L’antica tradizione si rinnova nella Basilica Giubilare di Santa Maria Assunta di Squillace (CZ)
Ci sono esperienze che rimangono impresse con un segno indelebile e hanno il potere di catapultarti in un’epoca senza tempo, quella in cui antichi Cavalieri, in sella ai loro destrieri, suscitavano entusiasmo e ammirazione.
Tali figure, nella storia, sono sempre state sinonimo di giustizia, difesa contro i nemici, onore e coraggio, sensazioni che si rinnovano alla sola vista di cappa e di spada.
Ma come si diventa oggi Cavalieri?
Per prima cosa bisogna sfatare il mito che attribuisce alla cavalleria un ruolo esclusivamente maschile, poiché esso può essere rivestito anche dalle donne, che, a dir la verità sono molte, chiamate Dame.
A Squillace (CZ) ho avuto occasione di assistere all’investitura di Dame e Cavalieri della Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati Guardiani di Pace Malta – Assisi – Serra San Bruno – Terra Santa, che si distingue da tutte le altre perché al suo interno, oltre alla condivisione dei valori e al volontariato solidale, racchiude, appunto, differenti Ordini cavallereschi.
L’evento, voluto fortemente dal Gran Priore della Calabria, Cav. Roberto Fabiano, suggerito dalla Dama Nadia Montirosso, Consigliere regionale, votato unitamente in Consiglio, è stato autorizzato dal Gran Cancelliere, il prof. Giorgio Cegna, e presentato con le seguenti motivazioni:
Squillace patria di Cassiodoro e dei fratelli Pepe, luogo di grande patrimonio storico culturale e paesaggistico.
Il 14 giugno, alle ore 9:30, nella sala consiliare della Segreteria del Municipio di Squillace, appositamente decorata, Neo Dame e Neo Cavalieri si sono radunati per gli obblighi da aderire.
Accompagnati dai loro tutor hanno varcato le porte del Municipio alla volta della Basilica Giubilare di Santa Maria Assunta, dove, alle ore 11:00, il parroco, don Vincenzo Iezzi, ha celebrato una Messa solenne, che ha preceduto la cerimonia di nomina.
Presenti il primo cittadino, Dott. Vincenzo Zofrea, e il Vicesindaco Tommaso Cristofaro, in rappresentanza del Comune di Squillace, e il Gran Cancelliere Prof. Giorgio Cegna.
A seguire, la gerarchia dei Cavalieri rappresentata da Gran Priori e Priori regionali, interregionali e provinciali; per la Calabria: Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia.
Naturalmente tutto è stato organizzato seguendo rigorosamente l’apposito rituale.
Ed ecco una suggestiva sfilata per le vie della cittadina, che prende il nome dal mitico Golfo di Squillace, composta prevalentemente da Cavalieri e Dame avvolti nei loro mantelli che riportano colori e croci dei vari Ordini di appartenenza.
Un lungo corteo ha marciato per le vie del pittoresco borgo, che trasuda di sapori medioevali e magnogreci e, in un’unica atmosfera, racchiude il calore, la bellezza e la sapienza della Magna Grecia unita alla forza suggestiva e all’architettura che richiama il Medioevo.
Un inno al risveglio delle antiche tradizioni e dell’uguaglianza tra nazioni e religioni che riemergono attraverso la figura di padre Klaus Costa, abate della chiesa ortodossa di Catanzaro, ospite dell’evento.
L’ingresso alla cattedrale, così come la celebrazione della funzione liturgica, ha vibrato di note solenni, incredibilmente allietate dal volo e dal canto di allegre rondinelle che svolazzavano tra gli alti soffitti, come ad accompagnare i rituali con la leggerezza celestiale e il romanticismo che queste piccole creature, sinonimo di primavera, portano con sé.
La Santa Messa è stata animata dal coro dell’Accademia ABC di Bovalino, direttore artistico M. Costantino Scaglione.
Terminata la Celebrazione liturgica, è iniziata la cerimonia vera e propria con il Rito dell’Investitura.
