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Casa Testori presenta due nuovi progetti nonostante la chiusura

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Daniele Gaggianese


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Il 5 marzo diretta Facebook e YouTube per la presentazione di ‘Ma allora perché mi hai fatto venire qui?’ e di ‘Interni Vicini’

Riceviamo e pubblichiamo.

La vita non si ferma a Casa Testori, anche se continua a porte chiuse, nel rispetto delle regole imposte dalla “zona arancione”. Quando la cultura si alimenta di un desiderio di bellezza e di umanità, deve trovare spazio per mostrarsi.
Venerdì 5 marzo dalle ore 19:00 vengono presentati due progetti, che il pubblico potrà seguire in diretta sulla pagina Facebook e sul Canale YouTube, in attesa di poterli vedere dal vero.

‘Ma allora perché mi hai fatto venire qui?’ è un’installazione del giovane artista sardo Francesco Tola, nata all’interno di un percorso del collettivo curatoriale Il Colorificio, una delle realtà più interessanti del panorama artistico milanese. L’installazione prende il titolo da uno dei testi più celebri di Testori, L’Arialda, che nel 1961 venne sequestrato per offesa al senso del pudore: le corde toccate in quelle pagine tornano dolorosamente a vibrare nel lavoro di Tola, nella nebbia che artificiosamente riempirà il grande salone di Casa Testori.

Parallelamente, a completamento del progetto, nella sede del Colorificio, al Giambellino, sabato 6 aprirà un’installazione con i disegni erotici di Testori dei primi anni 70.
‘Interni Vicini’ è invece un progetto poetico realizzato da Daniele Gaggianesi, autore che aveva vinto il Premio Testori nel 2018. Durante il grande lockdown dello scorso anno Gaggianesi è entrato virtualmente nelle case di un gruppo di over 60 di Novate Milanese.

Vi è entrato chiedendo loro delle fotografie delle rispettive case e dialogando a lungo con ciascuno proprio a partire da quelle foto. Ne è nato un poema molto emozionante che domani Gaggianesi reciterà, davanti alle foto che scorrono, nell’attesa di poterlo presentare dal vivo in forma di performance nel giardino dei Casa Testori.

‘Ma allora, perché m’ha fatto venir qui?’
Giovanni Testori – Francesco Tola
A cura di Il Colorificio e Casa Testori
Opening sabato 6 marzo ore 15:00 – 20:00 Il Colorificio, via Giambellino, 71. A seguire su appuntamento scrivendo a ciao@ilcolorificio.org.

Il collettivo curatoriale Il Colorificio e Casa Testori presentano ‘Ma allora, perché m’ha fatto venire qui?’. Il progetto prevede due mostre personali incentrate sulla figura di Giovanni Testori: una di Francesco Tola, 1992, negli spazi di Casa Testori a Novate Milanese, rimandata a data da destinarsi a causa delle ultime disposizioni regionali anti Covid-19, l’altra di Giovanni Testori presso Il Colorificio in via Giambellino a Milano che inaugura sabato 6 marzo alle ore 15:00. L’esposizione presenta una selezione di disegni erotici di Giovanni Testori prodotti tra il 1973 e il 1974, all’interno di un allestimento immersivo.

Il progetto si concentra sulla figura eclettica di Giovanni Testori (1923, Novate Milanese – 1993, Milano) e indaga il tema della sessualità nell’opera testoriana, a partire da materiali d’archivio, testi e disegni di sua produzione, individuando conflitti e discontinuità della sua riflessione in un contesto storico e religioso fortemente normativo.

‘Ma allora, perché m’ha fatto venir fin qui?’ è la domanda che il Lino rivolge a l’Eros chiedendo spiegazioni sul motivo dell’incontro al buio nei prati intorno alla cava ne L’Arialda, opera teatrale di Testori censurata e ritirata dopo lo spettacolo a Milano nel 1961 «per turpitudine e trivialità» e per la storia di una coppia omosessuale.

La frase diviene un espediente che permette di interrogare le identità e le rappresentazioni sessuali connesse a Testori, costruendo un processo di archeologia degli immaginari e rinegoziazione degli stessi alla luce delle esperienze del tempo presente.

Nella piccola pubblicazione sviluppata per l’occasione, oltre al testo de Il Colorificio, sarà presentato un contributo della ricercatrice Mariacarla Molè (1991, Ragusa) che, parallelamente a Francesco Tola, ha condotto un percorso di ricerca nell’archivio di Casa Testori.

Il Colorificio
6 marzo – 6 aprile
Opening: 6 marzo 15:00 – 20:00, a seguire su appuntamento scrivendo a ciao@ilcolorificio.org.

Casa Testori
A causa delle restrizioni regionali Casa Testori al momento è chiusa al pubblico.
La riapertura sarà comunicata non appena possibile.

