Home Rubriche Risvegli Equilibrium

Equilibrium

266
Equilibrium


Download PDF

– Lo senti l’amore?
– Sì, è tutto quello che provo per te!
– Non essere egoista, intendo l’amore di tutte le persone che si sono amate in questo posto e di cui mai sapremo nulla, ma che nel vento hanno lasciato l’impronta spirituale di sé.

L’Universo si regge su un sistema di leggi e di codici non ben definibili per l’Uomo; molto riesce a fare l’intelletto, ma la vera sede dell’interpretazione è l’intuizione. Frequenze e vibrazioni pervadono il Cosmo e incidono, inevitabilmente, sulla natura spirituale e fisica dell’Uomo. Più si è evoluti spiritualmente, maggiore è la facoltà di adempiere all’esperienza di materia.

Fare materia non significa non “essere” spiritualmente; in realtà, entrambi i flussi sono direttamente proporzionali e mirano, univocamente, all’evoluzione dell’Essere che pulsa in ogni vita umana nata e finita; un ciclo di rinascite, in un senso perpetuo di fecondità che trae origine e segna un termine nello stesso punto.

Il vento terreno rispecchia simbologicamente il respiro del Cosmo, che tutto contiene e nulla disperde. Ogni istante è inclusivo di ciò che è stato e di quanto sarà: non è la linea retta che sostiene la relatività del Tempo fisico, ma la conicità reale della sua forma che lo conduce nella metafisica della dimensione spirituale.

Nulla è statico né rimane fermo; guardando le stelle che screziano la volta celeste, ci si rende conto che l’energia animica che ne discende è un qualcosa di unico e irripetibile, perché perpetuo e infinito.

L’esperienza di materia è il mezzo evolutivo principale per rendere lo “Spirito Originario e Intelligente” volto alla progressione di sé e della sua universale sostanza.

Eppure, sia in terra come nel cielo, deve indispensabilmente instaurarsi “equilibrium”, senza il quale nulla sarebbe possibile, perché travolto dal caos e dalla disarmonia.

Il frastuono stordisce l’Uomo nel proprio cammino e, per questo, a un certo punto del percorso, egli ha bisogno del silenzio di se stesso; qui soltanto riesce a ritrovarsi e a ottenere la risposta del senso che ricerca fin dall’inizio, quando ancora ignaro e soprattutto inconsapevole, ha dato per la “prima volta” i suoi iniziali passi sul volto del mondo.

Il principio generale e assoluto del concetto di “equilibrium” è:

Fare ed essere grandi nella materia, fare ed essere grandi nello Spirito.

L’una non esclude l’altra, ed è su questa dicotomica struttura esistenziale che deve costituirsi la reale natura dell’Uomo: umano e divino; figlio e padre; acqua e fuoco; terra e cielo; vento e respiro; giubilo e dolore; luce e ombra, visibile e invisibile.

È soltanto attraverso l’interpretazione del vibrato intuitivo che l’Uomo può e riesce ad ascoltare la voce dell’Universo.

Tutto questo impone, inevitabilmente, l’allontanamento da chi è chiuso, per sua volontà, all’ascolto intuitivo e tende, per mera ignoranza e ottusità di percezione, a criticare e a giudicare chi non conosce, chi non accetta, chi non ha mai veramente amato.

Adesso, in piena coscienza e in “equilibrium” non definitivo, io dico:

Né in questa, né nell’altra io e te saremo più vicini; hai lasciato la luce della verità per mescolarti all’ombra delle ceneri di una fiamma d’ira che a nulla ti ha condotta, se non alla regressione e allo svilimento del tuo essere più intimo e profondo.

Non costruirai che polvere, fino al giorno in cui non riparerai al male che hai fatto e al quale ti sei asservita, erigendoti a sacerdotessa di saccente conoscenza, su colonne di superbia e accusa. Nulla sarà come prima, se non ti consacrerai all’ultima goccia di umiltà del fiore del perdono.

E così, nel mirare le stelle e attraendo a me la loro animica energia, sento il vento avvolgermi e carezzarmi in volto, nello stesso identico modo in cui mi carezzava da bambino.

– Lo senti l’amore?
– Sento il vento, il respiro dell’Universo, il calore della Luce
– Adesso sai di non essere più solo!

Print Friendly, PDF & Email