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Emergenza cyberbullismo: prosegue tour nelle scuole piemontesi

Emergenza cyberbullismo: prosegue tour nelle scuole piemontesi

23% vittime o testimoni di cui solo il 5% chiede aiuto

Riceviamo e pubblichiamo.

Prosegue il tour del progetto ‘Educyber Generations’ l’iniziativa promossa dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori, realizzata nell’ambito del Progetto Diderot di Fondazione CRT, per contrastare il bullismo e i pericoli della rete, un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti nella società e nelle scuole italiane.

Baldichieri (AT), Torino, Alessandria, Biella e Novara saranno i prossimi comuni raggiunti dal tour che proseguirà fino a maggio 2026 raggiungendo oltre 6mila studenti appartenenti ad oltre 80 scuole in Piemonte.

Gli Istituti saranno raggiunti dall’unità mobile e da Sara Valente e Claudia Polci del team di psicologhe del MOIGE che durante l’orario scolastico svolgeranno sessioni formative dedicate ai ragazzi sui rischi e le opportunità del mondo digitale.

Nel pomeriggio, il Centro Mobile MOIGE sarà presente nel cortile della scuola per accogliere la cittadinanza, seguito da un intervento rivolto a genitori e insegnanti.

La Presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, dichiara:

Con il Progetto Diderot la Fondazione CRT è da anni al fianco della scuola per offrire agli studenti occasioni concrete di crescita e di consapevolezza.

Accanto ai percorsi dedicati alle discipline scientifiche, linguistiche e artistiche, il progetto affronta anche temi cruciali per la vita quotidiana dei ragazzi, come l’uso consapevole delle tecnologie e i rischi del cyberbullismo.

In un contesto in cui il mondo digitale è sempre più presente nelle relazioni e nella formazione dei giovani, crediamo sia fondamentale contribuire a fornire strumenti utili per orientarsi nella rete, sviluppare spirito critico e promuovere comportamenti responsabili.

Il cyberbullismo colpisce duro e nel silenzio: il 7% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima diretta, mentre il 16% ha assistito come testimone a episodi di violenza online.

I comportamenti scorretti più diffusi includono esclusioni da gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% ha subito o assistito a tali episodi, e un ulteriore 36% segnala che avvengono occasionalmente

L’aspetto più drammatico è l’omertà: di fronte a questi fenomeni, solo il 12% interviene a difesa della vittima e appena il 5% segnala l’accaduto a un adulto, mentre il 7% non fa nulla, un allarme cui il MOIGE risponde anche con un nuovo numero di messaggistica 333-1122112, facilmente memorizzabile anche per i più giovani, insieme al numero verde 800937070 per garantire supporto qualificato alle segnalazioni e alle richieste di aiuto provenienti da genitori, minori e docenti.

Il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno connesso al di fuori dell’orario scolastico, con il 14% che supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone è il dispositivo dominante per il 93% degli intervistati.

Il tempo prolungato online genera criticità: il 43% dei ragazzi riceve frequenti richiami dai familiari per l’uso eccessivo dei dispositivi, mentre solo il 22% riesce a stare lontano dagli strumenti digitali senza provare ansia.

I social network sono frequentati regolarmente dal 94% del campione: WhatsApp guida con l’87% di utilizzo, seguito da TikTok, 58%, Instagram, 57%, e YouTube, 55%.

Il 64% si dichiara molto o abbastanza attivo sui social, mentre il 63% usa sempre o spesso la propria vera identità.

Le relazioni con sconosciuti online rivelano vulnerabilità allarmanti: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo online, con un picco del 31% tra i 15-17enni.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il 51% dei giovani la utilizza regolarmente, 71% tra gli studenti delle superiori, il 29% la usa sempre o spesso per fare i compiti, 54% tra i 15 – 17enni.

Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto formazione adeguata sui rischi e le opportunità dell’IA, mentre il 33% ha ricevuto informazioni errate dagli strumenti stessi.

Il 48% dei ragazzi è caduto almeno occasionalmente vittima di fake news, nonostante il 52% dichiari di verificare sempre le notizie prima di credervi. Solo il 35% considera attendibile ciò che legge online.

La protezione della privacy mostra lacune preoccupanti: solo il 47% discute regolarmente delle impostazioni di privacy con adulti di riferimento e solo il 47% ha attivato filtri per limitare contenuti inappropriati.

Il dato più inquietante: il 49% dei ragazzi ritiene che i social non proteggono adeguatamente i dati dei minori, mentre appena il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dalle piattaforme.

Antonio Affinita, Direttore generale del MOIGE, dichiara:

I minori trascorrono sempre più tempo online, dove visibilità e follower diventano misura del valore personale.

Per inseguire la popolarità abbassano la guardia, mettendo a rischio sicurezza e privacy.

Serve un impegno condiviso che non imponga solo divieti, ma insegni a comprendere e usare responsabilmente gli strumenti del futuro.

L’obiettivo di ‘Educyber Generations’ è di promuovere la cultura della cittadinanza digitale.

A questo scopo, infatti, verranno formati gruppi di studenti che opereranno negli istituti di appartenenza in collaborazione con docenti, famiglie e forze dell’ordine, per garantire un supporto tra pari e una maggiore consapevolezza dei rischi online.

Attraverso questi strumenti, ‘Educyber Generations’ mira a fornire competenze digitali e supporto qualificato, prevenendo e contrastando episodi di cyberbullismo e rischi della rete.

Un progetto che si pone come obiettivo non solo di proteggere, ma di costruire una generazione di cittadini digitali consapevoli e responsabili.