‘Interni Vicini
Poema quotidiano al tempo del lockdown’
di Daniele Gaggianesi
Venerdì 5 marzo ore 21.00 su Facebook e Youtube

Venerdì 5 marzo alle ore 21:00 Casa Testori trasmetterà sui canali Facebook e Youtube una video-poesia come restituzione del progetto ‘Interni Vicini’ di Daniele Gaggianesi, un progetto poetico partecipativo realizzato in collaborazione con Associazione Giovanni Testori nell’ambito di NovateCULT – la cultura è per tutti, promosso dalla Cooperativa Koinè grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Il progetto ‘Interni Vicini’ avrebbe previsto una performance live dell’artista ad introduzione della mostra che sarebbe stata inaugurata proprio il 5 marzo, in cui i versi e gli scatti installati in una stanza sarebbero stati immersi in un paesaggio sonoro domestico, realizzato dalla sound artist Chiara Ryan Izzo.

Purtroppo, le nuove disposizioni di chiusura degli spazi culturali non consentono l’apertura al pubblico: attraverso questo lavoro in video ‘Interni Vicini’ sarà presentato su Facebook e YouTube in attesa della ricalendarizzazione della mostra e della performance live.

L’idea di ‘Interni Vicini’ nasce dal desiderio di raccontare momenti di vita di questo assurdo quanto complicato anno. Il virus ha tentato di spazzare via un paio di generazioni, quelle dei nostri anziani, custodi della memoria del nostro passato recente.
E non solo il virus, ma con il lockdown l’anonimato stesso è diventato contagioso e capillare, al punto che tutti noi, contagiati e non, reclusi nei nostri appartamenti, ne abbiamo fatto esperienza: siamo stati uno dei tanti volti affacciati a una delle tante finestre, a guardare la solita strada deserta, occhi che sbirciano dietro una mascherina, senza più una storia, un mestiere, una vita che ci ha segnato il viso.

Occhi sbarrati dietro il bianco. Eppure, la vita, la memoria di noi, si annida da qualche parte, probabilmente dietro e dentro i nostri oggetti, quelle solite cose che restano poggiate sulle nostre mensole, sui nostri comodini, lavandini. Da qui l’idea di affidare a Daniele Gaggianesi, poeta e attore, il compito di scrivere una grande poesia di cose piccole piene di vita a partire da alcune fotografie inviategli da dieci novatesi over 60.

Ad ognuna di queste persone l’artista ha fatto lunghe interviste, dove potersi raccontare, garantendo il più totale anonimato. La volontà di documentare quanto avvenuto ha portato alla nascita di poesie che andranno a comporre la mostra accanto alle fotografie e saranno recitate nella performance dell’artista a Casa Testori: la lettura sarà accompagnata da una traccia audio-visiva delle fotografie che scorreranno accompagnate dal paesaggio sonoro di Chiara Ryan Izzo, che sarà da sottofondo anche per i visitatori della mostra.

Il progetto ha previsto anche una campagna Instagram e Facebook sulla pagina dedicata @internivicini a partire dallo scorso 24 gennaio: ogni giorno viene pubblicata una coppia foto-poesia che scandisce una sorta di count-down al giorno della performance e dell’inaugurazione della mostra.

Biografia Daniele Gaggianesi
Classe 1983, Daniele Gaggianesi è un attore e poeta. Nato e cresciuto a Corsico (MI), parallelamente all’attività teatrale porta avanti un percorso di ricerca poetica cominciato con la reinvenzione del dialetto milanese. Nel 2017 vince il premio Arcipelago Itaca, grazie al quale verrà pubblicata la sua prima raccolta di poesie ‘Quand finìssen i semafor – Quando finiscono i semafori’, edito dalla casa editrice omonima.

Il libro vince il premio Tirinnanzi Poesia ed è finalista ai Premi Gozzano e Fogazzaro nel 2019. Da queste poesie, che sono storie di personaggi della metropoli milanese contemporanea, ma raccontate in una lingua antica, Gaggianesi trae lo spettacolo di teatro-canzone ‘Quand finìssen i semafor’.

Sua è anche la traduzione in versi de ‘La ballata del carcere di Reading’ di Oscar Wilde, pubblicata nel 2020 da Ledizioni nel volume Wilde Without the boy a cura di Maggie Rose.
Nel 2019 vince il Premio Testori con il poema ‘Qohèlet rejected’, un romanzo giallo in poesia ambientato in un futuro prossimo, il 2022, in cui il personaggio biblico viene riproposto nelle vesti di un adolescente hikikomori, un autorecluso, che manda i suoi messaggi al mondo attraverso chat anonime. L’opera viene pubblicata nel 2020 da Schena Editore.

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