Famiglie in piazza per difendere i diritti fondamentali dei propri figli autistici
Riceviamo e pubblichiamo.
Oggi a Lusciano la nostra voce si è alzata. Forte. Autentica. Carica del dolore e della rabbia di mamme e papà stremati dall’ennesimo silenzio istituzionale.
Chi ha amministrato questa città, questo ambito territoriale, C7, ha voltato le spalle ai più fragili, costruendo muri invece di tendere mani.
L’ambito che accorpa più Comuni dovrebbe ascoltare e proteggere, ma ha scelto di giocare con le norme, usando e sovrapponendo il codice degli appalti con quello del Terzo settore, violando i diritti, come fossero numeri da bilancio o fastidi da ignorare.
Le famiglie non sono pedine.
L’autismo non è una voce di spesa da tagliare.
È vita. È futuro. È dignità.
Siamo scesi in piazza perché non ci piegheremo mai davanti all’indifferenza.
E torneremo, ancora e ancora, finché qualcuno lì dentro troverà il coraggio di guardare in faccia la realtà.
Alla fine, chi ne paga il prezzo sono i nostri figli.
Prendiamo atto dell’apertura della nuova Amministrazione comunale che ci ha ricevuto, il Sindaco, il Vicesindaco, l’Assessore al ramo e un membro del team del Commissario ad acta, i quali hanno rilasciato una comunicazione ufficiale: a seguito del Flashmob avvenuto a Lusciano, il Sindaco unitamente agli altri componenti l’Amministrazione comunale presenti, ha raccolto le problematiche dei familiari dei ragazzi autistici presenti all’evento e di alcune cooperative del Terzo settore, e ha proposto l’attivazione con urgenza di un tavolo tecnico, presieduto da tutti i Sindaci afferenti all’ambito, dal Commissario ad acta e dal Terzo settore, per discutere dell’interruzione dei trattamenti e dell’attivazione dell’iter per pagare tutto il debito regresso a tutte le cooperative cogestite con l’ambito C7.
Aspettiamo e ci regoleremo di conseguenza.














