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‘Extra Mind’ alla galleria Borghini Arte Contemporanea

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'Extra Mind'


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Le opere di Francesca Cesaroni e Paolo Bielli in mostra a Roma dal 26 giugno al 26 luglio

Riceviamo e pubblichiamo.

Giovedì 26 giugno alle ore 19:00 la galleria Borghini Arte Contemporanea inaugura ‘Extra Mind’ di Francesca Cesaroni e Paolo Bielli.
L’alienazione, l’estraniamento, il distacco dalla realtà si elevano in un unico grido all’interno della fotografia, delle istallazioni e della video arte, porta voci della più profonda paura del’uomo di entrare in contatto con la realtà.

‘Extra Mind’, fuori dalla mente, miraggio della società e di ciò che la costituisce. Umani che si sentono extraterrestri rispetto al mondo che li circonda, navicelle che li conducono lontano dalla realtà.

Fuga dalla parte più recondita dell’Io ‘comunitario’. Dissociazione fisica e psicologica, immagini utopiche create nei riflessi della luce, stimolano i sensi e guidano verso illusioni dissacranti e nocive.

Francesca Cesaroni è nata, vive e lavora a Roma. Psicologa, psicoanalista junghiana, formata in ambiente psichiatrico – fenomenologico, ha praticato privatamente e prevalentemente in ambito universitario.

Professore a contratto in Psicopedagogia alla facoltà di Psichiatria del Policlinico Universitario di Napoli, nel 2006 ha lasciato la pratica e la ricerca teorico-clinica a favore della ricerca artistica, realizzando un cambiamento radicale nelle modalità e negli strumenti espressivi, scegliendo la scultura e le immagini fotografiche come mediatori preferenziali, pur mantenendo la centralità della sua attenzione sull’Uomo, il suo mondo interiore e sui temi del Narcisismo, leitmotiv di tutta la sua ricerca intellettuale.

Fra i critici che hanno curato le sue mostre personali: Achille Bonito Oliva, Gianni Mercurio, Angelo Bucarelli, Ludovico Pratesi. Ha esposto, in una personale, con la grande, compianta gallerista, Marisa Del Re.

‘Via di fuga’ 

Il tema è la fuga, intesa come via di uscita, via di scampo, una fuga di desiderio, dell’immaginazione, una fuga dalla ferocia del quotidiano, dalla realtà dei fatti che si fanno sempre più stringenti, fino a togliere il fiato. Così la fuga verso l’alto.

Un’ascendenza che si fa trascendenza. Un sentimento dell’essere altrove che si materializza attraverso un video e delle immagini fotografiche che traghettano il pensiero e ne fanno una realtà tangibile.
Francesca Cesaroni

Paolo Bielli, nasce a Roma e il suo approccio all’arte si sviluppa sin da bambino. Si laurea all’Accademia delle Belle Arti e nel 1987 partecipa alla prima mostra collettiva internazionale di incisione a Biella. Il cerchio è l’elemento ricorrente, dove i personaggi lottano per uscirne fuori; uno spazio pericoloso, dove tutto nasce e si distrugge.

Negli anni 80 si approccia all’utilizzo di bombolette spray per l’alterazione di immagini di copertine e riviste, dando vita a nuove sperimentazioni artistiche, denuncia di una realtà falsificata per rivelarne una più autentica.

Approccia, nel corso degli anni, ad altre tecniche, come la pittura su mattonelle, nelle quali si auto ritrae in veste di pugile, che combatte e dà vita al suo contrario. Giunge all’utilizzo di istallazioni a LED, in cui la luce trapassa le sagome e si fonde con i temi in essa espressi.

Dice di lui il critico d’arte Fabio Benzi:

Le opere di Paolo Bielli hanno una costante visiva decisamente neo-pop, cioè in quella direzione di immaginario allusivo della generazione post-warholiana che rende introversa e anche autobiografica la cifra nitida e stagliata delle forme architettoniche, grafiche, pubblicitarie, di design, diffuse nei dettagli delle metropoli, umanizzandole però e quasi riappropriandosene psicologicamente.

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