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Ancora sulla questione femminile in Massoneria – II e ultima parte

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Donne in Massoneria


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Esotericamente si dice che l’uomo è attivamente passivo e la donna passivamente attiva.

In questo enigma probabilmente sta il nostro percorso di massoni, chiamati a diventare Uomini Liberi abbandonando i metalli delle passioni, dei pregiudizi, dei desideri inappagati, dalle pretese dissolventi per passare dal caos della profanità all’ordine dello Spirito.

Nell’iconografia tradizionale indù il dio Shiva è spesso raffigurato, nell’atto dell’amplesso, immobile sotto Shakti o Prakriti che è plasticamente ritratta in movimento. In questa rappresentazione si coglie tutto il senso della vera virilità spirituale.

L’uomo esercita la propria sovranità come motore immobile che non agisce in senso proprio ma lascia al principio femminile il compito di muoversi e suscitare il dinamismo della creazione.

Se la manifestazione, la presenza del fallo è solo la materializzazione organica di un sentire interno, lo stesso, nel caso della donna, avviene grazie all’utero.

Carol Tiggs, allieva insieme a Carlos Castaneda di Don Juan, in un’intervista ha dichiarato:

L’istruzione che venne data a noi non era affatto simile a quella impartita
a Carlos Castaneda per la semplice ragione che noi siamo donne. Abbiamo organi che gli uomini non hanno: le ovaie e l’utero, organi di capitale importanza, i quali, secondo gli stregoni, permettono alle donne di entrare facilmente in aree di consapevolezza estranea.

Le donne incarnano archetipi profondamente diversi da quelli maschili. Come un’anonima cercatrice quando le donne ascoltano il richiamo dell’anima e si avvicinano all’Uno, è in quel momento che naturalmente iniziano a mostrare i tratti distintivi della Dea che vive in loro.

Per motivi di tempo cito solo tre potenze femminili, focali da un punto di vista iniziatico.

Estia o Vesta, la dea romana del focolare, introversa, auto centrata e autosufficiente, capace di realizzarsi anche senza la presenza di un uomo. E la potenza femminile che sovraintende alla conservazione della Tradizione. Le Vestali vegliavano sul fuoco sacro ma non lo potevano accendere.

Atena, dea greca della saggezza e protettrice dei mestieri, la Minerva dei Romani. Questa dea vergine, attributo del Maestro Venerabile, è la rappresentazione della Sapienza. Capace di alleanze con l’uomo, Minerva nasce, armata di tutto punto, dalla testa, quindi dal pensiero di Zeus, theu noesis, per combattere guerre non distruttive finalizzate al ristabilimento dell’ordine.

Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, sovraintende ad ogni processo di trasformazione e trasmutazione. In Loggia ispira il lavoro del 2° Sorvegliante ed è una presenza ammonitrice per gli Apprendisti che dovranno imparare a sgrossare la pietra grezza usando la forza con armonia e senza brutalità.

La realizzazione del cammino massonico, legato ai Piccoli Misteri propri delle Corporazioni di Mestiere, si compie, almeno potenzialmente, attraverso la progressiva costruzione del Tempio interiore che coincide con la riconquista dello stato naturale di Uomo Universale, l’Adam Kadmon, nella particolar forma archetipica del Costruttore Hiram, riflesso del G.A.D.U..

Sia l’uomo, sia la donna qualificati sono chiamati a percorrere la via del ritorno verso lo stato edenico primordiale.

Come ha scritto un Maestro:

È assolutamente aberrante pensare e affermare che soltanto l’essere maschile può accedere all’iniziazione e non anche la creatura femmina.

L’uomo e la donna di oggi sono esseri incompiuti, però entrambi, se qualificati, possono risalire la scala del Paradiso attraverso l’iniziazione. Ma seguendo nel percorso le loro intime differenze di polarità che, pur se sbilanciate in questa fase di Kali Yuga, l’iniziazione ha la possibilità di regolarizzare e rendere compiute.

La relazione tra due esseri in evoluzione verso un comune obiettivo può essere estremamente feconda poiché la contaminazione positiva tra le polarità maschili e quelle femminili produce una dialettica che può dare origine a d un pensiero nuovo e creativo. Ma a patto che si rispettino le reciproche diversità.

Ha scritto Kahlil Gibran:

Riempia ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da un’unica coppa. Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo.

Confusamente e curiosamente tutto questo già avviene in modo virtuale sui social, anche se con scarsa o nessuna consapevolezza dell’approccio e del metodo da utilizzare, e, ovviamente, all’interno di Comunioni massoniche miste e universalistiche.

Sia l’uomo che la donna per la propria reintegrazione e il proprio risveglio hanno bisogno degli stessi strumenti: la spoliazione dei metalli, il metodo del VITRIOL e la consegna del silenzio, che ha, fra le altre, la funzione di sigillare ermeticamente l’Athanor interiore per far sì che possa emergere l’autentica voce di se stessi.

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Hermes

Autore Hermes

Sono un Massone qualsiasi. Orgogliosamente collocato alla base della Piramide. Ogni tanto mi alzo verso il vertice per sgranchirmi le gambe. E mi vengono in mente delle riflessioni, delle meditazioni, dei pensieri che poi fermo sul foglio.