Ma come avviene il rituale di quest’Ordine?
Sull’altare, ad accogliere il nuovo adepto, una triade di Autorità dell’Ordine rappresentata dal Cav. Roberto Fabiano, Gran Priore della Regione Calabria, dal Cav. Romeo Tenuta, Priore di Milano, e dal Cav. Mariano Chirichimo, delegato Magistrale regione Calabria e membro del Gran Consiglio Nazionale dei nove.
L’aspirante Cavaliere avanza dalla navata tenendo una spada tra le mani, accompagnato dal tutor nominato dal Gran Priore regionale.
Sull’altare avviene la scelta tra la luce e la spada, cui seguono il giuramento e la lettura delle motivazioni che hanno spinto il candidato a far parte dei Cavalieri crociati di Pace.
Dopo aver spento la luce della candela con l’indice e il pollice della mano destra, simbolo della fiamma trasportata nel cuore del Cavaliere per tramutarsi in luce, affinché i Neo Guardiani di pace diventino missionari di luce, si è pronti per l’investitura vera e propria e si viene invitati davanti all’inginocchiatoio.
L’uomo si genuflette in segno di sottomissione, in quanto abbassa il proprio ego e depone la spada, la donna non si piega in segno di rispetto per la sua soavità e per quello che rappresenta nella società oggi.
Di fronte la triade e davanti alle più alte autorità della confederazione, compreso il Rettore Dott. Candido Mancaniello, si compie il rito.
Il Cavaliere è a capo chino in segno di umiltà. La spada gli viene poggiata addosso tre volte, rispettivamente sulla spalla destra, sulla spalla sinistra e sul capo.
Questa cerimonia si attua evocando la protezione di tre santi protettori:
Con i poteri a me conferiti
invocando lo Spirito Divino
e chiedendo l’intercessione di
San Giovanni, San Giorgio e Sant’Agazio
io ti nomino
Cavaliere Crociato Guardiano di Pace
e ti accolgo nella nostra famiglia.
Sorgi Cavaliere.
La scelta dei santi nel rituale, ovviamente, non è casuale.
San Giovanni simboleggia l’appartenenza all’Ordine dei Cavalieri gerosolimitani di San Giovanni di Gerusalemme; San Giorgio raffigura il Cavaliere per antonomasia, protettore e rappresentante di tutti i Cavalieri; mentre Sant’Agazio, protettore di Squillace, la città ospitante la cerimonia.
Solitamente la celebrazione avviene ad Assisi, per cui viene nominato San Francesco, che ne è il patrono.
Il rito termina con la Vestizione, rappresentata non più dalla spada, dagli speroni e dalla cappa, ma solo dal mantello. Seguono, applausi scroscianti da parte di partecipanti e spettatori.
Tra le tredici investiture conferite durante la cerimonia.
A commuovere particolarmente la storia di un ex soldato, che ha scelto di deporre, insieme alla spada, ogni oggetto di offesa:
Ho militato nell’esercito per anni In varie missioni all’estero Dove mi sono confrontato Con realtà molto disumane, strazianti e crudeli (…).
Nelle guerre nessuno vince e nessuno perde, viene sconfitta un’umanità intera(…)
Parole pronunciate da chi ha vissuto gli orrori indicibili della guerra e che ha scelto di continuare la sua missione di pace senza l’uso delle armi.
Ma, se la presenza di Cavalieri tra noi e Dame all’interno degli Ordini può sorprendere piacevolmente, ancor più è stato l’entusiasmo nel vedere questa ricca vetrina missionaria, a tutela dei più deboli, completa di giovanissimi adepti: le Damine e gli Scudieri che potranno accedere al titolo di Dama e di Cavaliere solo al compimento della maggiore età.
Auguro a queste giovani promesse di pace e a tutti coloro che si impegnano in nome della fratellanza un cammino luminoso lungo il sentiero della felicità.













