Home Rubriche Napoli nel Cinema ‘Bob & Marys’ la scanzonata black comedy di Francesco Prisco

‘Bob & Marys’ la scanzonata black comedy di Francesco Prisco

797


Download PDF

Dopo l’esordio con Nottetempo nel 2014, e il film a episodi 
Vieni a vivere a Napoli
nel 2016 al fianco di Edoardo De Angelis e Guido Lombardi, torna sul grande schermo con un nuovo lavoro il regista napoletano Francesco Prisco. Dal 5 aprile nelle sale arriva Bob & Marys – Criminali a domicilio, una divertente commedia ispirata ad una storia vera e interpretata dall’inedita coppia formata da Laura Morante e Rocco Papaleo, coadiuvati da un gruppo di ottimi attori partenopei come Massimiliano Gallo, Simona Tabasco, Giovanni Esposito, Andrea Di Maria, Francesco Di Leva, Antonino Iuorio, Enzo Salomone e Gianni Ferreri. 

La vicenda narrata nel film ruota attorno ad un sopruso criminale di cui sono vittime due coniugi all’apparenza soporiferi. Roberto, Rocco Papaleo, e Marisa, Laura Morante, sono una coppia che conduce una vita priva di sussulti: istruttore di scuola guida lui e operatrice volontaria lei, vivono in un equilibrio di grigia abitudine. Fino a quando una notte, dei criminali spietati si introducono in casa loro e la riempiono di pacchi dal contenuto misterioso, ma sicuramente illegale.

Accùppatura“, è questo il nome della pratica criminale che costringe la coppia a custodire in casa merce illecita, senza possibilità alcuna di denunciare e, soprattutto, con il serio rischio di passare un guaio con la legge. Pian piano, sotto scacco dei malviventi e con gli sguardi indiscreti del vicinato da eludere, Roberto e Marisa, invece di soccombere, ritrovano l’energia ribelle e fantasiosa di quando erano ragazzi e la voglia di reagire al sopruso a tempo di Rock and Roll

Girato tra Napoli e provincia, Bob & Marys è, secondo la definizione del regista:

Una commedia, un po’ black e scanzonata. È un film che mi sono divertito a girare e mi piace rivedere. Rivela un’attività del mondo criminale napoletano quasi completamente sconosciuta. Racconta di un amore svigorito, di talenti inespressi e occasioni perse.
È un film sul sopruso della malavita e sulla voglia incosciente di ribellarsi, di rinascere, di combattere.

Spero che il pubblico si diverta con le beghe domestiche di Roberto e Marisa, si indigni per l’atto violento che subiscono dagli Accùppatori, che palpiti per il loro amore ritrovato e che tifi per loro per qualunque decisione prenderanno. Vorrei che, una volta finito il film, qualcuno pensasse per un attimo che Roberto Cammarota e Marisa Bianchini esistono davvero.

Se Laura Morante e Rocco Papaleo sono il vero valore aggiunto del film, vanno elogiate interpretazioni come quella di Giovanni Esposito, nei panni di Metallino, e di Massimiliano Gallo, sempre più jolly del Cinema italiano contemporaneo, in quelle dell’avvocato Aiello, due eccellenti caratterizzazioni per ruoli minori.

Francesco Prisco si conferma regista talentuoso e tra i più promettenti del panorama cinematografico italiano e sopratutto poliedrico e originale visto la varietà tecnica e narrativa delle opere portate fino ad ora sul grande schermo; chi lo aveva apprezzato anni fa grazie agli ottimi e pluripremiati cortometraggi Fuori Uso‘ e ‘La Colpa‘ auspicava da tempo la ribalta o, comunque, possibilità produttive, per il regista partenopeo.

Dato che in un contesto come quello attuale del Cinema italiano si rischia spesso l’oblio a prescindere dalle qualità dimostrate è importante che giovani autori come Prisco abbiano la fiducia di produttori, distributori e di attori popolari per riuscire a farsi conoscere e a portare nelle sale il proprio lavoro.

Print Friendly, PDF & Email
Paco De Renzis

Autore Paco De Renzis

Nato tra le braccia di Partenope e cresciuto alle falde del Vesuvio, inguaribile cinefilo dalla tenera età… per "colpa" delle visioni premature de 'Il Padrino' e della 'Trilogia del Dollaro' di Sergio Leone. Indole e animo partenopeo lo rendono fiero conterraneo di Totò e Troisi come di Francesco Rosi e Paolo Sorrentino. L’unico film che ancora detiene il record per averlo fatto addormentare al cinema è 'Il Signore degli Anelli', ma Tolkien comparendogli in sogno lo ha già perdonato dicendogli che per sua fortuna lui è morto molto tempo prima di vederlo. Da quando scrive della Settima Arte ha come missione la diffusione dei film del passato e "spingere" la gente ad andare al Cinema stimolandone la curiosità attraverso i suoi articoli… ma visto i dati sconfortanti degli incassi negli ultimi anni pare il suo impegno stia avendo esattamente l’effetto contrario. Incurante della povertà dei botteghini, vagamente preoccupato per le sue tasche vuote, imperterrito continua la missione da giornalista pubblicista.