In scena a Casagiove (CE) il 13 e 14 dicembre
Riceviamo e pubblichiamo.
Sabato 13 dicembre, ore 20:00 e domenica 14 dicembre, ore 18:00, al Teatro Civico 14 di Casagiove (CE) va in scena ‘Crick – atto unico in sei resoconti’.
Lo spettacolo è prodotto da Casa del Contemporaneo e nasce dal testo ‘Il topolino Crick’ di Francesco Silvestri e Melina Formicola, con la regia di Rosario Sparno.
In scena, gli attori Luca Iervolino e Francesco Roccasecca, sono accompagnati dalle musiche di Massimo Cordovani, dai costumi di Alessandra Gaudioso, dalle scene di Fabrizio Comparone e dal disegno luci di Simone Picardi.
I biglietti sono disponibili online su www.teatrocivico14.it al costo di €15, intero, e €12, ridotto under 30, over 65 e convenzioni.
Nel testo, Silvestri reinterpreta la vicenda di Charlie Gordon e del topo Algernon, trasformandoli in Antonio Cafiero, un uomo semplice con un deficit cognitivo impiegato in una fabbrica di scarpe, e nel topolino Crick, suo compagno di esperimenti.
Antonio si sottopone a una sperimentazione clinica che promette di triplicargli l’intelligenza, inseguendo il sogno di diventare come gli altri. Il risultato è una parabola distopica e struggente, dove l’essere umano, in nome del progresso, rinnega fragilità, fallibilità e meraviglia.
Il teatro di Francesco Silvestri si popola di antieroi teneri e marginali, esseri piccoli ma fortissimi grazie a un superpotere inaspettato: la fragilità come forza, la diversità come risorsa, l’emozione come forma di resistenza e la capacità di meravigliarsi.
Rosario Sparno, regista dello spettacolo, afferma:
Francesco amava molto i fumetti e i supereroi. Il suo preferito era Antman.
Io definirei la sua drammaturgia: “La drammaturgia di Antman, o dei Supereroi”.
Questo Supereroe aumenta la sua forza diventando piccolissimo, come una formica. Può far diventare piccoli anche gli altri, se vuole, per poi tornare “normale” a suo piacimento.
Eccoli, i personaggi del teatro di Francesco Silvestri: esseri ai margini, invisibili, piccoli come formiche, ma fortissimi grazie al loro superpotere: la fragilità e la capacità di meravigliarsi. Ma ogni superpotere, si sa, è un dono che porta con sé il suo fardello.
I Supereroi faticano ad adattarsi alla realtà che li circonda. Trovare posto fra i “normali” è difficile, anche se spesso è ciò che desiderano di più, per non restare soli. Antonio Cafiero è uno di questi supereroi. Forse il più vicino ad essi nella drammaturgia di Francesco.













