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Bafometto: mito e mistero di un archetipo scomodo

Bafometto

Nelle stanze tenebrose dell’Inquisizione, quando il silenzio era già una condanna e il controbattere un’ulteriore accusa, riecheggiava il nome di Bafometto, evocato sotto tortura nei processi contro i Templari.

Un nome oscuro, deformato dal sospetto e dall’ignoranza: eppure, dietro quelle corna si celava un simbolo di sorprendente profondità.

Nel celebre Dogme et Rituel de la Haute Magie, 1854, Éliphas Lévi ridisegnò Bafometto come archetipo della coincidentia oppositorum: un essere bifronte, con torace femminile e barba maschile, corna e mano che benedice.

Un’immagine alchemica dell’unione dei contrari – maschile e femminile, luce e tenebra, orgoglio e umiltà – che invitava al “tuffo nel Senno”, alla discesa interiore per risalire trasformati.

Quando, nel 1307, Filippo il Bello ordinò l’arresto dei Cavalieri del Tempio, l’accusa di adorazione di Bafometto fu un alibi perfetto per spogliare l’Ordine delle sue ricchezze. Gli storici oggi concordano: non esiste prova di alcun culto diabolico, ma solo la leggenda utile ai persecutori, un mito che sopravvive nelle pagine dei verbali più della verità.

Spiegare razionalmente a un complottista che non c’è nulla di satanico in quel volto è come versare acqua in un bicchiere bucato. Meglio allora lasciare che il simbolo parli da sé: la sua forza risiede nel mistero che provoca, nell’interrogativo inquietante che germoglia.

Oggi, nell’era dei meme e dei feed rapidissimi, Bafometto è diventato emoticon e bersaglio di disinformazione. Eppure paradossalmente resta un’occasione di incontro: chi osa chiedersi “perché questo simbolo mi fa paura?” riaprendo il dialogo fra antico e moderno, gettando un ponte fra le radici del passato e le domande del presente.

Bafometto non muore con le accuse: vive nello sguardo di chi sa specchiarsi nel simbolo. I Templari lo avevano compreso fra spada e stella, fra rito e silenzio.

Mistero e Unità dei Contrari restano il lascito più potente di chi ha saputo guardare oltre il visibile.

E tu, hai già guardato nello specchio esoterico di Bafometto, o sei spaventato o affascinato solo dalle sue corna?

Autore Raffaele Mazzei

Sono Raffaele Mazzei, MAZZEI.3. Scrivo canzoni che la gente canta e brand che la gente sceglie. Capire cosa vale la pena dire, e perché devi dirlo tu e non un algoritmo: questo non è un mestiere per macchine. Se vuoi che il tuo brand vibri, cercami qui. www.raffaelemazzei.it