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Alimentazione infantile

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Alimentazione infantile


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Come deve essere l’alimentazione dei bambini? Prima di tutto per avere un’adeguata alimentazione è necessario che quella dei genitori sia sana e bilanciata, perché i bambini assimilano tutto quello che osservano, quindi se in casa il momento dei pasti è vissuto in maniera sbagliata è naturale che anche quello dell’infante sarà scorretto.
I bambini dovrebbero mangiare 3 pasti al giorni più 2 – 3 spuntini: non è importante la distribuzione dei macronutrienti nell’arco della giornata, ma la qualità delle materie prime, proponendo alimenti nuovi ed assecondando la curiosità dei bambini.

La cosa importante è che i genitori imparino o non sovrastimare le necessità dietetiche dei figli:
– bambini in sovrappeso a cui si offre continuamente cibo;
– merendine densamente energetiche come spuntini;
– compensazione di quello che non si mangia a tavola con pane o dolci pensando “almeno qualcosa ha mangiato”.

Fabbisogni calorici nella prima infanzia

Peso Maschi (Kcal) Femmine (Kcal)
10 – 11 kg 1 anno 880 Kcal 790 Kcal
12 – 15 Kg  2 anni 1100 Kcal 1050 Kcal
16 – 17 Kg 3 anni 1350 Kcal 1250 Kcal

Cosa sono le wonder week?
Le cosiddette settimane prodigio di scatto della crescita cognitiva: iniziano dalla nascita fino a circa 20 mesi.
Avete mai avuto l’impressione che da un giorno all’altro vostro figlio sembri più indipendente e perspicace? O che abbia un cambio di personalità? È proprio così che si presentano le wonder week: in ogni bambino periodicamente si hanno trasformazioni dell’encefalo e nel sistema nervoso che gli permettono di essere più autonomo e acuto. Queste settimane sono precedute da momenti di apparente regressione, detti periodi turbolenti.

Inizialmente sono cambiamenti repentini che possono durare pochi giorn i/ ore; successivamente si protraggono per 1 – 5 settimane.
Ogni scatto rende il bambino più capace e indipendente.

È stato stimato che in 20 mesi si hanno ben 10 scatti di crescita cognitiva.
Durante questi momenti i bambini piangono più spesso, possono per esempio fare le bizze durante il cambio di pannolino, o iniziare ad avere problemi di insonnia, richiedono più coccole, fanno capricci nel mangiare.

L’unica cosa da fare è essere ancora di più presenti, rassicurandoli e coccolandoli.
I genitori devono star loro accanto in maniera serena mostrando maggiore comprensione e proponendo attività rilassanti come passeggiate all’aria aperta o semplicemente leggendo un libro o raccontando una favola.

Ed invece la Sindrome picky-fussy?
Consiste nell’improvviso rifiuto di mangiare il cibo che fino ad allora era considerato “conosciuto”.

Lo sviluppo di questa sindrome sembra essere correlato a diversi fattori:
– pressioni a mangiare;
– introduzione di cibo prima dei 6 mesi;
– comportamento scorretto nel modo di alimentarsi dei genitori;
– introduzione tardiva dei cibi che si masticano;
– utilizzo di alimenti confezionati, troppo dolci e junk food.

Si presenta da 1 a 3 anni e se non si interviene, potrebbe prolungarsi per tutta la vita.
Sono maggiormente colpiti i bambini più sensibili che assorbono lo stress della famiglia, o che sono influenzati da comportamenti errati dei genitori.

Conseguenze:
Possono svilupparsi disturbi dell’alimentazione.
La sindrome, se protratta nel tempo, può portare a carenze minerali e vitaminiche, e a un ridotto intake calorico.
Il cibo viene utilizzato come strumento di ricatto e manipolazione dei genitori.

Cosa si può fare?
È importante garantire un clima sereno a tavola.
Essere un buon modello per il proprio figlio.
Non insistere, non ricattare, non arrabbiarsi o allarmarsi.
Bisogna cercare di essere il più sereni possibili, di affrenare il momento dei pasti senza ansia, pensando al se mangerà. Per quanto possa essere snervante è fondamentale mantenere la calma per non trasmettere al bambino lo stress che si sta vivendo.

Cercare di tenere sempre a mente che:
la percezione di “giusto / sbagliato” non è innata, il bambino non capisce che un cibo può fare male o bene se il genitore non gli trasmette il messaggio.
Il bambino “imita”, i genitori sono per lui un modello di comportamento.

Quindi quali sono le strategie da adottare?
Fare in modo di tenere sempre un comportamento coerente circa le scelte alimentari: il bambino è disorientato dall’incoerenza, non la comprende.
Farlo partecipe attivamente nell’educazione alimentare: farsi aiutare in cucina e, man mano che cresce, coinvolgerlo in piccoli esperimenti culinari. Ed avere tanta tanta pazienza.

Qualche consiglio alimentare:

Colazione
Pane tostato con burro e marmellata e un bicchiere di latte

Spuntino
Frutta

Pranzo
Pennette al ragù
Frittatina
Porzione di verdure

Merenda
Pane con olio e un pizzico di zucchero

Cena
Polpette di pesce
Porzione di verdure

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Alessandra Cirillo

Autore Alessandra Cirillo

Biologa nutrizionista, libero professionista. Corso di perfezionamento in alimentazione e nutrizione umana. Esperta nella nutrizione in età pediatrica e della sfera femminile a 360°. Appassionata di tutto ciò che riguarda la nutrizione. Il mio motto è "aggiornarsi, sempre".