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Antiche sere

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Antiche sere di Vincenzo Cacace


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Olio su tela, cm.60×40

Nelle sere di Menfi, quando dorme il coccodrillo…
Nelle sere di Eliopoli, quando veglia il Gran Sacerdote…
Nelle sere tebane, non dorme mai il Faraone, perché attende il messaggio degli astri e intanto scruta il cammino delle ombre… sagome scure… esse sono, allineate in un solco inciso dalla geometria dell’ultima rossastra luce che, si perde all’orizzonte… intanto…
cantano salmodiando gli Jerofanti rivolti ad ogni strofa ai diversi punti cardinali… profferendo giaculatorie… e rivolgendosi ai veglianti… ai custodi divini ed umani della Notte…

Perché domani, ancora arriverà il mattino e come un baluginio illuminerà per primo il “puntale” esposto ad Oriente e in un istante con guizzo serpentino, scivolerà sul dorso della Grande Piramide.

L’arido deserto risplenderà di mica e di silicio… prosciugato rapidamente il velo finissimo della rugiada… un attimo del risveglio infuocato di Ra…

Ma… la Sera…! Non è solo… l’avvicendarsi di un moto astronomico… nella “minima azione” del Motore Universale… è al di là di tutto, la “matassa” degli infiniti filamenti della Memoria degli uomini.

La Sera poi… quella Antica che, ha chiuso i giorni di chi c’era e in proiezione di chi sarebbe stato… una “reminiscenza” atavica… ancestrale è nel ricordo di ognuno, quella raccontata ed in cui si raccontavano i padri… i nonni… gli avi… una sognante navigazione nella Nebulosa dell’Archetipo… che, poi s’invocherà come un “aiuto” che si vuole ricevere… subito, per trarci d’impaccio dal vicolo cieco della solitudine!

Ognuno sta solo sul cuore della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Salvatore Quasimodo

Quale equilibrio è infine da cercare tra Solarità e Oscurità… tra Clamore… e Solitudine… tra Agitazione del Vivere… e sempre più spesso del “sopravvivere” e Riflessione dell’Esistere.

Spente Civiltà rivivono in noi… che siamo stati bimbi ancora in fasce… abbandonati in ceste di vimini o di papiro sulle acque del Nilo…o trovati da una “lupa” sulle rive del Tevere…

Forse sui bastioni di Aldebaran, di Andromeda o di Capella… altri noi stessi, assorti… guardano le Stelle… e nel loro cuore durante giorni infuocati hanno sperato di addolcire la fatica di vivere in quel… “farsi, subito sera”…

E… i colori, vivono… pulsano… ed anch’essi prendono le sembianze di un diverso sentimento della realtà… ed il loro intonarsi prettamente “serale” si fa più intimo… più personale… il “cretto” stesso in cui stendere la trama dell’esistenza ha ora un’aura cobaltina … e la pelle sembra “unta” da un olio dorante…
Unti dunque per essere investiti in una funzione di equilibrio… perché nella Sera la luce è polarizzata e… mette in luce…
Quindi ciò che è degno di rilievo viene alla Luce.

È vero… io amo la sera… ormai lo sapete…ma non rifuggo il giorno, ne lo detesto… se in esso si rende possibile costruire quel viatico che attraverso la Sera della Memoria di tutto ciò che si è incarnato si può instradare il nostro più creativo ed amorevole sentimento nel Tempo Eterno del Creato.

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Autore Vincenzo Cacace

Vincenzo Cacace, diplomato all'Istituto d'Arte di Torre del Greco (NA) e all'Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato allievo di Bresciani, Brancaccio, Barisani, ricevendo giudizi positivi ed apprezzamenti anche dal Maestro Aligi Sassu. Partecipa alla vita artistica italiana dal 1964, esponendo in innumerevoli mostre e collettive in Italia e all'estero, insieme a Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ugo Attardi, e vincendo numerosi premi nazionali ed internazionali. Da segnalare esposizioni di libellule LTD San Matteo - California (USA), cinquanta artisti Surrealisti e Visionari, Anges Exquis - Etre Ange Etrange - Surrealism magic realist in Francia, Germania e Italia.