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Dei dalla pelle blu: tra medicina, storia e metastoria – Parte 2

Tau Ceti e i testi Eleusini Madre

Tau Ceti e i testi Eleusini Madre

Dopo l’articolo preparatorio della scorsa settimana passiamo al nostro ‘fantastico’ racconto con l’introduzione astronomica a Tau Ceti.

Tau Ceti è una stella visibile nella costellazione della Balena e trovandosi a una distanza di 11,9 anni luce dal sistema solare, è la diciannovesima stella più vicina, nonché la settima più vicina visibile a occhio nudo e la stella singola di classe G più vicina al Sole.

Tau Ceti è classificata come una nana gialla di classe spettrale G8,5 V; è, dunque, una stella simile al Sole, anche se più piccola: possiede, infatti, una massa pari al 78% di quella solare, una luminosità circa la metà di quella solare e un raggio equivalente al 79% di quello della nostra stella.

L’astro possiede un valore di metallicità piuttosto basso, una caratteristica che, da un punto di vista statistico, avrebbe reso poco probabile la presenza di pianeti attorno alla stella.

La metallicità è la frazione di massa di una stella costituita da elementi chimici più pesanti dell’idrogeno e dell’elio, convenzionalmente definiti “metalli” in astronomia.

Essa indica l’abbondanza di elementi pesanti, come ossigeno, carbonio, ferro, accumulatisi nel tempo attraverso la nucleosintesi nelle generazioni stellari precedenti.

Stelle con alta metallicità, Popolazione I, sono più giovani e comuni vicino al centro galattico, mentre quelle a bassa metallicità, Popolazione II, sono più antiche.

Ciò nonostante, nel dicembre 2012 è stata annunciata la scoperta di cinque pianeti del tipo super Terra, due dei quali sarebbero situati all’interno della zona abitabile del sistema planetario.

A completare il sistema concorre un disco di detriti che contiene una quantità di materia, comprendente anche probabili asteroidi e comete, circa dieci volte maggiore rispetto a Tau Ceti, stella stabile, con appena lievi variazioni nella sua attività.

Sebbene si ritenga che, a causa della folta cintura asteroidale, un eventuale pianeta simile alla Terra subirebbe un costante e intenso bombardamento meteorico, le somiglianze con il Sole e la relativa vicinanza al sistema solare hanno generato un grande interesse nei suoi confronti: infatti, è tra gli obiettivi del programma SETI dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre.

Cosa raccontano i testi Eleusini Madre

Ere di riferimento della Proto atlantideologia descrivono sconosciute razze aliene antiche di 2.000.000 di anni, i Phykke’sh, che gli Eleusini Madre leggono e chiamano anche Phykke’n, in particolar modo i Phykke’sh Uanhe Tau-quindi PIKKEN TAU-, che sono la razza originale azzurrea proveniente dalla costellazione Cetus; nello specifico dal 4° pianeta della stella Theriòn (Belva feroce), Tau 52 ceti.

Precisiamo, fin da subito, che il loro pianeta è il 4° partendo dalla stella chiamata Phykkesh, la quale ha tre lune, è poco più grande della Terra ed è parte di un sistema planetario di ben 16 pianeti. Dal nome Phykkesh presero il nome i Phykke’sh Tau che nacquero durante la 7a Conta – v. dopo – intorno al 368.150 a. C..

Tutte le successive colonie, quindi, presero il nome Phykke’sh, con un’indicazione indicante la destinazione dei coloni. Anche lo stesso nome dell’Impero Galattico, già al suo fondamento, comprendeva i Phykke’n Nhàl, i Phykke’n Eàhi Ea e i Phykke’n Uanhe Tàu.

In tutto abbiamo almeno 300/400 razze di Phykke’sh Uanhe, circa duecento razze Eai (albine), 28 specie di Jter pseudo umani, con la verosimile esistenza di esseri alati, da noi definiti Tilli, Tilfi, Elfi, Silfi, ecc., e circa 60 specie di “N” inumani, tra cui gli esseri mutaforma voltaici e le Khath felinoidi.

Dalla documentazione degli Eleusini Madre, che Tarzariol ha potuto visionare grazie e con l’amico Guido Maria Stelvio Mariani di Costa Sancti Severi, che l’ha ereditata per filiazione iniziatica, si apprende dell’esistenza arcaica di esseri alieni senzienti + presenti nel nostro universo già in epoche oscure, che ci portano una conoscenza sconosciuta molto oltre a quella che, generalmente, abbiamo imparato a conoscere circa la mitica Atlantide e giuntaci dai dialoghi di Platone del Timeo e del Crizia, scritti circa nel 330 a. C..

Intorno al 116 millennio a.C., avendo scoperto il volo spaziale, costoro iniziarono a esplorare il cosmo. Ci viene indicato il 92.000 a.C. l’era in cui una spedizione di questi “Phikkesh Tau”, penetrando il nostro sistema solare, iniziarono a colonizzare alcuni pianeti tra cui la nostra Terra. Fu questa civiltà che progredì ed evolse in varie sottostirpi di Popoli Azzurrei chiamati “Uanhe”.

In Sardegna vi è una antichissima leggenda riportata da Raimondo De Muro, nei ‘Racconti della Nuragheologia’, che narra dell’arrivo di uomini dalla pelle blu e liscia che pareva di porcellana.

Autore Altiero Biello

Altiero Biello, medico-chirurgo, specialista in Ginecologia ed Ostetricia, con particolare competenza in infertilità di coppia, diagnostica ecografica, medicina in menopausa. Dirigente Medico presso PMA Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (NA), specialista territoriale, pratica tutte le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita. Cultore di Studi Tradizionali è il fondatore dell’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia” alla ricerca di testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti che sembrano far risalire la nostra civiltà ad un’antichissima tradizione e cultura.