Home Territorio Sul Set Rai per i 20 anni di UPAS

Sul Set Rai per i 20 anni di UPAS

8620
UPAS 20

Il compleanno di una grande famiglia di cui fanno parte anche i fan

Il 19 ottobre, ore 10:30, nel CPTV RAI Napoli si è tenuto un proficuo incontro con la Stampa per celebrare i vent’anni della più longeva e celebre social soap italiana Un Posto Al Sole, prodotta da Rai Fiction, FremanteMedia Italia e Centro di Produzione Rai di Napoli, in onda su Rai 3 dal 21 ottobre 1996.

L’occasione è particolarmente ghiotta perché sarà proprio Francesco Pinto, Direttore CPTV RAI Napoli, ad accoglierci ed illustrarci, da perfetto padrone di casa, le attività del centro televisivo soffermandosi, giustamente, su UPAS. Seguirà un interessantissimo tour per gli studi per incontrare chi lavora dietro le quinte e mostrare, concretamente, come questa efficientissima macchina organizzativa sia una grande catena di montaggio, composta da persone competenti e professionali che, a vario titolo, contribuisce a regalarci ogni sera una puntata imperdibile. Poi la visita sul set, dove sono ambientati gli interni, il buffet e il brindisi inaugurato sempre da Pinto e, infine, la possibilità di incontrare gli attori.

L’eccezionale evento vede anche la partecipazione di alcuni degli Administrator dei principali gruppi Facebook appositamente dedicati alla lunga serialità. Sì, perché com’è noto, UPAS monopolizza l’attenzione del pubblico non solo durante la messa in onda.
I folti gruppi sono attivi nell’arco di tutta la giornata, con tanto di post del buongiorno, del buon pranzo, del buon compleanno, di “chiamata a raccolta” prima della puntata e, ovviamente, dei numerosi topic inerenti gli specifici argomenti trattati nella serata, dell’eventuale riassunto per gli assenti e dell’immancabile buonanotte.

Tutto ciò testimonia, concretamente, come il real drama sia, ormai, parte integrante della quotidianità dei Fan, capace di creare legami affettivi che, a dispetto della virtualità, sono così veri e sinceri da farci preoccupare se qualcuno dei più assidui partecipanti si assenti per qualche giorno senza averlo preventivamente annunciato. Insomma l’ambiente familiare che si respira ad UPAS non coinvolge solo troupe, cast, produzione, squadre tecniche, scrittori, ma anche e soprattutto gli stessi appassionati.
Ammiratori che organizzano, anche, raduni UPAS, e non solo a Napoli, pur di stare insieme dopo anni passati a chiacchierare in chat e per telefono.

D’altronde, che UPAS sia un prodotto culturale assoluto, un fenomeno sociologico straordinariamente importante era stato ampiamente ribadito nell’importante seminario del 18 ottobre all’Università di Napoli “Federico II”, dal titolo Vent’anni dopo”. Un Posto al Sole e l’avventura della fiction italiana, di cui abbiamo dettagliatamente parlato sempre da questa stessa testata.

Stavolta, però, mi preme raccontare un’altra situazione, una diversa emozione, un punto di vista particolare e, se vogliamo, privilegiato. Personalmente, infatti, sono lì nella doppia veste di giornalista e amministratore di un gruppo UPAS.

Fuori dal complesso Rai trovo uno degli Attori Protagonisti intento a scherzare con una delle Admin più note. L’affetto con cui si salutano è palpabile, sincero. “A tradimento”, scatto loro una foto per lasciare un ricordo tangibile di quel momento. Abbracci calorosi anche con me, che li conosco bene, ed entriamo.

Ci sono già giornalisti e blogger ansiosi che inizi, ma soprattutto fan eccitati dal fatto di trovarsi in un contesto così emozionante. Sono anni che seguono la social soap, c’è chi viene da Sulmona, Abruzzo, Roma, Milano, Caserta e Napoli. Purtroppo altri, per impegni di lavoro, non hanno potuto raggiungerci dall’Emilia Romagna, dalla Puglia, dalla Sicilia, dalla Lombardia, dal Veneto, sarebbe stato bellissimo stare tutti insieme.

