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‘A family trilogy’ a Torinodanza Festival 2019

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Kind © Olympe Tits, Peeping Tom


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In scena il 1°, il 3 e il 5 ottobre alle Fonderie Limone di Moncalieri (TO)

Riceviamo e pubblichiamo.

Torinodanzafestival 2019 dedica uno spazio particolare alla compagnia Peeping Tom di Gabriela Carrizo, Argentina, e Franck Chartier, Francia, presentando, alle Fonderie Limone di Moncalieri (TO), la Trilogia della Famiglia, un’occasione unica che concentra in pochi giorni la visione delle ultime creazioni del gruppo: ‘Kind – Figlio’, 2019′ il 1° ottobre alle 20:45; ‘Moeder – Madre’, 2016 il 3 ottobre alle 20:45; ‘Vaver – Padre’, 2014, il 5 ottobre alle 20:45.

I Peeping Tom sono riconosciuti nel panorama internazionale quali autori di originalità indiscussa, creatori di una forma di teatro-danza dallo stile unico, tagliente, radicale: in questo progetto i due registi – coreografi danno vita al ritratto affilato, pungente, paradossale di un’istituzione speciale, la famiglia appunto, indagando sulle emozioni profonde e le contraddizioni nascoste nelle costellazioni familiari. Lo spettacolo è in lingua inglese con i soprattitoli in italiano.

Il 30 settembre 2019. Alle ore 21:00, al Cinema Massimo / Sala Rondolino, Torinodanza e Museo Nazionale del Cinema, presenteranno ‘Third Act’ di Lotte Stoops & Mieke Struyve, un documentario che segue la famiglia di Peeping Tom nel mondo, raccontando storie teatrali e storie di vita.

Le schede degli spettacoli

Vader (Padre) – Moeder (Madre) – Kind (Figlio): A Family Trilogy, composta da Peeping Tom tra il 2014 e il 2019, è un’esperienza poetica immersiva, un incontro ampio e profondo con la compagnia belga dal tratto personalissimo, riconosciuta come una delle avanguardie più incisive della nuova scena europea. L’estetica iperrealista che li caratterizza è espressa da artisti polivalenti, in grado di farsi interpreti della più raffinata arte circense come della pratica attorale più tradizionale.

I tre spettacoli mostrano personaggi astratti e allo stesso tempo concreti, simboli di paure e desideri, che riflettono sul lato oscuro che movimenta le nostre esperienze collettive. Attraverso la loro opera, Gabriela Carrizo e Franck Chartier hanno sempre cercato nuovi punti di vista per raccontare universi mentali paralleli, governati da leggi ancestrali, in cui paure, nevrosi e fantasie individuali incidono sulle interazioni sociali convenzionali. Un tentativo di toccare le realtà che appartengono all’ineffabile e all’indiscernibile, mostrando la dissoluzione delle certezze. Catturare questo mondo attraverso il corpo in movimento come il suo significante centrale è un processo di ricerca che i due coreografi hanno perfezionato e condensato in modo permanente nel corso degli anni.

Kind (Figlio), 2019
Per la creazione di Kind, i registi coreografi di Peeping Tom provano a guardare il mondo come lo guardano i bambini, attraverso le paure e i desideri, indagando come cambia la loro prospettiva nel corso della crescita e lo sviluppo verso l’adolescenza e l’età adulta. I dubbi, le speranze e i cambiamenti fisici si traducono nei gesti e nel linguaggio del corpo.
Si guarda anche alle reazioni dei bambini che vivono situazioni difficili, traumatiche: in che modo i bambini gestiscono la loro ricerca della verità? E come organizzano il loro mondo attraverso la fantasia, il gioco, le imitazioni, per padroneggiare determinate situazioni o dinamiche?
I coreografi indagano su come la prospettiva di un bambino cambia man mano che cresce e si sviluppa nel suo cammino verso l’adolescenza e l’età adulta, con tutte le scelte, pressioni, paure, dubbi e cambiamenti fisici associati, e come questo si traduce in gesti e linguaggio del corpo.
Allo stesso tempo, Carrizo e Chartier guardano a come i bambini esprimono timori a causa della mancanza di una struttura, parentale, a cui aggrapparsi. Cosa succede nelle situazioni traumatiche, in cui le percezioni del corpo sono apparentemente anestetizzate? In che modo i bambini gestiscono la loro ricerca della verità? E come organizzano il loro mondo attraverso la fantasia, il gioco di ruolo o le imitazioni, per padroneggiare determinate situazioni o dinamiche? Anche i cambiamenti e le trasformazioni nello spazio e nel tempo, tipici del lavoro di Peeping Tom, saranno presenti in modo preminente in Kind.

