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Cogli l’Amore

Cogli


È difficile, ma non impossibile; alcuni riescono a staccarsi in astrale dal proprio corpo fisico e ad inoltrarsi momentaneamente in “viaggi” fra le diverse dimensioni.

Se accadesse a me, cosa farei?

Cosa o chi guarderei?

Dove mi orienterei?

O quando?

Inizialmente, osserverei il mio corpo; già, inizierei il mio “viaggio” proprio dalla grossolanità della mia stessa materia. Mi guarderei a fondo, quasi a scrutarmi e avrei compassione di quel corpo che mi ha salvaguardato una, dieci, mille volte.

Mi commuoverei nel vedermi, per chi ho creduto di essere, e constaterei, al contempo, la limitatezza di quella sembianza umana che, nonostante, tutto, sempre e comunque, è riuscita fino a quell’istante a proteggermi dai pericoli del destino; a resistere e a superare le malattie; a donarmi piacere e godimento; a insegnarmi la sofferenza e il dolore: in un un’unica parola a concedermi “esperienza”.

Guarderei gli occhi in cui mi sono specchiato per una vita intera e mi renderei conto di non essermi mai accorto di quanta magnificenza il Divino vi ha infuso, vivificando un pezzo di realtà che porterei in spirito con me, per il resto dell’Eternità.

I miei fratelli e sorelle spiritisti mi direbbero adesso che quand’anche mi staccassi momentaneamente dal mio corpo fisico, un filo sottile e quasi impercettibile mi terrebbe legato ad esso, non lasciandomi varcare i cancelli del trapasso di quella precisa incarnazione.

L’incarnazione ti forgia, ti forma e tenta di lasciarti adempiere al tuo personale programma spirituale, ma è nel ritorno alla Dimensione Invisibile che tiri le somme e fai i conti con ciò che sei stato, con ciò che hai fatto, operato; è qui che ogni fotogramma del tuo vissuto fisico, ti appare sotto ogni sfaccettatura, senza veli né filtri.

Qui avviene l’incontro con il vero Te, che nel corso del tuo percorso nel mondo, hai intuito, percepito, accolto, rinnegato, amato, odiato, non riconosciuto, apprezzato, disprezzato, salvato, distrutto, ucciso, risorto, ridotto, accresciuto.

E così ricordi l’identità; la tua reale e veritiera identità: quella per cui ti sei battuto, ostinato, pianto e gioito, morto e rimasto in vita; l’identità che hai costruito nel corso del tempo, pezzo per pezzo, incarnazione dopo incarnazione, passaggio dopo passaggio, vita dopo vita nel flusso dell’Eternità.

Non scompare la paura di erroneamente interpretare il senso di sé, ma si rinvigorisce al contempo la volontà e il coraggio di continuare a stupirti di ciò che troverai nella prossima scena di un film mai iniziato e mai terminato, ma che acquisisce il proprio valore su ogni gradino dell’Infinito Divenire.

E così, dopo aver visto, osservato, scrutato, dove e quando potrò orientarmi per i miei viaggi fra i mondi dell’Invisibile?

Mi sembra di non aver meta, né alcuna mappa da seguire, se non un unico passo d’inizio che mi viene indicato da quell’organo di fuoco che gli uomini chiamano cuore!

Soltanto una voce delicata si dipana fra le sue rapide e sussurra appena appena le parole:

Cogli l’Amore, va’ e cogli l’Amore.

Quale antico e sorprendente stupore, nell’ascoltare parole semplici che custodiscono “il Segreto Originario” di straordinaria grandezza spirituale!

Cogli l’Amore in questa come in ogni altra vita che ti sarà data in dono di vivere; cogli l’Amore nel sorriso del bambino o nel raggio di sole che ha appena squarciato le nuvole scure nel cielo; cogli l’Amore in quel tunnel di dolore in cui la vita stessa ti ha condotto e fai esperienza di compassione su di te e in relazione agli altri; cogli l’Amore quando lo riconosci, anche se è lontano dal freddo dogma di una religione che ti tiene subdolamente legato a forme pensiero asfittiche e castranti; cogli l’Amore nell’altro che hai di fronte o al tuo fianco e che mai sino ad oggi, hai avuto il coraggio di guardare e conoscere; cogli l’Amore in te stesso e nelle opere che concretizzi; cogli l’Amore nel campo che oggi ti appare deserto e secco, ma che domani ti restituirà i germogli di Vita, di cui oggi hai buttato i semi, per mezzo delle tue lacrime di sacrificio.

Cogli l’Amore sempre, in ogni attimo di te, perché è proprio nello scoprirlo ogni volta l’Amore, che ti restituisce alla tua Natura Divina.

Cogli l’Amore e inizia ancora una volta il viaggio!

Autore Antonio Masullo

Antonio Masullo, giornalista pubblicista, avvocato penalista ed esperto in telecomunicazioni, vive e lavora a Napoli. Autore di quattro romanzi, "Solo di passaggio", "Namastè", "Il diario di Alma" e "Shoah - La cintura del Male".

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