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‘Canti d’esilio’: intervista esclusiva a Carlo Putelli

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'Canti d'esilio' foto Riccardo Musacchio


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Il tenore e compositore romano ci racconta il suggestivo evento, sinergia di linguaggi e poetiche

Lunedì 15 maggio, ore 21:00, presso il Teatro Vascello di Roma si terrà il suggestivo evento ‘Canti d’esilio’, musiche di David Lang, Carlo Galante, Carlo Putelli e Matteo D’Amico su testi di H.C. Andersen, H. P. Pauli, Picander, San Matteo, Golan Haji, Joumana Haddad, esegue l’ensemble Labirinto Vocale formato da Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Polia, Carlo Putelli e Giuliano Mazzini, Francesco Marini, sax alto, Luca Peverini, violoncello, Antonio Caggiano, ensemble di percussioni Ars Ludi, direttore Tonino Battista, con la partecipazione straordinaria di Manuela Kustermann e Riccardo Polizzy Carbonelli.

L’evento, sublime sinergia di differenti linguaggi, oltre a portarci musica nuova, intende stimolare una riflessione su tematiche attuali quali lo spostamento da un luogo d’origine ad un altro straniero, alla base del quale, spesso, vi è una condizione di esilio e privazione. Esilio in tutte le sue possibili declinazioni fisiche e morali.

Il compositore e tenore capitolino Carlo Putelli, formatosi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, per perfezionarsi poi al Mozarteum di Salisburgo, con assoluta affabilità e cortesia entra nel dettaglio e ci svela come sia nato il progetto e come si svolgerà la serata.

L’idea dell’evento è scaturita da una semplice occasionale lettura.
Un bel giorno m’imbatto nel ‘Sogno di Lilith’ di Joumana Haddad rimanendone affascinato.

Dunque conduco subito una ricerca sugli autori contemporanei di area araba e, inevitabilmente, a un certo punto, trovo quest’opera splendida di Golan Haji, ‘Qui l’autunno è magico e immenso’.

Condivido le mie “scoperte” con Carlo Galante e Matteo D’Amico, due tra i più grandi compositori del nostro tempo: anche loro ne rimangono entusiasti.

Da lì al progetto che oggi andiamo a realizzare il passo è stato pressoché immediato.

Golan Haji è un patologo e traduttore curdo che però scrive in arabo, che ha vissuto il dolore della guerra e della persecuzione ed è dovuto fuggir via dalla sua Terra. Ora vive a Parigi.

Il suo poema ‘L’autunno, qui, è magico e immenso’, di cui dicevo, è una delle perle più splendenti di tutta la poesia contemporanea araba.

Joumana Haddad, scrittrice libanese fantastica, autrice tra l’altro di un libro che in Europa ha venduto moltissime copie, ‘Il Ritorno di Lilith’, si batte da sempre per i diritti delle donne arabe ed è responsabile di varie riviste culturali a Beirut, dove vive tutt’ora.

Queste due figure di Poeti contemporanei, prima di tutto persone con una storia e un’umanità eccezionali, hanno subito assorbito tutta la nostra attenzione.

Siamo rimasti folgorati dalla forza delle loro parole, che scrivono con la terra strappata dal petto. Abbiamo capito che i loro testi erano quelli più adatti alla musica del nostro tempo.

Il fulcro dell’intero programma, mi preme sottolinearlo, è il Labirinto Vocale, un laboratorio che si occupa soprattutto di musica contemporanea e di sperimentazione e che si prefigge di essere un punto di riferimento per quanto riguarda la produzione cameristica legata alla voce nel repertorio contemporaneo.

Con me ne fanno parte Maria Chiara Chizzoni, Patrizia Polia, Giuliano Mazzini: tre musicisti eccezionali e anch’essi, come il sottoscritto, membri del glorioso Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Ognuno di loro con precise e preziosissime prerogative: Chiara con la sua voce dalle note “stellari”, Patrizia con la sua infinita musicalità, Giuliano, formatosi con il Maestro Claudio Dall’Albero e, quindi, con una preparazione da Direttore musicale e la piena coscienza di come donare ad un ensemble la perfetta intonazione naturale

Senza il loro apporto non sarebbe stato possibile realizzare un concerto tanto complesso quale ‘Canti d’esilio’.

Senza di loro non esisterebbe il Labirinto Vocale.

Prima del concerto, sempre al Teatro Vascello, alle 19:45, si terrà un interessantissimo incontro-aperitivo con i due Poeti in persona: Joumana Haddad e Golan Haji, insieme alle relatrici dell’incontro, Costanza Ferrini e Patrizia Zanelli dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Alle 21:00 inizierà il concerto. Prima ‘The Little Match Girl Passion’, capolavoro con cui David Lang, compositore tra l’altro de ‘La grande bellezza’ e di ‘Youth’ di Paolo Sorrentino, ha vinto il Premio Pulitzer per la Musica nel 2008. Seguiranno i ‘Canti d’esilio’.

Abbiamo ritenuto opportuno dar voce alle bellissime poesie di Joumana e Golan anche attraverso voci recitanti che inframezzassero i momenti musicali.

