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‘E quindi voglio cadere’, nuovo singolo di Marat

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Disponibile dal 20 ottobre

Riceviamo e pubblichiamo.

Esce mercoledì 20 ottobre 2021 ‘E quindi voglio cadere’, il nuovo singolo di Marat, il progetto solista della cantautrice romana Marta Lucchesini: un nuovo capitolo, un cambio di percorso che suona come una canzone d’odio, che suona come una canzone d’amore, con la presenza di un ukulele che guida la disillusione di un musicista in Italia nel 2021.
Bio:
Marta Lucchesini, cantautrice e polistrumentista, nasce a Monterotondo (RM) nel 1995. Già a 14 anni inizia a suonare con una band prog e a 17 anni fonda il duo acustico-elettronico ShareHazard, aprendo anche il concerto di Riccardo Sinigallia.

In seguito comincia a scrivere e comporre arrivando finalista al Premio De André con il brano ‘Urgenza Particolare’.

Dopo essersi diplomata a Officina Pasolini, laboratorio sulla canzone creato da Tosca, con la presenza di Piero Fabrizi, Pietro Cantarelli, Niccolò Fabi e tanti altri, nel febbraio 2017 debutta con l’EP ‘Le Facce’ sotto il nome d’arte ‘Marat’, con la produzione artistica di Luca Bellanova, vincendo il premio Matteo Blasi, 2018, il Duel – Cantautori A Confronto e arrivando in semifinale a Musicultura. Nel 2019 vince la Targa Tenco per il miglior Disco a Progetto con il collettivo Adoriza. Partecipa alle finali di Fiat Music di Red Ronnie e alla sua trasmissione il Barone Rosso. In seguito prende parte a numerosi festival tra cui Meeting del mare, il MEI e il Reset Festival.

Nel 2020 si laurea al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma in ‘Composizione per la musica applicata alle immagini’. Attualmente lavora nel campo della musica per le immagini. Al Festival del Cinema di Venezia 2021 debutta con il docufilm di Sabina Guzzanti ‘Spin time – Che fatica la democrazia!’ firmando la colonna sonora originale insieme al compositore Giorgio Giampà.

L’ambientazione ideale di questo progetto è il palco. La musica suonata, l’intesa, i discorsi al microfono, sono le base su cui si fonda la personalità musicale di Marat. Le canzoni, grazie al palco e al pubblico, acquistano comunicabilità e forza. I testi sono surreali, scherzosi, quasi teatrali e grazie a queste caratteristiche interpretabili in moltissimi modi diversi. Toccano i temi più disparati però sempre e comunque con la massima libertà di esprimere concetti pazzi o pesanti con naturalezza.

Il punto di vista di Marat è di non cedere all’idea che esistano dei confini, ma di dare forza a quella secondo la quale c’è fluidità tra la nostra quotidianità e la poesia che essa genera.

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