Dopo pochi minuti arriva Francesco Pinto, puntualissimo, che nell’illustraci il programma della giornata, si sofferma sull’imprescindibilità del lavoro di squadra, definendo, nel senso più nobile del termine, quella che è “la fabbrica della nostra soap operaia!”
Evidenzia i punti di forza della città, scenari suggestivi, calore umano, unicità, capacità di reinventarsi sempre; sconfessa i luoghi comuni e soprattutto indugia sull’eccezionalità del territorio che condensa in sé elementi riconducibili a molte altre città italiane.
Ecco perché le storie di UPAS funzionano in quel perfetto equilibrio tra romance, drama e comedy che tratta del quotidiano e della normalità, con situazioni plausibili, che potrebbero accadere ad ognuno di noi.
Quel… “condominio” di Rai 3, il più famoso d’Italia, che non è altro che un universo verticale in cui sono rappresentati tutti gli strati sociali specchio della realtà e tutte le diverse sfumature caratteriali.

Ecco perché è seguitissimo e ha ascolti medi che si aggirano intorno all’8,00% di share, con 2.000.000 di spettatori ogni sera, fino ad arrivare, nell’ultima stagione al 9,2% di share con 2.584.000 di persone incollate al televisore.

Nel congedarsi Pinto ci presenta Federica Castaldi, Consulente Web Editing e Content Management di UPAS, che ha il compito di scortarci nel nostro viaggio upassino, rispondere a tutte le nostre curiosità e raccontarci, con l’ausilio di altri, tutti i segreti possibili.

Federica cura, con altri, la sezione web di UPAS, il sito in cui troviamo video, anticipazioni, backstage del set, gli episodi andati in onda e quelle bellissime immagini dello stesso fotografo, Giuseppe D’Anna, che ci segue per gran parte della nostra visita.

La favola ha inizio!

Percorriamo i corridoi e ci affacciamo nelle varie stanze in cui attenti lavoratori procedono nei loro compiti. Gli indispensabili “titoli di coda”, di cui parlava prima Pinto, hanno per noi finalmente un volto e un nome. Mi colpisce la frase che un’Admin che non conosco rivolge a tutti loro:

“Grazie di ciò che fate per noi. Grazie perché anche voi, con il vostro lavoro, ci assicurate ogni sera, da vent’anni, la visione della puntata”.

La risposta è un semplice, ma soddisfatto sorriso.

Incontriamo Paolo Terracciano, l’Headwriter, insieme ad altri Autori, che spiega, come con grande creatività, impegno e passione, da un’idea generale, nascano, si sviluppino e prendano corpo trame, scrittura, dialoghi che saranno poi letti ed interpretati dagli Attori. In totale il reparto scrittura è formato da 4 editor, 5 storyliner, 3 sceneggiatori e vari dialoghisti.
Qui sono preparata, avendolo ascoltato il giorno prima insieme ad altri illustri relatori al seminario all’università (se volete i dettagli, vi tocca rileggerlo!).

Mi guardo in giro. Ci sono foto del cast che recano la scritta di un aggettivo, proprio a ricordare che, nella stesura dell’intreccio, occorra essere fedeli ai personaggi per rispettare il patto di onestà con il pubblico che altrimenti rimarrebbe deluso. Inventiva sì e tanta, ma sempre evitando di stravolgere il singolo carattere. Qualcuno chiede si avvicinino per una foto e, quasi stupiti per essere trattati come famosi, si mettono in posa.

Soprattutto uno di loro attira la mia attenzione quando capisco che è Lui: Dario Carraturo.

