La Santa Messa è stata officiata da S.E.R. Mons. Cesare Di Pietro, concelebrante il Parroco, Don Damiano La Rosa, Cappellano di Merito, nella Chiesa Madre di Santa Maria Annunziata a Merì (ME)
Domenica 7 dicembre 2025, presso la Chiesa Madre di Santa Maria Annunziata a Merì (ME) in via Piano Chiesa 60, è stata celebrato il solenne Rito dell’Incoronazione della statua della Beata Vergine Immacolata, nell’ambito della Celebrazione Eucaristica che stata presieduta da S.E.R. Mons. Cesare Di Pietro, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela, concelebrante il Parroco, Don Damiano La Rosa, Cappellano di Merito.
Il simulacro settecentesco è stato adornato da una pregevole corona e uno stellario in argento, risalenti alla metà del Settecento e sottoposti a recente restauro.
Alla solenne cerimonia ha partecipato, su invito del Parroco, una rappresentanza della Sezione della Provincia di Messina della Delegazione della Sicilia Orientale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, guidata dal Segretario Generale, Dott. Michele Lauro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento.
La presenza della rappresentanza Costantiniana, oltre ad essere espressione di accoglienza di Don La Rosa, è segno della venerazione dell’Ordine Costantiniano alla Vergine, invocata come Regina delle Vittorie, e della particolare attenzione dedica alla solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, ricorrenza dell’antica festa nazionale del Regno delle Due Sicilie, di cui era la celeste patrona.
Il Parroco Don Damiano La Rosa, i ministranti e la rappresentanza Costantiniana, raccolti sul sagrato della Chiesa Madre di Santa Maria Annunziata, hanno accolto Mons. Cesare Di Pietro, che dopo aver ricevuto l’omaggio del Parroco, ha rivolto un caloroso saluto ai Cavalieri e alla Dama, passando quindi a ricevere singolarmente il loro ossequio.
Il Segretario Generale della Delegazione della Sicilia Orientale, Dott. Michele Lauro, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento, ha trasmesso al presule il saluto del Delegato per la Sicilia Occidentale, il Nob. Avv. Ferdinando Testoni Blasco, Cavaliere Gran Croce di Giustizia.
Quindi, la rappresentanza Costantiniana ha aperto il Corteo d’ingresso, prendendo posto in chiesa nei banchi loro riservati in Cornu Evangelii.
Nel suo saluto iniziale, Mons. Cesare Di Pietro, ha ringraziato il Parroco per l’invito e ha salutato le autorità, in particolare il Sindaco Felice Borghese, la Rappresentanza Costantiniana e la comunità parrocchiale.
Poi, Mons. Cesare Di Pietro sottolineato l’importanza del Rito della Incoronazione, con il quale la Chiesa riconosce la Beata Vergine Maria come Regina del Cielo e della Terra.
A seguire, il Parroco Don Damiano La Rosa ha espresso la gratitudine al Presule per aver accolto l’invito e ha parimenti rivolto il suo saluto e il suo ringraziamento alla Rappresentanza Costantiniana, giunta a Merì per onorare la Vergine Immacolata, patrona del Regno delle Due Sicilie.
Quindi, Mons. Cesare Di Pietro ha presieduto la Celebrazione Eucaristica, concelebrante il Parroco Don Damiano La Rosa.
Il Nob. Prof. Salvatore Italiano, Cavaliere de Jure Sanguinis e l’Avv. Francesco Russo, Cavaliere di Merito, hanno letto la Prima Lettura (Is 11,1-10 – Giudicherà con giustizia i miseri) e la Seconda Lettura (Rm 15,4-9 – Gesù Cristo salva tutti gli uomini); il Salmo Responsoriale (Sal 71 – Vieni, Signore, re di giustizia e di pace) è stato cantato da una corista dei cori parrocchiali che animano solitamente la liturgia eucaristica; e il Parroco Don Damiano La Rosa ha proclamato il Vangelo (Mt 3,1-12 – Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!).
