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Calgirius il Visionario

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Visionario


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Quando si inizia una nuova rubrica è quasi prassi scrivere un articolo di presentazione. Sembra addirittura necessario farlo quando dietro c’è una storia particolare, come in questo caso.

Chi è, ma soprattutto, come nasce Calgirius?

Bisogna partire da un antefatto, la mia passione per i giochi di ruolo.

Da un’infanzia, lontana, e un’adolescenza in cui passatempi come Dungeons and Dragons erano molto presenti, notti e fine settimana passati con gli amici ad immaginarsi in una dimensione altra, marcatamente fantasy, in cui era normale imbattersi in creature fantastiche, come unicorni o chimere, dove la razza umana era solo una delle tante che popolavano un mondo i cui confini cambiavano in continuazione ed erano costellati di luoghi incantati.

Purtroppo, con l’adolescenza che passa va via anche il tempo di riunirsi per giocare, impegni prima di studio, poi di lavoro, oltre quelli personali, che diventano sempre più intensi.

Allora, pur di seguire una passione, che resta nonostante l’età ormai avanzata, mi rivolsi ai MUD, i Multi User Dungeon, giochi di ruolo online dove a qualsiasi ora del giorno e della notte si trovano utenti collegati pronti a giocare; soprattutto se si mastica qualche parola di inglese si può accedere ai server statunitensi, molto più popolati.

Durante uno dei miei primi raid in questo mondo, nella fase iniziale di creazione del personaggio, mi trovai di fronte alla scelta del nome.

Non avevo voglia di prenderne uno abusato, magari pescando nelle saghe fantasy più conosciute, quelle di Tolkien o di Brooks, tanto per intenderci.

Così, quasi senza pensarci, digitai il nome di Calgirius, che mi sembrava facesse tanto dark, visto che la classe che volevo scegliere era quella di un negromante, ovvero un mago esperto di spiriti e non morti. Mi è sembrato subito un nome che evocasse esoterismi oscuri, la caligine di laboratori dove venissero usati ingredienti raccapriccianti, oltre che sussurrate strane formule o declamate arcane evocazioni.

Cominciai a giocare quel personaggio e, come si dovrebbe fare in questi casi, giorno per giorno lo sviluppai come carattere, creando una sua storia, insomma, costruii per lui quello che si chiama background, una serie di vissuti da utilizzare per “recitarlo” in maniera coerente.

Quasi subito divenne il Visionario, per la sua tendenza a ricercare la conoscenza di realtà altre, ad aprire le porte di dimensioni non accessibili ai più.

Da allora la moda dei MUD ha conosciuto diverse stagioni, di grossa diffusione e partecipazione, come di stagnazione e di abbandono. Quindi diversi server sono nati e morti; per un breve periodo con altri player amici ne abbiamo anche tenuto online uno nostro, ho avuto anche ruolo di amministratore in alcuni di questi. In ognuno ho sempre avuto un personaggio con questo nome, sempre e rigorosamente negromante.

Lo so, a qualcuno può sembrare banale come passatempo, forse non lo è tanto, ed in fondo, non scegliamo le passioni, siamo scelti.

Tornando a Calgirius, inevitabilmente è diventato, nel passare degli anni, un riflesso di aspetti della mia personalità, incarnando una spiccata irriverenza, ai limiti dell’irridente, nei confronti delle autorità, del potere costituito, il mio essere oltre il concetto ordinario di etica, di morale, di cosa possa essere considerato bene o male, la mia costante voglia di andare e vedere oltre; in poche parole la mia parte visionaria, appunto.

Mi sono presto sentito cucito addosso questo nickname, tanto da farlo diventare sempre di più come mio alter ego, usandolo per registrarmi a forum o a gruppi, fino a creare diverse mail con questo nome.

Fino a farlo diventare un vero e proprio nom de plume, per i miei contributi ad una newsletter, dove ad ogni uscita sviluppavo un argomento, spesso un concetto, un’idea, cercando ogni volta di offrirne un’interpretazione visionaria, che andasse oltre il senso comune, oltre la lettura quotidiana.

Nella volontà di trascinare il lettore in

Un super – mondo che in fondo altro non è che il lato invisibile della vita di ogni giorno

come scrisse l’editore di ‘Eternità diverse’ nel presentare la mia prima fatica letteraria.

Questa rubrica vuole riallacciare quel discorso, in parte riprendendo e rivedendo cose scritte in quel periodo, ma soprattutto per continuare ad investigare l’invisibile, l’oltre, qualsiasi cosa si voglia intendere con questo termine.

Questo significa, un po’ come capita per i miei giochi di ruolo, visitare mondi e territori sconosciuti, ma che non per questo spaventano, finiscono, anzi, per affascinare.

Io provo a farlo da sempre. E spesso provo a portare con me tutti coloro che hanno la voglia e la pazienza di seguirmi.

Chi mi fa compagnia in questo viaggio?

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