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È possibile cambiare?

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Spiritualità o Sensazionalismo?

Ognuno di noi possiede la virtù innata del cambiamento, ma è necessario comprendere quando sia utile cambiare e, se lo è, quale sia il modo, la maniera migliore per affrontare le afflizioni e i cosiddetti veleni mentali.
Possiamo inoltre dire che, per natura, cambiamo costantemente anche indipendentemente dal nostro volere, giorno dopo giorno, ma questo è ancora più preoccupante poiché spesso non ce ne accorgiamo e corriamo il rischio di modificarci in senso distruttivo e autolesionista.

Abbiamo la necessità di cambiare in senso positivo, di fare perciò scelte precise, mirate, protette, non dettate dal fanatismo spirituale o da una mente in preda all’esaltazione.

Purtroppo, ci sono molti “guru” sul percorso della Ricerca Interiore che alimentano la confusione dei pensieri, riducendo gli obiettivi spirituali a qualcosa di esoterico, di ottenibile con qualche “partica orientaleggiante” e promettendo risultati illuminanti in breve tempo.

Raggiungere uno stato prolungato di serenità interiore non è come seguire le notizie raccolte in Internet o nei telegiornali, spesso presentate allo scopo di eccitare la mente.

Il sensazionalismo agita, produce condivisione verbale o virtuale, ma è come accendere fuoco nella speranza di rinfrescarsi.

Non serve a granché, nella maggior parte dei casi, continuare a ripetere ciò che abbiamo visto o letto attraverso i media ma, al contrario, è davvero utile perseverare nelle riflessioni che, in qualche modo, possono portarci a condurre una vita migliore.

Condividere saggezze psicologiche o filosofiche crea risultati migliori, per la nostra esistenza, rispetto a confrontarsi di continuo sulle vicende di cronaca nera o cronaca rosa, anche se qualcuno potrebbe ritenere che sia meno eccitante occuparsi dei disagi della propria mente e di come aiutarla ad uscire dai veleni che produce interiormente.

Pratica spirituale non significa solo mettersi a gambe incrociate o recitare un mantra.

Se qualcosa mi fa arrabbiare, più che concentrarmi su quel “qualcosa” dovrei dirigere la mia attenzione sulla rabbia, analizzarla, capire da dove viene, allo scopo di conoscere e comprendere le motivazioni dentro di me, più ancora che fuori.

Shanti Devi affermava:

I nemici possono essere migliaia come i granellini di sabbia in una spiaggia. Ne elimini uno e subito dopo ne sopraggiunge un altro. Elimina la rabbia che c’è in te, e ciò equivarrà ad avere eliminato tutti i nemici fuori di te!

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Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.