Intervista al prestigioso medico napoletano
Professionalità, umanità, disponibilità e grande competenza sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono Altiero Biello, medico partenopeo specializzato in infertilità di coppia, endoscopia, chirurgia mininvasiva, senologia, ecografia ginecologica e ostetrica, menopausa e nutraceutica.
Attualmente, svolge la sua attività pubblica presso l’ASL Napoli 2 Nord e la sua attività libero-professionale presso diversi centri privati.
È autore di svariate pubblicazioni scientifiche, con interesse a livello regionale, nazionale e internazionale, e membro attivo di prestigiose società scientifiche, tra cui SIEOG, SEGI, AOGOI, SIGO e S.I.Di.P..
Ma conosciamolo meglio.
Eserciti la professione di ginecologo, ma parlaci un po’ di te, del tuo percorso di studi, della tua formazione.
Sono passato da studi di scienze motorie per poi dedicarmi allo studio del corpo umano e dei suoi meccanismi, poiché sportivo e pluricampione in discipline come le arti marziali, e, successivamente, motivato da grande interesse per lo studio dell’organismo umano, ho conseguito la laurea in Medicina e chirurgia e la specializzazione in Ginecologia presso l’Ateneo napoletano.
Ho ottenuto il massimo dei voti e lode in tutte le mie esperienze proprio perché guidato dalla passione per l’arte medica, come la descrivevano i nostri antenati.
All’epoca, il percorso di studi prevedeva che i medici operassero un internato obbligatorio in forma gratuita, diversamente da oggi, in divisioni di medicina e chirurgia, per l’acquisizione e il perfezionamento di quegli strumenti necessari all’esercizio della professione.
La mia esperienza in tal senso è passata, tra le altre, in divisioni di chirurgia d’urgenza e per il reparto di chirurgia plastica e ricostruttiva e centro ustionati.
Qui iniziai a comprendere il senso di una chirurgia che fosse rispettosa, meno invasiva e ricostruttiva quanto più possibile nei confronti dei pazienti e indirizzai i miei studi verso una chirurgia mini invasiva e rispettosa dei risultati estetici oltre che funzionali.
Per molti anni ho frequentato l’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli, dove ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare il prof. Guglielmo Magli, ritenuto giustamente a quel tempo un luminare soprattutto in campo chirurgico e oncologico.
Sono stati anni molto duri, di completa dedizione alle attività ospedaliere ma anche molto formative e che mia hanno consentito poi di avere le spalle larghe. Dopo oltre 10 anni ho scelto di arricchire la mia esperienza recandomi in numerosi centri sia in Italia che all’estero, approfondendo le mie conoscenze anche in endoscopia e, quindi, laparoscopia e isteroscopia, diagnosi prenatale e infertilità di coppia per ciò che riguarda le tecniche più avanzate di procreazione medicalmente assistita.
Quindi, con alcuni colleghi, allestimmo a Napoli il primo centro di procreazione medicalmente assistita che possedesse un micromanipolatore per effettuare quella che, a metà degli anni 90, fu la tecnica innovativa da affiancare alla già nota FIVET e cioè la ICSI.
Dopo aver ottenuto varie certificazioni, centinaia di attestati e prodotto numerosi lavori e pubblicazioni in Italia e all’estero, la mia attenzione si è rivolta allo studio delle coppie infertili, alle patologie femminili non più viste come malattia di un singolo organo ma con una visione d’insieme, più olistica, e che tenga conto del fatto che i nostri organi e apparati sono intimamente collegati tra di loro come sempre più la medicina afferma.
Purtroppo, molto spesso, si tende a considerare l’organismo come costituito da un insieme di parti tra loro assolutamente separate, mentre nella realtà delle cose vi sono continui messaggi ormonali, biochimici, nervosi, che mettono in comunicazione tra loro queste parti, con un ruolo sempre più preminente del sistema nervoso autonomo, della psiche e del microbiota.
Tutto questo si traduce in un metodo diverso per trattare le affezioni femminili dalle più banali come la vaginite, alle più complesse come l’endometriosi.
Altro aspetto assolutamente da non trascurare riguarda l’umanizzazione delle cure, che va ricercata sempre nel rapporto tra medico paziente per fari sì che il malato non sia considerato un numero, ma un preciso essere bisognevole di cure anche supportate da interventi psicologici quando necessari.
Il paziente va accolto ed accompagnato per mano lungo il percorso diagnostico e terapeutico con molta attenzione e delicatezza.
Qual è la differenza fra le tecniche citate?
