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Audizioni per attrici per il nuovo spettacolo di Gianluca Guidi

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Le prime selezioni a Napoli il 2 marzo e a Roma il 7 marzo

Riceviamo e pubblichiamo.

La compagnia Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro produce Serial Killer per signora‘, commedia musicale di Douglas J. Cohen tratta da un racconto di William Goldman, con la regia di Gianluca Guidi, anche protagonista insieme a Giampiero Ingrassia, che debutterà in prima nazionale al Festival di Borgio Verezzi a luglio 2016 e che sarà ripreso durante la stagione teatrale 2016/2017.

Al fine di completare il cast, si organizzano delle audizioni finalizzate alla ricerca di un’attrice per il ruolo di Sarah Stone, giovane donna, bella ed elegante. Le audizioni sono aperte ad attrici professioniste tra i 27 e i 37 anni con ottime capacità recitative e nel canto e una buona preparazione nella danza.

Si richiede:
un monologo a scelta; l’esecuzione di una canzone tratta dalla commedia, il cui testo e spartito saranno inviati via email alle candidate selezionate.
La compagnia, insieme al regista, effettuerà una preselezione sulla base dei materiali inviati e contatterà via email le attrici selezionate.
La prime selezioni, alla presenza di Gianluca Guidi, avranno luogo a Napoli il 2 marzo e a Roma il 7 marzo 2016.

Per partecipare è necessario inviare, entro e non oltre il 27 febbraio, all’indirizzo email audizioni@enteteatrocronaca.it:

curriculum vitae dettagliato; 2 fotografie in formato jpg (un primo piano e una figura intera); showreel (non obbligatorio).

Si prega di indicare un recapito telefonico e in quale città, tra Napoli e Roma, si preferisce svolgere il provino.

Serial Killer per signora

Trama
Cristopher Kit Gill e Morris Bromo sono i protagonisti di Serial Killer per signora. Non si conoscono. Nessuno dei due sa dell’esistenza dell’altro. Kit è un attore disoccupato, da poco orfano di una madre che ne ha marchiato a fuoco la vita. Una grande attrice, troppo impegnata per donare l’affetto e le attenzioni di cui un figlio avrebbe bisogno, della quale Kit tenta di emulare il successo in modo assai diverso. Morris è un detective della polizia di New York, non più giovanissimo. Ha scelto di rimanere vivo e di non cercare clamori carrieristici. Nemmeno la vita privata brilla: vive ancora a casa con la madre, una signora ebrea invadente e possessiva. Poi il primo omicidio: commesso da una psiche malata, tanto malata da telefonare al distretto di Polizia per lamentarsi della poca attenzione che la stampa gli ha dedicato. Kit cerca Morris. Inizia un rapporto simbiotico tra i due e le loro rispettive “carriere”.

Note di regia
Un killer in città, può provocare il caos, e che detective lo impacchetterà” canta Morris ad un certo punto della commedia. Questa frase stigmatizza il percorso dei due protagonisti. Kit, uccidendo, ottiene la prima pagina del New York Times, secondo la sua mente malata raggiunge il successo. Morris ne diventa l’inseguitore e potenziale carnefice, dando lustro alla sua sbiadita carriera. Nutrendosi uno dell’altro, iniziano una gara senza esclusione di colpi che, inevitabilmente, avrà un solo vincitore.

Se volessimo addentrarci brevemente in una descrizione più profonda del loro rapporto, potremmo tranquillamente asserire che, sebbene in forma assai più lieve e edulcorata, sono l’uno il compendio dell’altro, quasi a voler risvegliare un saggio shakespeariano a firma di René Girard intitolato ‘Il Teatro dell’Invidia’ in cui si descrive quella spirale che, a partire dal desiderio dell’essere di un altro (il desiderio mimetico), innesca un conflitto la cui violenza è domata solo sporadicamente mediante il sacrificio di una vittima designata.
Si intrecciano le vite dei nostri due eroi e del loro “Amore” (come dice Shakespeare ne I Due Gentiluomini di Verona): l’uno per l’altro, con altri rapporti normali e protagonisti di vite terrene: due madri, tre vittime ed una affascinante giovane donna dell’Upper Class newyorkese, che contribuirà non poco a mettere confusione nella vita del povero Detective Morris Bromo.

Appunti di viaggio di Gianluca Guidi
Ciò che più atterrisce un regista è scrivere le note di regia o la presentazione di uno spettacolo che metterà in scena dopo 6 mesi. Spesso le buone idee arrivano poco prima della prova generale, e mentre sei felice di aver risolto uno o più problemi, ti dici: “bello, certo le note di regia di sei mesi fa… ah, se avessi potuto scriverle ora!”
Nel caso di ‘Serial Killer per Signora’, però, – mi si consenta il paragone più che mai azzeccato – si tratta di un ritorno sulla scena del delitto.  Era il 2001 quando ho prodotto e diretto (senza interpretarlo) questo spettacolo per la prima volta. Fu un’esperienza felice: la mia prima regia. Piacque tantissimo, mettendo d’accordo critica e pubblico. A distanza di quindici anni ne curo una seconda edizione, con delle differenze: non produco più, ne sono sempre il regista, interpreto uno dei due ruoli maschili ma spero nel medesimo esito.
Ecco perché reputo più appropriato chiamare queste poche righe ”appunti di viaggio”.

Il testo di Douglas J. Cohen (autore sia delle musiche che della drammaturgia) mi è familiare da 15 anni, ed il mio viaggio teatrale dopo 3 lustri mi riporta qui. Il teatro, tendenzialmente, dovrebbe sempre raccontare una storia; a volte, purtroppo, la si sacrifica per qualche non meglio identificato onanismo di palcoscenico che non porta acqua al mulino di nessuno. Dalla precedente edizione porto con me la brillante e colta versione delle liriche di un grande maestro della musica leggera italiana Giorgio Calabrese, la direzione musicale originale di Riccardo Biseo con materiale aggiunto e orchestrato da Ciro Caravano e parte della traduzione di allora a firma del mio grande amico Gianni Fenzi.

Dopo il successo di ‘Taxi a due piazze’, virare decisamente verso qualcosa di completamente diverso, è sembrata la scelta più naturale che Giampiero Ingrassia ed il sottoscritto avrebbero dovuto fare. Speriamo di incontrare di nuovo il favore di pubblico e critica che ci hanno accompagnati nel precedente spettacolo. E poi chissà, magari faremo un viaggio sulla luna, che di ‘sti tempi, anche per disintossicarsi un po’…
Con il medesimo affetto che dura da 30 anni di palcoscenico, ma (purtroppo) un po’ più disilluso.
Vostro
Gianluca Guidi

Per ulteriori consultare il sito Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro.

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