelle e tanti Confratelli hanno risposto al mio appello.

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è stato fondamentale nell’opera di assistenza al territorio che circonda la Fondazione, una zona difficile che ha bisogno di attenzione.

Straordinario poi, e mi auguro serva anche per il futuro, è il rapporto con le Caritas e con le comunità parrocchiali, come San Giuseppe dei Vecchi del S.S. Sacramento, che per noi sono un riferimento obbligato.

Tra le tante novità dell’ultimo anno sicuramente spicca il fatto che il 18 novembre 2019 la Chiesa sia stata eretta Cappella Magistrale Costantiniana con Decreto promulgato da S.A.R. il Ser.mo Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie y Orléans, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e Primogenito Farnesiano. Quali le ripercussioni concrete e simboliche di questo atto?

È stato sancito un ritorno al passato, che, in qualche modo, è il suggello tra la Fondazione e la Casa Reale Borbone, che poi, è fondatrice della nostra istituzione.

È un grande onore, un grande privilegio ed è anche una grande occasione di apertura al mondo, perché il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è il più antico ordine cavalleresco esistente che lavora per fare beneficenza, per il culto cattolico, per tutti gli aspetti in cui la Fondazione di San Giuseppe dei Nudi è impegnata da quasi 300 anni.

Significativa è anche la frequenza con la quale Don Pedro si reca nella vostra sede in compagnia del figlio, Don Jaime, Principe ereditario della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie ed erede alla Primogenitura Farnesiana. Sai già quando tornerà?

Don Pedro ci omaggia spesso della sua presenza, lo scorso anno è venuto due volte, ad aprile 2019 e appunto a novembre dello stesso anno, e dovrebbe tornare ad aprile 2021 per il pontificale.

Oltre Don Pedro, devo ringraziare, in modo particolare, S.E. il Duca Don Diego de Vargas Machuca, Gentiluomo di Sua Santità, Presidente della Real Commissione per l’Italia dell’Ordine Costantiniano e Balì Gran Croce di Giustizia decorato di Collare, oltre che ascritto come Confratello del Real Monte ed Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi e discendente di vari Sopraintendenti dell’ente, un motore inarrestabile di affinità, progetti e passione verso l’Ordine Costantiniano.

Che tipo di risposta ti aspetti da parte dei visitatori?

Credo la Bellezza vada condivisa. Noi abbiamo il piacere e l’onore, come ente, di custodire parte del patrimonio culturale della nostra città che va promosso anche con il tipo di sensibilità che ha prodotto questi geni.
Credo sia un lavoro continuo di crescita e sono orgoglioso, nel mio piccolo, di fare la mia parte.

Colgo l’occasione per ringraziare anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Eleonora de Majo, perché si dimostra sempre affettuosa, presente ed attenta alle nostre iniziative e non è per nulla scontato, per cui, se posso dargliene merito pubblicamente, mi fa piacere.

Per prenotare la visita guidata:
gennarociccarelli@acgn.it
081-5498845

Per approfondimenti visita il sito:
https://www.sangiuseppedeinudi.org/

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Lorenza Iuliano

Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.