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‘Baccanti’ al Teatro a l’Avogaria

'Baccanti'

In scena dal 6 all’8 giugno a Venezia

Riceviamo e pubblichiamo.

Un grande classico della tragedia greca al Teatro a l’Avogaria di Venezia, Dorsoduro 1617. Domani, venerdì 6 giugno 2025, alle ore 20:30 va in scena le ‘Baccanti’ da Euripide per la regia di Angelo Callipo.
Nella Tebe della Sfinge e del mistero Penteo regna riconoscendo il solo valore della ragione e opponendosi a Dioniso che intende sottomettere la città al proprio culto. Per questo scatena le sue Baccanti capaci di rapire il senno degli uomini e sovvertire l’ordine costituito.

Da sempre le Baccanti di Euripide sono la tragedia dello scontro tra razionale e irrazionale, nuovo e vecchio, in bilico tra la fiducia in ciò che è e la paura di ciò che potrebbe essere.

L’uomo non riconosce il mistero, non ne comprende a pieno l’insondabile portata. Ma qual mistero incarnano le Baccanti? E soprattutto, in che modo il mistero può farsi presente, svelarsi agli occhi degli spettatori dell’oggi?

Da queste domande parte la messa in scena del Laboratorio ‘G. Poli’ del Teatro a l’Avogaria di Venezia, i giovani interpreti guidati da Angelo Callipo affrontano il mito antico con sguardo contemporaneo, in un tumulto di forze e passioni che ruotano attorno a quel grande mistero che è l’essenza della femminilità.

Le Baccanti appaiono innanzitutto Donne, con il loro carico di vita e morte, sangue vivo da cui ogni nascita fluisce e sangue scuro, impuro, guasto. La donna come corpo aperto che procrea, ma anche uccide, che simboleggia la più ancestrale di tutte le paure, quella che può generare caos e disordine.

Attraverso continui rimandi all’esperienza delle donne tarantolate, figure primordiali che scatenarono l’interesse di antropologi e studiosi, attrici e attori in scena danno vita all’eterna contrapposizione tra desiderio e mancanza, spinta vitale e culto di morte, armonia ed eccesso, Apollo e Dioniso.

E non è forse in queste contrapposizioni che si annida il mistero che appartiene a ogni essere umano?

Ed è guardando a questo mistero che Beckett avvertiva:

Siete al mondo, non c’è più rimedio.

Lo spettacolo in replica sabato 7 giugno alle 20:30 e domenica 8 giugno alle 18:00

Info: prenotazioni@teatro-avogaria.it