UNCI AgroAlimentare: Serve tavolo tecnico regionale
Riceviamo e pubblichiamo.
La diffusione del Cinipide del Castagno sta mettendo a rischio l’intera filiera castanicola campana.
L’UNCI AgroAlimentare, dopo aver raccolto le istanze delle cooperative aderenti e dei castanicoltori, lancia l’allarme: la presenza del parassita, ormai segnalata in tutte le province della Campania, rappresenta un peggioramento evidente del quadro fitosanitario regionale e richiede un intervento immediato.
Il Presidente nazionale di UNCI AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio, dichiara:
Le segnalazioni che stiamo ricevendo da produttori, amministrazioni locali e cooperative indicano un peggioramento rapido e preoccupante della situazione. Il castagno è una risorsa economica, ambientale e culturale della Campania.
Non possiamo permettere che un parassita comprometta la stagione in corso e quelle future.
Chiediamo, quindi, alla Regione l’istituzione urgente di un tavolo tecnico permanente per coordinare monitoraggi, interventi e strategie di contenimento.
Sulla base delle rilevazioni raccolte da UNCI – Federazione Regionale Campania, tramite il proprio rappresentante del settore Massimo Oricchio, unitamente ai responsabili delle federazioni UNCI di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno è stato possibile effettuare un monitoraggio delle criticità sui territori:
• Cilento. Le segnalazioni sono in aumento e arrivano da aree già colpite negli anni scorsi. Comuni come Futani hanno già chiesto supporto. Le galle sono numerose e diffuse, segno di una ripresa dell’infestazione.
• Casertano, Area di Roccamonfina. Le infestazioni stanno interessando zone prima marginali. La densità di galle per rametto è aumentata rispetto allo scorso anno. Questo indica una pressione crescente del parassita.
• Irpinia, Distretto della Castagna di Montella IGP. L’allarme è alto. L’Irpinia ha già combattuto duramente contro il cinipide. Ora serve una risposta immediata per evitare un nuovo crollo produttivo.
• Sannio, Area di Montesarchio. Le cooperative segnalano un peggioramento significativo. La situazione è grave e richiede azioni immediate. Il cinipide compromette la formazione delle gemme e indebolisce la pianta, con effetti che si trascinano per anni.
• Monti Lattari, Area di Pimonte e Monte Faito. In dodici mesi la situazione è peggiorata. Siamo passati da poche segnalazioni a un vero allarme territoriale.
UNCI AgroAlimentare chiede alla Regione Campania l’attivazione immediata di un Piano regionale coordinato, articolato in quattro azioni:
• monitoraggio e mappatura sistematica con rilevamento della diffusione del parassita su base provinciale e distrettuale;
• lotta biologica e integrata: potenziamento dei lanci del Torymus sinensis, antagonista naturale del cinipide;
• istituzione di un tavolo tecnico regionale con enti fitosanitari, distretti, consorzi e organizzazioni agricole;
• assistenza tecnica, formazione e misure di sostegno per le aziende colpite.
Il Presidente Gennaro Scognamiglio conclude:
Il castagno campano è un patrimonio da difendere. UNCI AgroAlimentare è pronta a collaborare con la Regione e con tutti gli attori del settore per garantire una risposta tempestiva ed efficace. La stagione 2026 non può essere lasciata al caso.