Nella sua omelia, Mons. Cesare Di Pietro si è soffermato sul senso dei brani delle Scritture ascoltati nella Liturgia della Parola, richiamando l’immagine del virgulto spuntato dal vecchio tronco inaridito, immagine messianica di speranza e della nuova vita riservata a tutto il Creato, redento e convertito a Cristo, nel quale perfino le antitetiche nature ostili ed insidiose degli animali selvaggi come il lupo , il leone, il serpente, saranno conciliate alla tenerezza dell’agnello, alla mansuetudine del bue, all’innocenza del bambino.
Per questo, ha sottolineato Mons. Di Pietro, con il Salmo Responsoriale l’assemblea ha invocato la venuta del ‘Signore, re di giustizia e di pace’, il quale ha già operato la Redenzione.
Pertanto, spetta all’uomo, come precisato nel brano della Lettera ai Romani di San Paolo, accogliere la Parola, e accogliere quindi gli uni gli altri in un mondo interamente riconciliato con Dio.
Richiamando l’immagine e le parole del Battista riportate nel brano evangelico, Mons. Di Pietro ha evidenziato l’urgenza della conversione, alla quale tutti gli uomini sono chiamati.
Infine, Mons. Di Pietro ha messo il risalto la perfezione raggiunta dalla Vergine Maria, la quale, per singolare privilegio fu preservata dalla macchia del peccato originale, ma che, per sua volontà, fu la più attenta e fedele discepola del suo Divin Figlio, e che per questo divenne collaboratrice di Dio nell’effondere la Grazia a tutti gli uomini.
Terminata l’omelia, Mons. Cesare Di Pietro ha svolto il solenne Rito dell’Incoronazione della statua della Vergine Immacolata, ponendo sul capo della venerata effigie la restaurata settecentesco diadema regale in argento.
Nell’Offertorio, Riccardo Millemaggi Palatini, Cavaliere de Jure Sanguinis; Giovanni Picone, Cavaliere di Merito con Placca d’Argento; Salvatore Ciccolo, Cavaliere di Merito; e Donatella Romeo, Dama di Merito, hanno presentato i doni all’altare.
Terminata la Celebrazione Eucaristica, su invito del Parroco, la Rappresentanza Costantiniana i Cavalieri si è intrattenuta con il Presule durante la colazione a buffet.
Il momento conviviale è stato una lieta occasione per rinsaldare i già cordiali rapporti e accennare programmi di intesa e collaborazione per il nuovo anno, per il quale il Parroco ha auspicato una sempre maggiore diffusione del carisma Costantiniano anche nella zona tirrenica della Sezione di Messina, dando nel contempo la sua più ampia disponibilità alla Delegazione della Sicilia Orientale, sia per la celebrazione delle diverse ricorrenze, sia per gli incontri di formazione.
L’Incoronazione della Vergine Immacolata
Il solenne rito dell’Incoronazione della statua della Vergine Immacolata da parte del vescovo è un evento significativo, che affonda le sue radici nell’antichissima tradizione dei Cristiani di invocare la Vergine Maria con l’appellativo di Regina, così come nella ricorrenza nell’arte del tema della Madonna assisa in trono e spesso incoronata dal Figlio Redentore.
L’incoronazione ha un significato molto profondo, che supera le motivazioni estetiche legate alla nostra società dell’apparire. È strettamente legato al dogma dell’Assunzione di Maria al cielo, che afferma che Maria, madre del Signore Gesù, al termine della sua vita terrena andò in Cielo con anima e corpo. Celebrato con grande devozione, rappresenta la glorificazione di Maria come Regina dei Cieli e della Terra.
Attraverso questo segno esterno si sigilla la meravigliosa opera che Dio ha compiuto. La regalità di Maria consiste nella sua risposta generosa di discepola al progetto di Dio.
È rendere visibile quella Gloria invisibile che lo Spirito ha sigillato nel Cuore di Maria. È affermare la potenza del bene sull’opera del male. È chiedere alla Madre del Signore, Regina della Pace di venire a regnare con la pace che è dono del Figlio suo risorto.