Speravo fortemente che due Attori meravigliosi come lo sono Manuela Kustermann e Riccardo Polizzy Carbonelli volessero partecipare, cosa che si è fortunatamente verificata e siamo onorati per questo.

Il secondo tempo, quello dei ‘Canti d’esilio’ per intenderci, sarà aperto da Manuela Kustermann che leggerà due poesie di Joumana Haddad in due diversi momenti, ‘L’albero azzurro’, la poesia che io stesso ho musicato ed eseguirò, ed un bellissimo stralcio da ‘Il sogno di Lilith’, musicata da Carlo Galante.

Poi ci sarà l’esecuzione del brano di Carlo Galante, uno dei tre compositori che ha messo in note entrambi i poeti, e quindi salirà sul palco Riccardo Polizzy Carbonelli che sarà la voce recitante di due poesie di Golan Haji, una delle quali sarà ‘L’autunno qui è magico e immenso’.

Durante l’intervento degli Attori la musica cesserà del tutto per dar spazio alla bellezza e alla forza delle parole dei due autori.

Il loro momento è interconnesso con i brani musicali perché recitano, in italiano, poesie e vari segmenti dai testi che noi abbiamo ripreso in inglese.

Una strumentazione molto particolare, sax alto, violoncello e percussioni. Che tipo di chiave di lettura musicale sarà data all’opera dei due poeti arabi? Sarà in linea con le tendenze minimaliste di Lang o sfocerà verso altre tipologie musicali, considerato che Labirinto Vocale spazia in più generi?

Lo stile compositivo che caratterizza Carlo Galante, Matteo D’Amico e il sottoscritto, è abbastanza diverso. In linea di massima questo organico è dettato dall’esigenza di un risultato che fosse insieme asciutto ma ricco di ritmi e colori.

Alla fine, la personalità di ognuno di noi fa sì che i ‘Canti d’esilio’ siano composti da tre momenti abbastanza articolati ed autonomi, ma proprio per questo, coadiuvati dai momenti recitati, assolutamente sinergici e conseguenziali tra loro.

Fondamentale è stato l’apporto del preparatissimo Tonino Battista, Direttore specializzato in musica contemporanea: il nostro “porto sicuro” al quale dobbiamo – tra le altre cose – l’averci saputo fornire una chiave di approccio alle partiture che fosse la più corretta e naturale possibile.

Gli altri fantastici musicisti sono Francesco Marini, sax alto, Luca Peverini, violoncello, Antonio Caggiano, percussioni.

Con loro qualsiasi pagina di musica, per quanto impervia, pare semplice come bere un bicchier d’acqua.

Ma non lasciatevi ingannare: sono loro ad essere bravi, non la musica ad esser semplice.

Qual è il filo conduttore che lega l’opera di Lang, ispirata a ‘La piccola fiammiferaia’ e alla ‘Passione secondo Matteo’ di Bach al resto della serata, ai ‘Canti d’esilio’, alla lotta per i diritti, all’incontro con i poeti, agli attori coinvolti, alle poesie musicate?

Il filo conduttore è una parola ben precisa: ‘privazione’.

‘La piccola fiammiferaia’ è emblema della privazione della fanciullezza, della spensieratezza, del gioco, del calore degli affetti famigliari ed è la stessa tematica che riguarda anche i poeti arabi e chi è in esilio.

Esistono, infatti, tanti tipi di esilio e tutti confluiscono in quella che risulta una privazione di diritti inviolabili, sia fisici sia intellettuali.

Attraverso l’unione di differenti linguaggi, quello poetico e l’altro musicale, utilizzati anche in ‘Canti d’esilio’, si compie una sorta di catarsi dell’anima che si rigenera e trova conforto e ragione attraverso i suoni e le parole.

La stessa Passione di Cristo, da cui trae origine la Passione bachiana, è una storia di purificazione e rigenerazione che parte da una condizione di privazione.

Quando i linguaggi del poeta, dello scrittore e del musicista vogliono esprimere tutto questo, da un lato si trovano inevitabilmente a denunciare tali privazioni e diritti negati; dall’altro, con la tecnica della metafora, descrivono tutta la struggente malinconia dell’essere in questa realtà che, seppur imperfetta e dolorosa, è piena di aneliti alla perfezione e alla bellezza.

Il Libano e la Siria sono due Paesi bellissimi. La Siria lo sarebbe ancor di più se non fosse dilaniato da guerre ed ingiustizie.

Di questo e di tanto altro ci raccontano le poesie di Joumana e Golan.

Teatro Vascello
via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma
Tel. 06.5881021/06.5898031
www.teatrovascello.it
promozione@teatrovascello.it

Costo del biglietto:
intero € 15,00;
ridotto over 65 e studenti € 12,00;
servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito internet del Teatro Vascello di Roma.

Foto in evidenza Riccardo Musacchio

'Canti d'esilio'

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Autore Lorenza Iuliano

Lorenza Iuliano, vicedirettore ExPartibus, giornalista pubblicista, linguista, politologa, web master, esperta di comunicazione e SEO.