Appuntamento il 14 dicembre nella chiesa collegiata di Santa Maria Assunta ad Arco (TN)
Domenica 14 dicembre 2025, una rappresentanza della Delegazione del Triveneto ed Emilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio parteciperà, accogliendo l’invito ufficiale, alla commemorazione del pio transito del Servo di Dio Francesco II di Borbone, ultimo Re delle Due Sicilie, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.
La solenne Santa Messa in suffragio sarà celebrata alle ore 10:00 presso la chiesa collegiata di Santa Maria Assunta ad Arco in Provincia Autonoma di Trento, luogo dove il sovrano trovò sepoltura dopo la sua morte, avvenuta qui il 27 dicembre 1894.
Il comune di Arco, già celebre nel XIX secolo come prestigioso soggiorno climatico dell’Impero austro-ungarico e meta privilegiata dell’aristocrazia europea, conserva un legame profondo con l’ultimo Re delle Due Sicilie.
Qui, S.M. Francesco II di Borbone trovò un ambiente sereno e benevolo nel quale trascorse un periodo significativo del suo esilio. La dignità con cui affrontò la sua sorte colpì profondamente la comunità trentina, che ne custodì il ricordo con sincera devozione, come testimonia la targa commemorativa che ancora oggi ne onora la memoria nel cuore della città.
La solenne commemorazione offrirà un ulteriore momento di preghiera e di riflessione per onorare la memoria di un Re che seppe incarnare con umiltà e fede il motto Costantiniano In Hoc Signo Vinces.
La collegiata di Santa Maria Assunta, imponente edificio sacro, che domina tutto l’abitato del centro storico di Arco, edificato nei primi anni del 1600 sui resti di un’antica pieve romanica, è uno dei monumenti più belli ed interessanti di tutta la città, oltre che punto di riferimento da sempre per la comunità arcense.
Qui, S.M. Francesco II di Borbone era abituato a raccogliersi in preghiera e di partecipare ai Sacri Riti, e nella cui cripta trovò provvisoriamente riposo la sua salma.
La collegiata è da anni sede della commemorazione dedicata al sovrano e il Comune di Arco, la Parrocchia con l’Arciprete della Collegiata, Don Francesco Scarin, e il Prof. Marco Ascione, storico del Regno delle Due Sicilie e studioso della vita del sovrano, rinnovano anche per il 2025 questa tradizione con la celebrazione.
Come consuetudine parteciperanno le autorità civili e religiosi, il Sindaco di Arco, l’Assessore alla Cultura e la Compagnia degli Schützen locali, la cui presenza richiama antichi rapporti di stima maturati nel periodo del soggiorno trentino di S.M. Francesco II di Borbone.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, un corteo delle autorità si recherà alla targa a lui dedicata, dove verrà deposta una corona commemorativa per il Re, offerta dal Comune di Arco, gesto che rappresenta un rito consolidato e profondamente sentito.
Servo di Dio Francesco II di Borbone ultimo Re delle Due Sicilie
Al di fuori dello stereotipo del Francesco giovane Re, inesperto, dileggiato e tradito da tutti, finito a fare la vittima sacrificale in una fortezza, sotto una pioggia di bombe, vorremmo mettere in risalto aspetti diversi del monarca e dell’uomo.
S.M. Francesco II di Borbone non morì sotto le bombe a Gaeta, ma passò la maggior parte della sua esistenza in esilio, ben 33 anni. Tutti si dimenticarono di lui dopo il 14 febbraio 1861, come uno sconfitto.
Francesco d’Assisi Maria Leopoldo, era stato un giovane, come tanti alla sua età, preso dalle angosce e i patimenti morali della giovinezza, cose che in lui si amplificavano per la sua condizione speciale come figlio di un Re e che un giorno sarebbe stato destinato a regnare.
Egli ha lasciato nella storia un segno più profondo di quello che ci è stato restituito dai libri di storia, un umo che ha lottato da solo con un manipolo di eroi, i suoi soldati, non il suo esercito, contro le ingiustizie, contro un disegno massonico rivoluzionario che usò principalmente l’arma della corruzione.
Egli seppe essere un giovane Re desideroso di aprirsi alle innovazioni e ai cambiamenti, che seppe adempiere anche ai doveri di soldato. Le numerose testimonianze che si evincono dai documenti che ci ha lasciato, fanno trasparire il suo vero valore e i suoi veri sentimenti.
Certamente ebbe a superare delle prove difficili nella sua esistenza, ma tutto filtrato dalla sua incrollabile fede in Dio, che sicuramente ha temperato certi drammatici momenti della sua vita. Però, questo non scalfisce la sua figura di uomo di grande dignità e statura morale.
Come monarca cristiano egli seppe rimanere attaccato ai suoi punti di riferimento, che non erano certamente materiali.
Quando qualcuno gli sottolineò la storia lo aveva ridotto a vivere in una locanda, Francesco II rispondeva; che
il Re dei Re non aveva avuto ove riposar la sua testa.
Non aveva mai indugiato a dare ai bisognosi quanto poteva, privandosi pure del necessario.
Dal 16 dicembre 2020 è Servo di Dio, con l’apertura della fase iniziale della causa di beatificazione, che si spera quanto prima prosegua per portarlo verso la gloria degli altari.