La solennità della Beata Vergine Maria Regina, che è celebrata nell’ottava dall’Assunzione, chiude il ciclo annuale delle feste mariane. Oltre al significato profondo del solenne rito, incoronare la statua della Vergine è un’opera di grande tenerezza, è dire anche con i segni visibili ad una madre: ti vogliamo bene.
Sappiamo che il miglior modo di amare Maria è imitarne le virtù. Incoronare Maria è come darle un bacio di tenerezza e di richiesta di perdono. La Madre della Misericordia incarnata saprà accogliere questo sincero gesto di venerazione.
Merì e la Chiesa Madre
Merì è un comune della città metropolitana di Messina, distante circa 35 km, situata su di un poggio a circa 64 metri di altitudine tra Barcellona Pozzo di Gotto e San Filippo del Mela, al margine sud-orientale della piana di Milazzo. Venne edificato nella prima metà del XVI secolo e il nome deriva dall’ex feudo ‘delli Mirii’ in cui sorge l’abitato, che rimonta all’epoca della dominazione normanna in Sicilia tra l’XI ed il XII secolo.
Questo territorio faceva parte dei mitici Campi Milesi, celebrati orgogliosamente dagli antichi. L’antico nome latino Mirii derivante dal pluralia di Mirus-a-um, il cui significato è “meraviglioso, stupendo, straordinario”, non a caso gli fu dato dagli antichi abitatori della zona.
Se consideriamo che il vecchio possedimento era allora composto dalla sola parte collinare dell’attuale territorio di Merì e se rammentiamo il paradisiaco panorama che da lassù si gode, sublimato nelle ore delle aurore o dei tramonti, verrà anche a noi spontaneo esclamare: meraviglioso, stupendo, straordinario.
Il territorio nel 1440 era in possesso di Urso di Grifalco, dopo il quale passò a Giovanni Andrea da Patti e in seguito a Giovannino Antonino Rizzo, appartenente ad una delle famiglie più antiche e celebri d’Europa.
La costruzione della Chiesa Madre Maria Santissima Annunziata venne completata sotto il dominio del Barone Visconte Rizzo, nell’anno 1596. Le rifiniture interne, continuate dagli eredi del barone, si conclusero solo un secolo dopo.
La navata centrale della Chiesa conta sette altari, quattro a destra e tre a sinistra, mentre altri cinque si trovano nel martello. Entrando sul lato destro si trovano quattro altari con le statue di Santa Lucia, San Biagio, Sant’Antonio e del Sacro Cuore, mentre nella parete di sinistra sono posti quelli di Santa Rita, della Madonna del Rosario con Santa Caterina e San Domenico, e quello della Madonna Immacolata.
Dell’antica chiesa si conserva il monumento funerario del Visconte Rizzo, fondatore di Merì. Accanto ad esso, che si trova a sinistra dell’ingresso principale, è collocata una scala a chiocciola in ferro che porta alla tribuna dove è situato un antico organo a mantice.
Sono inoltre rimasti integri gli altari secondari di Santa Vittorina, del Santissimo Sacramento e del Santissimo Crocifisso. Il primo, risalente al 1679 ed eseguito su commissione dell’allora Governatore di Merì, Don Filippo Jancuzzo, è collocato in fondo a destra del martello ed è decorato con marmi colorati e pietre dure.
La tela che raffigurava originariamente Santa Vittorina è andata distrutta durante il sisma del 1908, per cui l’altare ospita, da oltre mezzo secolo, la statua di San Giuseppe.
Il secondo altare, collocato sulla sinistra del martello, è invece importante dal lato storico, in quanto fu fatto costruire da un nobile spagnolo nell’anno 1676. Mentre il terzo, dedicato al Santissimo Crocifisso, è posto in testa a destra del martello. La sua fattura, analoga agli altri due, lascia presupporre che fu costruito nello stesso periodo.













