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Appello Forum delle Associazioni Sociosanitarie per lotta al Covid-19

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Aldo Bova


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Dichiarazione del Presidente Aldo Bova

Riceviamo e pubblichiamo.

In un momento davvero complesso per il mondo e la nostra nazione nella morsa della tristemente nota pandemia, appare più che interessante e costruttivo l’appello lanciato dal Forum delle Associazioni Sociosanitarie per il Bene Comune in fase Covid ed espresso dal Presidente, il professore Aldo Bova.

Ha detto l’attento numero uno del prestigioso sodalizio:

Stiamo vivendo un momento storico di grande delicatezza e di grande difficoltà per la Pandemia da Coronavirus. L’infezione si diffonde quotidianamente di più, colpendo tutti i territori del nostro paese, tutte le fasce sociali, tutte le età, divenendo molto pericolosa, in particolare, per i più anziani con pluripatologie.

Ma, non sono esclusi i giovani ed i sani, che possono anch’essi essere colpiti, raramente , anche seriamente. Siamo tutti, tutti esposti al rischio di contagio. Il contagio si diffonde innanzitutto attraverso le goccioline che escono dal cavo orofaringeo.

Ogni giorno che passa la situazione sociale diviene più difficile e complessa perché aumentano i contagiati e le persone da porre in quarantena; aumentano le persone da tamponare; aumentano le persone abbisognevoli di studio e di approfondimento della propria condizione patologica da Covid; aumentano i disagi socioeconomici, con attività lavorative costrette a chiudere, con aumento di disoccupati o di lavoratori che vengono posti in cassa integrazione, con persone e famiglie che vanno incontro a povertà estrema, con vertiginoso abbassamento del PIL, con genesi di pericoloso clima di violenze da parte di facinorosi delinquenti.

Ancora, aumentano i disagi per la maggior parte di tutti gli ammalati per le solite patologie, in alcune regioni sono chiusi gli ambulatori e tutte le attività ospedaliere di routine, e aumenta la diseguaglianza nella cura della salute fra le persone con condizione economica e culturale diversa, naturalmente hanno tristemente la peggio i poveri e gli incolti.

Di fronte a questa situazione, conoscendo la dinamica sostanziale, ben acclarata, dell’infezione da Coronavirus, cosa possono fare i cittadini che riescono a tenersi in una condizione di serenità e che vogliono in modo semplice ed efficace dare un contributo per bloccare la diffusione del Covid.

Cosa possono fare per ottenere che la situazione pandemica, che viviamo, si riduca, al di là di tutti i ragionamenti grossi , problematici e con tanti chiaroscuri relativi a vaccini, ad anticorpi monoclonali e quant’altro?

Cosa può fare la Chiesa, oltre a dare il grande supporto economico, sociale, di dono di beni essenziali con la Caritas e strutture similari? Cosa possono fare le Associazioni cattoliche impegnate nel sociale, parlando, in particolare, di quelle che si occupano di vita e di salute?

Penso che possano fare molto, direi moltissimo, con un’azione culturale, formativa e motivazionale, invitando in modo attivo, insistente e bene organizzato, le persone che si possono raggiungere: ad approfondire e conoscere la via di diffusione del virus; a conoscere bene, senza grandi agitazioni, i danni che può generare il Coronavirus, ad adoperare sempre la mascherina fuori casa e quando si entra in rapporto con altre persone, anche in casa; a rispettare il distanziamento; ad evitare gli assembramenti; a sapere che il punto di riferimento vero per la salute deve essere il medico di famiglia e acquisendo l’idea chiara e concreta che nessuno si salva da solo e che siamo tutti nella stessa barca.

Penso che, se il mondo laicale cattolico, che si occupa di salute, riesce a svolgere, stando unito e condividendo le iniziative, questo compito importantissimo, si può dare un grande contributo “concreto” alla lotta al Covid.

Il Forum delle Associazioni Sociosanitarie con le sue nove belle realtà crede in questa azione e agisce ed agirà in questo senso, ritenendo che seguendo Cristo e volendo stare in Cristo, bisogna agire uniti per il Bene Comune.

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