Mentre sui social commentiamo le puntate esponendo i nostri svariati punti di vista, interviene, a volte, a chiarirci il senso della scena mostrata, che magari abbiamo frainteso, spiegando come sia funzionale ai futuri sviluppi o collegandola a situazioni precedenti che al momento non stiamo ricordando.
E sì, perché gli autori ci leggono nei gruppi e, anzi, usano anche i simpatici vezzeggiativi da noi inventati per indicare i singoli personaggi.

Continuiamo il tour e percorriamo il corridoio dell’ospedale in cui lavora Ornella. Partono i primi mormorii e le prime risate… Federica ci invita a guardare giù.
“Quello è il cortile dove hanno sparato a Vintariello”, commenta qualcuno; “quello è il posto dove il giornalista sciacallo aspettava Sandro e Roberto”, aggiunge un altro. E tutti a scattare una miriade di foto.

Raggiungiamo un’altra ala del plesso dove troviamo Fabio Sabbioni, il Produttore Creativo, anche lui al famoso seminario universitario che nel riconoscermi, con simpatia, afferma che ci incontriamo due giorni di fila.

Ci mostra le due foto appese alle pareti: quella del cast originale del 1996 e quella della 18esima stagione.
In questi vent’anni si sono avvicendati tanti Artisti, alcuni ormai “storici”, presenti sin dalla prima puntata, altri aggiuntisi nel corso del tempo, altri ancora, dopo anni di assenza, che tornano fosse anche solo per brevi periodi. La produzione permette a tutti un ampio margine di flessibilità, in modo che ognuno possa incastrare vari impegni in modo razionale dedicandosi anche ad altro. E non è da tutti.

Fabio ci indica e spiega tante foto di Napoli in cui sono state girate delle scene: bosco di Capodimonte, Maschio Angioino, Pozzuoli, San Martino, il Real Teatro di San Carlo, la città monumentale, ma anche l’incendio di Città della Scienza, perché l’ennesimo protagonista di UPAS è Napoli, sia come scenario che come modo di essere, di vivere, di parlare.

Una serie di immagini dello stesso personaggio nel corso del tempo, per mostrare come l’Attore in questione sia cresciuto all’interno stesso della soap e che dà, quindi un altro senso di quotidianità di UPAS: una bellissima adolescente Angela che è diventata una splendida donna e un dolcissimo Niko, di soli 9 anni, che ora è un affascinante uomo.
Nei corridoi, intanto, appesi alle bacheche, articoli di giornali vari che parlano di UPAS nel corso degli anni. Le foto scene girate a New York, dove la soap è seguitissima dalla comunità Italo-Americana.

Poi una parete decisamente più significativa, con ritratti che rendono l’idea di UPAS come servizio pubblico. L’attenzione verso il sociale e l’attualità. C’è un titolo di un quotidiano che riguarda, ad esempio, i rifiuti tossici e, accanto, la foto di Filippo che scopre appunto nel suo cantiere una serie di rifiuti tossici. O la notizia di Vittime Innocenti della camorra e, di fianco, una scena girata con i parenti delle vere vittime della criminalità organizzata nel centro sociale di Giulia.

Nella sala riunioni le foto del matrimonio saltato tra Angela e Alessandro e l’arrivo di Franco con cui fugge a Stromboli. I temi d’amore saranno sempre trattati proprio perché il prodotto deve arrivare a tutti. E nella stanza di Fabio, una parete interamente dedicata ai personaggi in atteggiamento appassionato per rammentare le varie relazioni, evitare di intrecciare i personaggi o riaccendere un flirt.

“Ma io non ricordavo che quei due erano stati insieme. Che dolci”, oppure “Non mi convincevano come coppia”, “Alessandro Palladini, che bello!”, i commenti.

Guardo il cellulare e trovo il messaggio di uno degli Attori Protagonisti che premurosamente si scusa di non potermi salutare dato che sta girando gli esterni.
Oltre ad essere Artisti di talento indiscusso, sono persone di cuore, “normali”, non certo divi capricciosi ed inavvicinabili. La mia amica Admin, che lo incontra spesso per strada, concorda sul fatto che sia una persona squisita.

