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Eranos

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Eranos è un luogo che ha avuto in passato un ruolo straordinario, unico in Europa.

Eranos, termine greco per “banchetto”, “convivio”, nei pressi di Ascona in Svizzera, divenne fin dal 1933, per iniziativa di Olga Frobe-Kapteyn, il luogo di incontro per elezione per tutti coloro che volevano coniugare la cultura scientifica con quella umanistica e religiosa, la cultura orientale con quella occidentale, insomma un “libero spazio per lo spirito” in uno dei periodi più bui della nostra storia.

I convegni internazionali promossi da Eranos hanno creato le condizioni ideali perché le menti più brillanti del nostro pianeta si confrontassero sulle grandi questioni che assillano l’uomo moderno. Fin dal 1933 gli atti di questi incontri sono stati pubblicati e sono a disposizione dei ricercatori.

Le persone che hanno preso parte agli incontri promossi dalla fondazione Eranos tra 1933 e 2019 sono non solo le migliori menti, ma anche i migliori cuori che abbia prodotto l’umanità negli ultimi cento anni: Rudolf Otto, Richard Wilhelm, Carl G. Jung, Heinrich Zimmer, Mircea Eliade, Erich Neumann, Joseph Campbell, Marie-Louise Von Franz, Karoly Kerenyi, Raffaelle Pettazoni, James Hillman, Ernst Bernhard, Jean Daniélou, Hugo Rahner, Walter Friedrich Otto, Giuseppe Tucci, Gershom Sholem, Louis Massignon, Henri Corbin, Henri Charles Puech, Laurens Van Der Post, Pierre Hadot, Erwin Schroedinger, Hugo Weyl, Antoine Faivre, Tadeus Reichstein e moltissimi altri…

Lascio ora la parola ad alcuni di questi personaggi. Cosa hanno detto di Eranos?

Scriveva Jung, nell’introduzione a un volume americano sulle attività di Eranos tra 1933 e 1938:

Ai giorni nostri nessun lavoro di seria ricerca può essere realizzato senza una specializzazione altrettanto seria. L’enorme estensione dello scibile supera la capacità di un singolo cervello il quale, da solo, non potrebbe riuscire a sintetizzare gli innumerevoli argomenti forniti da ogni area disciplinare.

[…] Si dovrebbe cercare pertanto di mettere insieme tutti i risultati e le informazioni provenienti dalle singole branche del sapere, con l’obiettivo di ottenere una immagine completa del nostro mondo.

[…] Si dovrebbe cercare una piattaforma o un’idea che accomuni le diverse forme del sapere. Sarebbe possibile, allora, radunare i diversi contributi attorno a un problema centrale. I Convegni di Eranos rappresentano proprio un simile tentativo.

[…] Tra gli argomenti trattati tra il 1933 e il 1938, “Yoga e meditazione in Oriente e in Occidente”; “I vari aspetti della redenzione nella religione e nella filosofia dell’Induismo, nel Manicheismo e in Plotino”; “I miti indiani”; “L’alchimia greca”; “L’archetipo della Grande Madre”.

Secondo Mircea Eliade (incontro ad Ascona dell’ottobre 1960):

Forse il più grande merito di Eranos è stato quello di provocare e incoraggiare l’incontro e il dialogo tra i rappresentanti di diverse scienze e discipline dello spirito. Grazie a questi incontri, una cultura può rinnovarsi ampliando coraggiosamente i propri orizzonti.

[…] Ogni specialista ha consacrato la propria vita allo studio di un mondo non familiare, e ciò che apprende attraverso questo lungo commercio con gli “altri” lo costringe a modificare radicalmente i modelli tradizionali dell’uomo, della religione, della ragione, della bellezza. Queste scoperte e questi confronti fanno parte del resto dello Zeitgeist, dello spirito del tempo.

[…] così i membri di Eranos hanno immaginato che un nuovo umanesimo avrebbe potuto svilupparsi in seguito ai loro incontri. […] Eranos ha ampiamente dimostrato la necessità di integrare fra loro i risultati degli scienziati, degli orientalisti, degli etnologi e degli storici delle religioni al fine di raggiungere una conoscenza integrale dell’uomo.

