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E tutto andò perduto!

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Depressione – La malattia del secolo

Sembrava che tutto funzionasse.
Andavano d’accordo, avevano le stesse idee, sognavano lo stesso progetto.
Poi qualcosa si inceppò, e i sogni diventarono inafferrabili illusioni.
Quante volte avete notato come, cercando di raggiungere un obiettivo comune, le persone facciano terribilmente fatica ad equilibrare le forze antagoniste che convivono sotto lo stesso tetto, sia esso familiare, sociale o aziendale?

Conflitti dovuti a motivazioni minori prendono il sopravvento sulle ambizioni più grandi, sui valori maggiori.

Obiettivi più elevati vengono miseramente sconfitti da resistenze secondarie, marginali.

Progetti importanti vengono distrutti stupidamente da dettagli insignificanti. Traguardi che, senza il perverso gioco dell’ostinazione e dell’orgoglio, sarebbero stati facilmente raggiungibili.

Che dispiacere vedere il decadimento di ciò che era stato faticosamente creato!

E tutto ciò solo a causa di un accumulo di tensioni, di nervosismo irrazionale, della rabbia incontrollata, della mancanza di volontà di mettersi in discussione.

È come se un piccolo terremoto fosse in grado di distruggere intere città.

Quanta energia sprecata, prima nel costruire, poi per abbattere al solo scopo di vendette reciproche, di scaramucce che si trasformano in guerriglie, di piccole fiamme che diventano un falò.

Fermarsi per tempo.

Parlare e dialogare con serenità prima che sia troppo tardi, prima che ci sia l’accumulo irreversibile delle tensioni e delle insoddisfazioni.

Saper soprassedere sulle cose di poco conto pur rimanendo fermi sui valori più importanti.

Senza le abilità suddette il rischio del fallimento è alle porte, e aspetta solo il tempo giusto per irrompere con la sua irrefrenabile violenza.

Dopo di che l’avvilimento.

Entro pochi anni la depressione sarà la malattia più diffusa al mondo.
I dati statistici continuano pericolosamente a salire, a peggiorare, e occorre urgentemente fare qualcosa affinché ciò non avvenga, è necessario prevenire.

Abbiamo bisogno di una nuova Filosofia di Vita che ci impedisca di metterci eccessivamente e costantemente in lotta contro il mondo che ci circonda e contro noi stessi, che siamo spesso divisi in due, con i pensieri che sembrano tirarci ora da un lato, ora dall’altro.

Una Filosofia di Vita che ci faccia incontrare la nostra anima, e il mondo fuori di noi, come se andassimo ad un trattato di pace, anziché a minacciare la solita distruttiva, ed autodistruttiva, dichiarazione di guerra.

Abbiamo urgente bisogno di ascoltare quella parte di noi che sussurra: “Basta conflitti!”

Tratto dal Corso Naturopatia dell’Anima – Counseling Filosofico

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natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.