Moeder (Madre), 2016
Moeder porta lo spettatore in una serie di spazi apparentemente familiari: un reparto maternità, una camera mortuaria, uno studio di registrazione, un museo… Spazi in cui pubblico e privato si intrecciano. Dove passato, presente e futuro cercano disperatamente di aggrapparsi al tempo ciclico di una figura archetipica di madre. In Moeder, la coreografa Gabriela Carrizo mostra il corpo come un luogo in cui una moltitudine di ricordi consci e inconsci si accumulano, si scontrano e nello stesso tempo definiscono chi siamo, creando connessioni inattese che sfocano i confini tra sofferenza, lutto e celebrazione, razionalità follia. La vita e la morte sono trasformate in una forma d’arte messa in mostra al mondo. Oltre al flusso dei singoli ricordi degli artisti – che costituiscono la matrice del pezzo – emerge una memoria universale e collettiva che, a sua volta genera riflessioni profonde sulle responsabilità di essere una donna, una madre.

Vader Padre (2014)
Vader è ambientato nella sala visite di una casa di riposo per anziani, un luogo chiuso, sterile, illuminato dall’unica finestra troppo in alto per vedere fuori, simbolo di una linea di fuga tra la vita e la morte. Non si è ancora lasciato il mondo dei vivi, ma non si è ancora raggiunto il mondo dei morti. Al centro di questo spazio si trova la figura del padre, in quel particolare momento della vita in cui la sua figura si allontana, sbiadisce tra sussulti di presenza e assenza.

Lo spettacolo riflette sul tema della vecchiaia, tra storia individuale e simbolismo, tra umorismo e tenerezza. La figura del padre appare al tempo stesso divina e ridicola, dotata di una ricca vita interiore ma scollegata dalla realtà. Il suo passato contiene un segreto profondo, o è solo follia e delirio? Il pezzo sfrutta il potenziale drammatico di un archetipo mettendo in scena alcune delle dimensioni che occupa nel nostro immaginario, e i modi spesso assurdi, drammatici e umoristici che abbiamo di affrontarlo.

Gabriela Carrizo, Argentina, Franck Chartier, Francia / Peeping Tom – fondatori e anime artistiche della compagnia Peeping Tom, hanno negli anni costruito uno stile assolutamente originale nel campo del teatrodanza europeo, fondato su un’estetica decisamente iperrealista. L’esplorazione dell’inconscio denso di incubi, paure e desideri sono gli elementi di fondo su cui questa coppia indissolubile di artisti costruisce personaggi e comunità archetipiche della società contemporanea.

Gabriela Carrizo / Franck Chartier / Peeping Tom
direzione Gabriela Carrizo, Franck Chartier
creazione e performance Leo De Beul, Eurudike De Beul, Charlotte Clamens, Marie
Gyselbrecht, Hun‐Mok Jung, Brandon Lagaert, Yi‐Chun Liu, Simon Versnel, Maria Carolina Vieira
artistic assistants Seoljin Kim, Camille de Bonhome (Vader), Diane Fourdrignier
(Moeder), Lulu Tikovsky (Kind)
scene Amber Vandenhoeck (Vader e Moeder), Justine Bougerol (Kind), Peeping Tom
luci Giacomo Gorini (Vader), Amber Vandenhoeck
costumi Camille de Bonhome (Vader), Diane Fourdrignier (Moeder), Lulu Tikovsky (Kind), Peeping Tom
musiche Raphaëlle Latini, Ismaël Colombani (Vader), Eurudike De Beul, Renaud Crols, Glenn Vervliet (Moeder), Yannick Willox

Peeping Tom coproduzione italiana Fondazione I Teatri (Reggio Emilia) / Festival Aperto in collaborazione con Torinodanza festival / Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale
con il sostegno della Rappresentanza Generale del Governo delle Fiandre in Italia

Spettacoli in lingua inglese con soprattitoli in italiano

Foto Olympe Tits

 

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