Home Rubriche Da Oriente a Occidente Abbiamo un Destino segnato?

Abbiamo un Destino segnato?

300
Destino segnato


Download PDF

Un viaggio tra Destino e Morale

Ora che ho saputo di essere letto anche da una “giovanissima filosofa” e che poi vengo analizzato e discusso, in compagnia di un’amorevole madre che ha tanto a Cuore la crescita del senso critico della propria figlia, mi sento ancor più spronato a rendere semplice ciò che è apparentemente difficile.
L’argomento di oggi è: “Destino e Morale”.

È già tutto scritto? Esiste il fato? Il nostro cammino è già segnato?

Questo non lo posso dire e non lo posso sapere, ma usando la logica posso essere certo di una cosa: “Se tutto fosse già scritto, non avrebbe senso alcuna morale”.

Per qual motivo?
Come potrei essere giudicato per qualcosa, nel bene o nel male, dal momento che il merito, o demerito, non sarebbe mio, ma di un destino già scritto che mi avrebbe condotto ad agire in un modo o nell’altro? Dove sarebbe la mia responsabilità per un’azione malvagia e dove sarebbe il mio merito per una buona azione?

Se tutto è già scritto io non posso fare diversamente da quanto scritto.
Quello che accade non accade perché io l’ho deciso, bensì perché non avrebbe potuto NON accadere.

A chi, a questo punto, mi chiede:

Ma allora è sbagliato credere nel destino?

la mia risposta è semplice ed elementare:

Un insegnante non deve sentirsi in diritto di affermare cosa sia giusto o sbagliato, perciò potrei rispondere solo se ci credo o meno, che è ben diverso dal formulare concetti assolutistici.

Un maestro che si pone al servizio della Conoscenza, per dirla con Zagrebelsky, pillolina per i più grandicelli che possono leggersi ‘Mai più senza Maestri’, non ha il compito di decidere per gli altri, bensì il triplice dovere di far conoscere, far comprendere e aiutare a giudicare da sé.

Per Montaigne la mente non è un vaso da intasare, bensì un fuoco da accendere e, per tale ragione, un’insegnante deve solo apportare legna da ardere e attizzare qualche scintilla. Il problema che si pone, semmai, consiste nel fatto che, a volte, ci sia tanta legna e anche chi organizza scintille quando, dall’altra parte, invece, manca il caminetto.

Si sa, una testa vuota, non può essere accesa da nessuno, nonostante la buona volontà di illuminarla.

Print Friendly, PDF & Email
natyan

Autore natyan

natyan, presidente dell’Università Popolare Olistica di Monza denominata Studio Gayatri, un’associazione culturale no-profit operativa dal 1995. Appassionato di Filosofie Orientali, fin dal 1984, ha acquisito alla fonte, in India, in Thailandia e in Myanmar, con più di trenta viaggi, le sue conoscenze relative ai percorsi interiori teorici e pratici. Consulente Filosofico e Insegnante delle più svariate discipline meditative d’oriente, con adattamento alla cultura comunicativa occidentale.