Un imperdibile salto in regia, dove ci viene ricordato che a dirigere sono in 120 tra cui Gabriele Muccino, Stefano Sollima, Francesco Micciché, Vincenzo Terracciano, Maurizio Simonetti, Lucio Gaudino, Massimiliano Papi e assistenti alla regia come Barbara Napolitano e Nicola Guarino.
Ci spostiamo negli studi di registrazione dove si svolgono gli interni. E lì le facce estasiate di tutti, evidentemente travolti dai ricordi. È una sensazione bellissima.

Ed ecco, il divano di Ferri e le immancabili bottiglie di whiskthe, come familiarmente chiamiamo noi sui gruppi il contenuto del liquido che Roberto e Marina bevono spesso. Sono tentata di alzare il tappo ed annusare, poi penso che non darei proprio una bella impressione e desisto.
Guardo il tavolo da lavoro nell’ufficio di Marina e rido pensando alle mie amiche sui gruppi mentre scherziamo sul fatto che non sia proprio una stakanovista. Ecco la lampada di casa Saviani che non ci convince per la posizione, la cucina Jurdàn e il salotto, l’androne del palazzo dove tutti si incontrano, le cassette della posta che Raffaele riempie sempre, le due porte vetrate che conducono ai vari appartamenti di Palazzo Palladini, la cucina e la camera da letto di Guido…

Ma dove sarà la famosa scala a chiocciola di casa Sartori? Forse nella zona in cui non ci fanno entrare perché stanno girando delle scene natalizie… Avevo poco prima intravisto, da lontano, un abete addobbato. Stanno appunto girando le scene di dicembre.

Poi sento un “oh” corale… “Nunzio, come sei bello, bravo e simpatico” “Facciamo un selfie?“, Vincenzo Messina appunto che ha finito di girare e, imbarazzato, ringrazia e accetta.

Continuo a gironzolare e scatto foto. Vedo tutti correre verso un lato, mi avvicino e c’è Rispo, “braccato” dai giornalisti e dai fan. Provo ad aspettare per salutarlo, ma la fila davanti a me è lunga. Ma è giusto dar spazio ai colleghi, io l’ho intervistato da una decina di giorni, ci saranno altre occasioni.

Il tempo è volato e Federica dice che è ora del brindisi. Dove consumare un ricco aperitivo se non al Caffè Vulcano? Siamo, infatti, nell’ambiente del bar più famoso della tv.
Non resisto e mi accomodo sul divano.

Nel frattempo Federica consegna a tutti i giornalisti una giftbag con stampata la tipica O di Un Posto al Sole, il libro con dvd della serie, un testo sul Centro Rai di Napoli e del materiale stampa che può tornarci utile.

Con Pinto brindiamo al ventennale di UPAS con l’augurio che Un Posto al Sole ci accompagni all’infinito.

Sono con noi alcuni degli attori: Giorgia Gianetiempo, Marzio Honorato, Ilenia Lazzarin, Alessandra Masi, Stefano Moretti, Riccardo Polizzy Carbonelli e più tardi arriverà Marina Tagliaferri, impegnata sulle scene. Tutti sorridenti e disponibili nonostante vengano da un’intensa giornata lavorativa, salutano, si mettono in posa per selfie, videomessaggi e interviste.

Un particolare dolcissimo da segnalare.
Uno degli Attori conosce per la prima volta un’Admin dal vivo con cui si scrive e telefona con regolarità e la saluta con sincero trasporto. Poi, parla lungamente al telefono, sempre in maniera affettuosa, con un’altra Amministratrice che segue la serialità da Berlino.

Sfido chiunque a dire che UPAS non sia un collante emozionale anche oltre confini Nazionali.

Print Friendly, PDF & Email