Risponde ARPA Lombardia
Riceviamo e pubblichiamo.
Oggi si parla molto di 5G, spesso tra timori e dubbi. Ma sono davvero fondati? Questo è il tema della sesta puntata della serie ‘Elettromagnetismo: tra mito e realtà’.
Il 5G utilizza antenne intelligenti che inviano il segnale solo dove serve, come un faretto invece di una lampadina. Risultato: comunicazioni più efficienti e un’esposizione media che può diminuire.
Oggi uno dei temi più discussi è sicuramente il 5G. Ma è proprio vero che “inquina” più delle precedenti tecnologie?
Lia Pattini dell’Unità organizzativa Agenti Fisici del Dipartimento di Milano di ARPA Lombardia, spiega:
È un timore diffuso ma è tecnicamente infondato. Il 5G è la quinta generazione della telefonia mobile e utilizza antenne attive o intelligenti. Per capire come funzionano queste antenne possiamo fare l’esempio della luce.
Se entriamo in una stanza e utilizziamo una lampadina comune, questa illuminerà la stanza in maniera uniforme anche dove non serve. Questo è il comportamento delle antenne pre 5G.
Il 5G, invece, utilizza quello che possiamo definire un faretto, ovvero illumina solo ed esclusivamente le zone interessate alla trasmissione.
Infatti, il 5G utilizza questi BIM che sono fasci molto ristretti che vengono direzionati solo verso l’utente che richiede la tecnologia 5G e saranno attivi e operativi solo per il tempo strettamente necessario alla comunicazione.
Possiamo quindi concludere che l’esposizione media per la popolazione diminuisce.