Secondo Henry Corbin, prefazione ai ‘Quaderni di Eranos’, 1956:

Uomini di scienza, rappresentanti delle specializzazioni più diverse e provenienti da tutti gli orizzonti geografici si danno appuntamento ogni anno ad Ascona, sulle rive del lago Maggiore, […] per esporre ciò che appare loro essenziale per l’uomo alla ricerca della conoscenza di se stesso, cioè per la piena valorizzazione di tutte le esperienze umane aventi un significato permanente, eterno.

[…] Il risultato è […] il concorso di individualità attive, autonome, ciascuna esprimente, in una libertà totale, il proprio modo di pensare e di essere originale e personale, al di fuori di ogni dogmatismo e accademismo.

Secondo Giuseppe Tucci, lettera privata:

Difficile è trovare un luogo più appropriato, e dotto e famigliare allo stesso tempo (di Eranos), nel quale con libertà di spirito e profondità di scienza si discutono problemi che hanno un immediato rapporto con la vita.

In un periodo della storia in cui tutta l’attenzione sembra volgersi soprattutto alle scienze fisiche ed esatte, alle tecniche e pratiche, nel desiderio pericoloso di fornire all’uomo nuovi strumenti di dominio sulla natura, opera nobile è tornare a considerare con sollecitudine e diligenza le grandi speranze e le somme angosce che da quando lume di ragione cominciò a brillare in noi, ci confortano o ci turbano in questo breve cammino tra due misteri su cui distaccata e remota splende la luce del sole e noi chiamiamo vita.

Tutti i contributi citati sono tratti dal volume Eranos 85 years, 1933-2018, Aragno editore, Torino 2017.

Eranos ha continuato le sue pubblicazioni, conferenze e iniziative culturali fino ad oggi e in passato, sotto la guida di Rudolf Ritsema, ha dedicato alcuni anni a studi su I Ching, culminati nella pubblicazione di una nuova traduzione dal cinese del testo.

I convegni che vi si svolgono hanno sempre un carattere fortemente interdisciplinare ma, inevitabilmente, non è più il faro che ha illuminato i momenti più bui del secolo scorso. Sono scomparsi ormai tutti i grandi protagonisti del XX secolo, che avevano fatto di Eranos il loro punto di incontro.

Viviamo in un momento storico tra i più incerti che l’umanità abbia mai vissuto: le sfide poste da mutamenti climatici, carestie, guerre e flussi migratori, da progressi tecnologici come il sequenziamento del genoma umano, le scoperte dell’ingegneria biomedica e la possibile sostituzione di organi con protesi sintetiche o meccaniche, che altereranno  significativamente i nostri limiti biologici, l’Intelligenza Artificiale, che costituisce una sfida per il futuro sia dal punto di vista etico che da quello lavorativo, la nostra crescente dipendenza da computer e device, la crisi del nostro modello economico di sviluppo, fondato sulla crescita indefinita del PIL, le democrazie occidentali, minacciate dalla loro stessa debolezza, una crescente “cecità spirituale” e una crisi complessiva delle grandi religioni, che ci impedisce di proiettarci collettivamente verso un futuro comune con l’impressione di costruire qualcosa per le generazioni a venire…

È difficile non percepire tutto ciò come la fine di un ciclo dell’umanità, mentre il futuro, nelle sue linee fondamentali, non si è ancora palesato. Chi visse nel periodo di transizione tra il paganesimo e il cristianesimo, o tra la fine della civiltà contadina e l’inizio di quella industriale, dovette sperimentare un simile disorientamento.

Mai come ora avremmo bisogno di un centro di incontro e confronto tra le energie migliori e più luminose di cui l’umanità dispone, da cui possano scaturire visioni e soluzioni. Insomma, il XXI secolo attende una nuova Eranos.

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Autore Alessandro Orlandi

Alessandro Orlandi (1953) matematico, museologo, curatore per 20 anni dell'ex museo kircheriano, musicista, saggista ed editore della Lepre edizioni, è autore di numerosi articoli e libri riguardanti la matematica, la museologia scientifica, la storia delle religioni, la tradizione ermetica, l’alchimia, le origini del Cristianesimo e i Misteri del mondo antico.