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Felicità e Dolore?

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Yangon Temple


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Un viaggio alla ricerca della felicità

Entrato in classe, dopo avere allegramente salutato tutti, volle dare una strigliata, con il suo solito fervore, ad un concetto che, da troppo tempo, vedeva vagheggiare in Internet:

Se sei felice è grazie al tuo karma positivo, se invece soffri ciò è dovuto al tuo karma negativo!


Riteneva, questo modo di pensare, aggressivo, violento psicologicamente e irrispettoso nei confronti di tutti coloro che non avevano una vita fortunata.

Ve lo do io un bell’aforisma su cui riflettere!

disse con enfasi ai suoi studenti.

Proviamo a ponderare insieme su questo:

La felicità non premia la virtù, così come il dolore non punisce la colpa!

Il professore riteneva che la cecità con la quale il dolore sferra i propri colpi, faccia il paio con la gratuità con cui la felicità si adagi, qua e là, a proprio piacimento.

Chiese ai suoi studenti cosa ne pensassero e rimase lietamente sorpreso dal commento di uno di essi:

Prof., sembrerebbe crudele il suo aforisma ma in realtà è rincuorante. Se è vero che, pur sforzandoci di essere virtuosi non sia matematico l’ottenimento della felicità e che, al contrario, i malvagi possano godere di ottima salute per tutta la vita, è anche vero che nulla può essere dato per scontato.

Ciò significa che, seppure la felicità non sia certa per nessuno, altrettanto il dolore non è cosa matematica e, soprattutto, definitiva per chicchessia. Le due cose possono andare e venire e questo ci permette di mai esaltarci e nemmeno mai disperarci fino in fondo.

Ci basterà fare affidamento sull’imprevedibilità degli eventi e accettarli per quel che sono, senza colpevolizzarci troppo, se le cose vanno male, e senza nemmeno gasarci orgogliosamente, se le cose girano a nostro favore. Trovo che il suo aforisma sia un grande invito all’equilibrio interiore e credo proprio che ne farò tesoro.

L’insegnante fu così felice di quella risposta che non volle aggiungere altro:

Ragazzi, cosa ne dite se finiamo la lezione in giardino, magari cantando allegramente, visto che avete una chitarra? Sembra che oggi il mio iniziale dolore di vedervi costretti ad una faticosa lezione abbia prodotto un’insolita fortuna.

Furono tutti d’accordo tranne uno:

Prof., ci mancherebbe, andiamo pure a cantare e a suonare ma non faccia il furbo!
Prima ci dica di chi è l’aforisma, non vorrà mica lasciarci così, senza conoscerne la fonte, per poi magari essere interrogati e non saper rispondere!?

L’insegnante doppiamente felice sorrise ancora:

È di Natoli, figliolo, un certo Salvatore Natoli e, in futuro, ne parleremo ancora, ma per ora, tutti a cantare; che la sapienza si fonde bene nella mente, solo se accompagnata dal piacere, anziché dalle paure e dai sensi di colpa.

Tratto dal Corso Naturopatia dell’Anima – Counseling Filosofico

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natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.