Certamente, e cercherò di sintetizzare. La FIVET, Fertilizzazione In Vitro ed Embryo Transfer, è una tecnica di procreazione medicalmente assistita, che prevede la fecondazione in vitro e il successivo trasferimento dell’embrione in utero.
È sicuramente la più nota, poiché ha permesso la nascita della prima bambina concepita in provetta nel 1978, Louise Brown.
L’iter terapeutico prevede, nella maggioranza dei casi, una stimolazione ovarica con farmaci, solitamente definiti Gonadotropine, al fine di avere più ovuli da sottoporre a fecondazione in vitro anziché il singolo ovulo che la donna produce fisiologicamente ogni mese.
Quando, attraverso un attento monitoraggio ecografico e dei dosaggi ormonali, si ha la conferma della maturazione degli ovuli, si procede al recupero transvaginale degli ovociti sotto guida ecografica.
Come viene effettuato il prelievo?
In circa 10 minuti, senza intubazione e in sedazione, con farmaci rapidamente smaltiti ma che consentono alla paziente di non aver dolore e di restare immobile durante la procedura, che è piuttosto delicata, in quanto, con una sonda e sotto guida ecografica, viene inserito un ago dai fornici vaginali, il quale va a pescare o aspirare direttamente nell’ovaio gli ovociti all’interno dei follicoli ottenuti.
All’uomo viene richiesto di produrre un campione di liquido seminale. I gameti, a questo punto, vengono collocati insieme in una provetta, in vitro, ed è qui che avverrà la fecondazione, ovvero l’incontro tra ovulo e spermatozoo, necessario alla formazione di un embrione, FIVET. Questo incontro avviene in modo naturale, senza manipolazioni o interventi meccanici.
Dopo un intervallo di 3 – 5 giorni, uno o più embrioni posti in incubazione e monitorati vengono impiantati direttamente nell’utero della donna.
Nella ICSI, Intracytoplasmic sperm injection, indicata nei casi di infertilità maschile grave dovuta ad un basso numero di spermatozoi o dalla mobilità ridotta, la procedura di prelievo dei gameti è la stessa della FIVET, ma, in tal caso, il loro incontro, ovvero la fecondazione, avviene meccanicamente: con un’iniezione nel citoplasma, cioè all’interno delle cellule germinali femminili dette ovociti, attraverso un apposito micromanipolatore.
La coltura dell’embrione è la medesima, così come pure il successivo transfer embrionale.
Altra tua passione sono gli studi tradizionali tanto da aver fondato l’Associazione Culturale “Il filo sotterraneo: oltre la nebbia”; approfondiamo?
Sono da sempre un cultore di studi tradizionali e, attraverso i miei approfondimenti, sin dall’età giovanile, ho potuto constatare, le numerose incongruenze relative allo sviluppo della civiltà umana che, come appare dalle numerose e continue testimonianze di studiosi, traduttori ed archeologi indipendenti, pare rifarsi a un unico filo conduttore le cui origini sembrano risalire alla notte dei tempi in un’antichissima tradizione e cultura.
Il filo sapienziale che ne proviene sembra appunto essersi propagato attraverso i miti disseminati sul pianeta, antiche scritture, testimonianze di opere archeologiche megalitiche e, talora in maniera silenziosa e riservata, attraverso appunto un “filo sotterraneo” legato al simbolismo.
Nella nostra associazione, tra l’altro, proviamo ad indagare le innumerevoli correlazioni tra antiche pratiche, tradizioni ancestrali e antropologi risvolti nelle recenti scoperte scientifiche, proprio per diramare quella nebbia che avvolge troppe branche del sapere.
La piacevole conversazione con Altiero si conclude, come tutte le volte che ci incontriamo è stata una chiacchierata piacevolissima, ci lascia un sorriso sulle labbra e il proposito di rivederci presto.
I nostri lettori avranno modo di conoscerlo meglio nelle prossime settimane, ma non vi sveliamo ancora perché.
Per prenotare una visita è possibile contattare il Dott. Altiero Biello alla mail abdoc60@yahoo.com o al numero 335-5653424.
Autore Pietro Riccio
Pietro Riccio, esperto e docente di comunicazione, marketing ed informatica, giornalista pubblicista, scrittore. Direttore Responsabile del quotidiano online Ex Partibus, ha pubblicato l'opera di narrativa "Eternità diverse", editore Vittorio Pironti, e il saggio "L'infinita metafisica corrispondenza degli opposti", Prospero editore.













