Home Territorio Fecondazione eterologa, prima gravidanza al Sud in struttura pubblica

Fecondazione eterologa, prima gravidanza al Sud in struttura pubblica

671
Fecondazione eterologa


Download PDF

Associazione Coscioni: ‘Dopo Campania, le altre Regioni seguano questo esempio virtuoso’

Riceviamo e pubblichiamo.

Filomena Gallo, avvocato, Segretario Nazionale Associazione Luca Coscioni dichiara:

Accogliamo con estrema felicità la notizia della prima gravidanza in Campania dal 1985, in una struttura pubblica, l’Ospedale Moscati di Avellino, con l’aiuto della fecondazione medicalmente assistita in vitro con donazione di gameti. La prima al Sud Italia dopo 35 anni.

Il giorno in cui, lo scorso 2 febbraio 2019, insieme al Presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, è stata resa nota la modifica della normativa regionale in materia di Fecondazione Medicalmente Assistita, con la possibilità di accedere a carico del Servizio Sanitario Regionale a tutte le tecniche di PMA consentite nel nostro Paese, moltissime coppie hanno riavuto la speranza di poter provare a cercare una gravidanza tramite queste tecniche a carico del SSR.

Allora è stato ripristinato un principio di uguaglianza nell’accesso alle cure e le notizie come quelle di oggi sono la dimostrazione del valore e della portata di quelle norme. Notizie che alimentano il nostro operato, a tutela dei diritti e del loro esercizio.

Questa gravidanza ci proietta direttamente nel domani, rafforzando le nostre azioni affinché in tutte le regioni siano erogate tutte le tecniche di PMA, anche nelle strutture pubbliche.

Il limite economico non deve più costituire un limite per la volontà di mettere al mondo un figlio, così come i problemi di salute che spesso impediscono la gravidanza.

Da dicembre 2019 l’Associazione Luca Coscioni chiede a tutte le regioni ancora inadempienti di riformare le norme interne in materia di PMA: il modello virtuoso della Campania ora potrebbe essere seguito da Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

In assenza di risposte operative dalle altre Regioni saremo costretti a ritornare nei tribunali con le coppie per garantire la corretta applicazione della legge 40 così come modificata dalle sentenze della Corte Costituzionale. Nel contempo continueremo ad agire per rimuovere gli ultimi divieti della legge ancora in vigore.

Cristofaro De Stefano, Responsabile Unità operativa Fisiopatologia della Riproduzione Ospedale Moscati Avellino, domani parteciperà all’evento pubblico online dell’Associazione Coscioni ‘Coronavirus: Scienza e Diritti. Affrontare l’emergenza, preparare il futuro’ in diretta Facebook, YouTube e GoToWebinar.

Approfondimento – La storia

Il 25 luglio 1978 nasce Louise Brown all’ospedale di Oldham, nel Nord dell’Inghilterra, era stata concepita attraverso la fecondazione artificiale. La storia della medicina cambiò, queste tecniche furono subito applicate in tutto il mondo, anche in Italia.
Nel 1985 il Ministro Degan vietò la fecondazione in vitro, fecondazione dei gameti fuori dal corpo, nelle strutture pubbliche su tutto il territorio.

Con la legge n. 40 del 2004, le tecniche in vitro ritornano anche nel pubblico: tutte le regioni possono erogare tutte le tecniche previste per legge. Ma questa legge introduce il divieto di tecniche con donazione di gameti (eterologa). Le coppie sterili possono accedere alla PMA, ne hanno i requisiti, ma non potranno avere una gravidanza con l’unica tecnica che potrebbe favorire una gravidanza.

Grazie ad una coppia che si era rivolta all’Associazione Luca Coscioni nel 2011 arriva all’esame del tribunale di Firenze il divieto di applicazione di tecniche eterologhe.
Fu sollevato il primo dubbio di costituzionalità su tale divieto, seguono poi i Tribunali di Milano e Catania. Il divieto sarà cancellato il 9 aprile 2014 dalla Corte Costituzionale.

Le regioni tramite la Conferenza Stato – Regioni immediatamente sottoscrivono un documento tecnico per rendere applicabile la tecnica, e tutte le regioni iniziano ad adeguarsi. Firma anche tale documento Stefano Caldoro in qualità di Vicepresidente della Conferenza stato regioni. Ma l’allora Presidente della regione Campania non ha mai modificato la normativa regionale in materia di PMA e tale tecnica è rimasta esclusa dall’erogazione da parte dei centri pubblici, in pratica dal 2014 è come se il divieto cancellato dalla Corte Costituzionale fosse in vigore. Nessuna struttura pubblica poteva eseguire l’eterologa.

L’Associazione Luca Coscioni ha inviato una diffida, chiesto incontro al Presidente Caldoro, ma non è successo nulla. All’impossibilità di accedere a questa tecnica a carico del servizio sanitario regionale si aggiungeva anche il fatto che alle coppie sterili che si recavano in altre regioni, veniva negato il rimborso della spesa da parte della regione Campania.

Intanto, alcune coppie contattano l’Associazione Luca Coscioni e anche l’Associazione L’altra cicogna. Sono residenti in Campania, che non possono non solo accedere fecondazione eterologa perché non viene eseguita, ma non possono neppure andare in altre regioni, perché la Campania non rimborsa la prestazione.

Con le coppie e le associazioni di pazienti, anche l’Associazione Luca Coscioni ritorna alla carica con il nuovo governatore Vincenzo De Luca. Il quale nell’apprendere la situazione immediatamente interviene per modificare la normativa interna in materia che risale al 2003. Inizia un processo normativo interno con un primo atto nel luglio 2018 con cui le coppie possono rivolgersi in altre regioni nel pubblico con spesa a carico del Servizio Sanitario regionale campano.

Intanto, si lavora alla modifica della norma regionale, l’Associazione Luca Coscioni partecipa con l’ufficio legislativo a tutti i passaggi per la nuova normativa e nel febbraio 2019 il processo è compiuto e viene pubblicata la nuova normativa! Tutte le strutture pubbliche in possesso dei requisiti possono effettuare Fecondazione Assistita Eterologa e si prevede che saranno convenzionati anche i privati.

 

Print Friendly, PDF & Email