La prima Università pubblica e laica al mondo, intitolata a Federico II di Svevia, ha compiuto otto secoli ed è proiettata verso un futuro millenario
Il 2024 volge al termine, portandosi con sé eventi tristi e lieti.
Non potevamo chiudere l’anno senza ricordare il compleanno della più antica università pubblica e laica al mondo.
Si trova a Napoli ed è intitolata a Federico II, colui che la fondò il 5 giugno del 1224 con un atto imperiale, poiché aveva necessità di formare una classe dirigente e di funzionari che sapessero amministrare il regno in maniera ottimale.
Fino al basso Medioevo, intorno all’anno mille, l’istruzione superiore era esclusivo appannaggio delle scuole cattedrali, appartenenti a chiese e conventi, che venivano frequentate solo dalla classe ricca.
Da questo periodo in poi, seppur la frequenza è esclusivamente dei ricchi, iniziano a sorgere istituti di istruzione che si sdogano da quelli ecclesiastici, ricalcandone comunque il modello.
La prima in assoluto è considerata quella di Bologna, nata nel 1088, alla quale fecero seguito Parigi, Oxford e altre che, però, va ricordato, nacquero dalla trasformazione di antiche scuole cattedrali o da scissioni di atenei già esistenti.
La partenopea, invece, fu fondata per decreto di Federico II, che decise di istituire un apposito Studium, nome con il quale erano chiamate all’epoca le università, affinché i suoi sudditi non andassero a studiare a Bologna o in altri Stati.
Nonostante la corte risiedesse a Palermo, l’imperatore decise di istituire l’ateneo a Napoli, la cui sede non è nota, a causa delle tradizioni culturali e della posizione geografica della città, che era un punto di snodo importante per i trasporti e gli scambi.
Nel Generalis lictera, l’editto emanato il 5 giugno 1224, il sovrano invitava gli studenti a recarsi a Napoli il 29 settembre, data di inizio degli studi, con la speranza che
molti diventassero savi e accorti, attingendo alla fonte delle scienze e ad un vivaio di saperi, senza peregrinare e a mendicare in terra straniera.
Il motto dell’università
Ad scientiarum haustum et seminarium doctrinarum
Alla fonte delle scienze e al vivaio dei saperi
è tratto proprio dal proclama reale.
Ecco perché, quindi, viene considerata come la prima università ‘statale’ e laica, dove si insegnavano giurisprudenza, medicina, grammatica, logica e teologia.
L’Università ha sempre seguito le sorti e le vicissitudini della città di Napoli.
Durante il periodo angioino continuò a funzionare come al tempo di Federico II, mentre restò chiusa solo per alcuni anni all’inizio del periodo aragonese.
Nel Cinquecento, la sede fu spostata nel Convento di San Domenico Maggiore e, dal secolo successivo, nel palazzo dove ora ha sede il Museo Archeologico Nazionale.
Nel corso del Settecento vi insegnarono illustri intellettuali partenopei, tra i quali Giambattista Vico e Antonio Genovesi, e furono inaugurate nuove cattedre, tra le prime al mondo, di astronomia ed economia.
A fine Settecento la sede fu trasferita presso il Convento del Salvatore, per poi trovare la collocazione definitiva dopo il 1870 in corso Umberto.
Nel 1992 l’ateneo ha assunto l’attuale denominazione: Università degli Studi di Napoli Federico II.
Oggi, con oltre 70.000 iscritti, è la quarta università italiano per numero di studenti ed il più grande centro di ricerca dell’Italia meridionale e consente di fornire agli studenti una preparazione d’eccellenza sia per le materie umanistiche che per quelle scientifiche.
Autore Mimmo Bafurno
Mimmo Bafurno, esperto di comunicazione e scrittore, ha collaborato con le maggiori case editrici. Ha pubblicato il volume "Datemi la Parola, Sono un Terrone". Attualmente collabora con terronitv.













